Fare test sierologici a tutti i molisani, la proposta in consiglio regionale

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I consiglieri regionali Nico Romagnuolo e Paola Matteo hanno presentato una proposta di ordine del giorno in cui impegnano il Presidente della Giunta Regionale, Donato Toma, a chiedere al Governo nazionale i fondi necessari all’Asrem per effettuare i test anticorporali su siero alla popolazione molisana.

La richiesta dei due esponenti di maggioranza si inserisce e vuole supportare le iniziative dedicate alla prevenzione e al contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

Nella proposta da un lato si considera che “il Governo regionale, con il comitato tecnico scientifico e i vertici A.S.Re.M. hanno dimostrato massima efficienza nella gestione della crisi pandemica che sta ancora mettendo a dura prova la struttura sanitaria regionale e, soprattutto, il tessuto socio economico molisano”.

Dall’altro i consiglieri evidenziano che “lo sviluppo di una chiara strategia di mappaggio della popolazione generale è assolutamente indispensabile per la riapertura delle attività produttive e, ad oggi, l’unica ipotesi per fare questo che sembrerebbe percorribile sono i test anticorpali su siero in quanto sono molto utili per dimostrare l’estensione della diffusione virale in una comunità, e fornire utili informazioni sulla salute pubblica”.

Va però precisato, a differenza di quanto facciano i consiglieri regionali, che i test sierologici attualmente non servono a individuare il virus covid-19, quindi far passare questo concetto non è corretto. Di recente l’esperto Fabrizio Pregliasco ha chiarito che “i test sierologici eseguiti a partire dal sangue ci dicono se siamo venuti a contatto con il Sars-CoV-2. Cercano gli anticorpi che l’organismo produce in risposta a un virus specifico e non sostituiscono gli ormai famosi tamponi che servono a capire se una persona è infetta e contagiosa”.

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I consiglieri Nico Romagnuolo e Paola Matteo hanno ribadito l’opportunità di effettuare i test anticorpali sulla popolazione molisana come contributo a quello che sarà il graduale ritorno alla ripresa delle attività produttive e della vita quotidiana di ogni cittadino.

“Bisogna valutare seriamente tutte le strade disponibili – hanno spiegato gli esponenti della maggioranza – per evitare in futuro anche il rischio di una ripresa incerta con possibili effetti boomerang e riaccensioni di focolai, esponendo così al contagio la popolazione ancora Covid-19 negativa. Il modello ospedale-centrico che ha guidato la difesa dal virus della prima ora – concludono Nico Romagnuolo e Paola Matteo – deve spostarsi verso il territorio mettendo insieme sorveglianza epidemiologica, medicina generale, nuove tecnologie e ricerca clinica, solo così si potrà riavviare il motore economico e sociale del Paese”.

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