Buoni spesa, l’assessore ribadisce il primo requisito di accesso: “Non avere nulla”

Il 45 per cento delle domande giunte in Comune per l’accesso ai buoni spesa viene, al momento, respinto. Una forma qualunque di sostegno al reddito, fossero pure 300 euro di reddito di cittadinanza, diventano motivo di esclusione. Questo perché nelle drammatiche giornate di emergenza sanitaria che stiamo vivendo c’è chi non ha neppure quel piccolo contributo economico pubblico. La solidarietà alimentare va dunque nella direzione di aiutare le famiglie che non riescono a mettere un piatto in tavola.

C’è voluta una precisazione dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Luca Praitano per chiarire la ratio del finanziamento statale da 303 mila euro piovuto sulla città di Campobasso che da ieri, 7 aprile, ha iniziato a distribuire i buoni spesa spendibili nella rete commerciale cittadina creata in tempi record dalla struttura municipale.

Circa una centinaio di richieste al giorno vengono ‘lavorate’ dall’assessorato di Praitano. “La valutazione – ha spiegato l’assesore – comprende sia verifiche da parte degli assistenti sociali, sia anagrafiche con la verifica dei componenti dei nuclei familiari e dei minori che eventualmente ne fanno parte, attraverso le banche dati che abbiamo a disposizione, in modo da garantire che questi contributi vadano a chi ne ha necessità”.

Il criterio generale è quello di dare priorità a chi non ha nulla mentre per gli altri che sono comunque in una condizione di disagio economico i buoni spesa, una volta soddisfatte le domande dei più poveri, saranno consegnati “a compensazione” ma avranno una quota inferiore.

“Circa il 55% delle domande valutate fino ad oggi hanno ricevuto risposta positiva con l’erogazione dei buoni spesa per i beni di prima necessità. È chiaro – ha aggiunto Praitano – che se dopo aver soddisfatto tutte le situazioni principali dovesse esserci ancora disponibilità economica, amplieremo la platea dei beneficiari. Al lavoro per rendere fluide le varie fasi di queste erogazioni, ci sono almeno trenta persone del Comune e abbiamo le associazioni di volontariato, alle quali va il ringraziamento mio e dell’intera Amministrazione, che ci stanno dando una grande mano per la distribuzione domiciliare dei buoni”.