Disagi alle Tremiti: “L’Alimentari è aperto, falso dire che non c’è da mangiare”

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Dopo la richiesta inviata dall’associazione Pari (Pescatori amatoriali residenti isolani) di Tremiti che hanno chiesto a Regione, Comune e Prefettura di poter uscire in mare liberamente per avere cibo da portare in tavola, non sono mancate reazioni da parte di chi vive alle Tremiti e sente di dover smentire che ci siano particolari disagi.

Pescatori amatoriali di Tremiti: “Fateci andare in mare, abbiamo bisogno di cibo”

“Dire che stiamo morendo di fame è sbagliato. C’è un piccolo Alimentari, è sbagliato definirlo spaccio. È un po’ come in un piccolo paese del Molise. Qualche giorno è più fornito, qualche altro meno. Certo i costi sono maggiori rispetto alla terraferma, ma è normale” certifica un residente che preferisce non esporsi pubblicamente per evitare polemiche.

“Se vogliamo la carne ce la facciamo inviare da Termoli, pagando la polizza per il trasporto sulla motonave. Così come per altri beni”. Quindi nessun disagio grave, anche se la preoccupazione è tanta. “Le isole vivono di turismo. Vale per ristoratori, albergatori, pescatori, tour operator. Speriamo quindi che le cose vadano meglio molto presto”.

Sulla richiesta dei pescatori, il residente chiarisce: “è vero che stando sulla barca non si corrono rischi relativi al distanziamento sociale, e in questo hanno ragione i pescatori che chiedono più flessibilità sulle norme. Ma non penso che ci sia qualcuno che deve andare a pescare altrimenti non ha da mangiare. Anche qui sono stati distribuiti i buoni spesa a chi ne ha avuto bisogno”.

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