Come potrebbe cambiare il decreto dignità?

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    Un’emergenza sanitaria che muta in emergenza economica: l’Ocse ha definito l’impatto macroeconomico che il Coronavirus avrà sui sistemi globali come “Il più grande pericolo dai tempi della Grande Recessione. Dopo l’attuazione del DPCM dell’11 marzo 2020 sono poche le attività produttive a sfuggire agli effetti del provvedimento emanato dal governo. A risentirne del difficile momento anche il mondo del calcio italiano, che in questa fase di estrema emergenza ha riportato in auge le criticità del decreto dignità, provvedimento, convertito in legge il 9 agosto 2019, che vieta qualsiasi tipo di pubblicità al gioco d’azzardo con l’intento di combatterlo a livello patologico.

    Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina ha proposto, facendone esplicita richiesta al governo, la sospensione per almeno 12 mesi dello stop alle sponsorizzazioni delle aziende di betting. Questa deroga al decreto dignità però, come sottolinea CasinoSuperscommesse.it, non riguarderebbe i prodotti casinò, slot machine e poker, che in questo modo continuerebbero a sottostare al divieto di pubblicità. Le mancate entrate nelle casse delle società professionistiche italiane, causate dagli effetti del provvedimento, ammonterebbero ad un cifra che balla tra 50 e 100 milioni di euro all’anno. Introiti necessari considerando le perdite enormi che sta generando lo stop dei campionati, a cui i club stanno per il momento cercando di sopperire ricorrendo al taglio degli stipendi dei loro tesserati.

    Salva pallone”, dall’abolizione del decreto dignità alla creazione di un nuovo Totocalcio

    La richiesta è inserita in un pacchetto di misure “salva pallone” il cui fine ultimo è appunto la sospensione del decreto dignità. Un provvedimento basato non su sgravi e agevolazioni, che potrebbero far vacillare le casse delle stato, ma su misure positive che consentirebbero una rapida ripresa dell’industria calcio italiana.

    Oltre alla richiesta dello stop al decreto dignità, farebbero parte del pacchetto anche una serie di modifiche alla legge Melandri sulla ripartizioni dei diritti TV tra le varie società di A, alla attuale normativa sugli stadi e alla legge sul professionismo, approvata nel 1981. Per finanziare il fondo di garanzia inoltre, la cui formazione è stata confermata dal presidente Gravina, c’è la proposta del prelievo dell’1% dalle scommesse sul calcio, così come accade già in altri paesi come la Francia e l’idea della creazione di un ‘Nuovo Totocalcio’.

    Cancellazione del decreto dignità?

    A meno di un anno dalla sua entrata in vigore, si profila quindi uno scenario inaspettato soltanto fino a pochi giorni fà con la possibile cancellazione temporanea per 12 mesi del tanto criticato decreto, varato per combattere il gioco d’azzardo patologico ma che secondo un esperto del settore come il direttore di SportEconomy, Marcel Vulpis: “Non ha generato alcun beneficio concreto…Se l’obiettivo era quello di limitare l’impulso al gioco, in tutte le sue forme, questo risultato non è stato raggiunto neppure parzialmente. Gli operatori del gioco pubblico, lecito e regolamentato, invece, sono stati pesantemente colpiti nel loro business. Nella realtà ad aver beneficiato delle norme del Decreto Dignità sono stati proprio i soggetti che non operano seguendo le leggi”.

    Una misura necessaria quella della sospensione del divieto di pubblicità che, secondo quanto riportato nelle ultime ore dagli organi di stampa, non vedrebbe d’accordo il mondo del betting. Le società di scommesse, che nel mentre hanno puntato forte sull’online, vorrebbero infatti una totale cancellazione del provvedimento. Una soluzione possibile potrebbe essere l’apertura di un tavolo di confronto con l’esecutivo per arrivare ad un accordo, senza nuove imposizioni fiscali.

    Un passo indietro del governo appare quindi doveroso per fronteggiare l’emergenza economica- finanziaria in questa fase così delicata per il paese e permettere la ripartenza.

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