Fiat, rientro scaglionato: 20 dipendenti del reparto cambi tornano al lavoro da lunedì

La Prefettura ha autorizzato il riavvio della produzione per Ricerca e Sviluppo. Verranno richiamati 20 operai e impiegati del Cambio 520. Intanto sono state montate le termocamere all’ingresso per misurare la temperatura

Non sarà un rientro in blocco, ma scaglionato almeno per qualcuno. Da lunedì prossimo 20 aprile alcuni dipendenti della Fiat Fca di Termoli potranno tornare al lavoro nello stabilimento di Rivolta del Re.

Pur restando in vigore il blocco della produzione scattato il 23 marzo a causa del Dpcm del Governo che ha fermato tutte le aziende che producono beni non indispensabili, l’azienda ha ottenuto di poter fare quantomeno Ricerca e Sviluppo ed è stato attribuito il codice Ateco 72 allo stabilimento, uno di quelli che consente di lavorare anche in questo periodo.

Quindi la prefettura ha autorizzato il lavoro per circa 20 persone tra operai e impiegati del cambio 520, che lavoreranno a partire da lunedì prossimo per dei cambi di prova da mandare in Turchia che verranno accoppiati a un nuovo motore.

I lavoratori saranno messi in sicurezza come da nuovo protocollo con misurazione della temperatura, mascherine e altre misure già adottate prima dello stop, dalla distanza di posti in mensa a quella negli spogliatoi.

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“I lavoratori verranno chiamati dall’azienda a presentarsi lunedì 20 e saranno muniti di specifica dichiarazione per poter andare a lavorare” hanno fatto sapere i sindacati. Inoltre da qualche giorno sono state installate le termocamere, cioè speciali telecamere posizionate all’ingresso dello stabilimento per misurare la temperatura di chi entra. In caso di temperatura corporea superiore a 37,5 gradi, il lavoratore non viene fatto entrare.

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La Fiat non è la prima azienda a ripartire dopo il blocco dovuto all’epidemia coronavirus. Di recente altre industrie, come ad esempio la Itt, hanno ricominciato i normali turni, grazie al fatto che una parte della produzione, specie quella per i ricambi, è reputata indispensabile. I lavoratori stanno andando al lavoro con tutte le misure di protezione previste dall’accordo fra Governo, aziende e sindacati.