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Buoni alimentari a 195 famiglie: “Soddisfatto l’85% delle domande”

L’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno riconoscere i buoni spesa anche ai 19 nuclei inizialmente esclusi perchè si trovano in condizioni di difficoltà"

L’85% delle famiglie di Riccia – per la precisione 195 nuclei – potrà usufruire dei buoni spesa che in questi giorni vengono consegnati dal Comune a coloro che sono risultati beneficiari dell’aiuto statale di solidarietà alimentare. Si tratta di un aiuto rivolto ai nuclei familiari che hanno subìto un danno a causa dell’emergenza Covid-19 e a coloro che si trovano in una condizione di disagio socio-economico.

Dopo aver ricevuto i circa 44mila euro assegnati all’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Testa, è stato pubblicato l’avvico rivolto ai cittadini residenti in paese che hanno potuto presentare domanda. Priorità assoluta ai i soggetti inoccupati o disoccupati che non percepiscono alcun reddito e che non fruiscono di alcuna misura pubblica a sostegno del reddito quali: Reddito di cittadinanza, Reddito di inclusione, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale, altro.

“In via subordinata – spiegano dal Comune – i buoni alimentari sono stati riconosciuti ai soggetti che percepiscono altre forme di sostegno pubblico al reddito: RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale, altro. Le risorse di solidarietà alimentare sono state ripartite in base al numero dei componenti del nucleo familiare e fino ad esaurimento delle risorse assegnate dallo Stato. Si è tenuto conto poi della ricorrenza di una o più delle seguenti condizioni: 1. nucleo familiare con presenza di minori; 2. nucleo monogenitoriale privo di reddito o in situazione tale da non poter soddisfare i bisogni primari dei minori; 3. nuclei familiari con presenza di disabilità permanente associata a disagio economico; 4. nuclei familiari con situazioni di patologie che determinano una situazione di disagio socioeconomico; 5. nuclei familiari senza alcun reddito; 6. nuclei familiari monoreddito il cui titolare ha subito sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro; 7. nuclei familiari i cui componenti non siano proprietari/comproprietari dell’abitazione e che non abbiano altre proprietà immobiliari”.

Ben 228 le domande pervenute in Municipio. Di queste, “in totale siamo riusciti a soddisfare le esigenze di 194 nuclei familiari ossia l’85% delle domande pervenute. Il restante 15% delle richieste sono risultate non idonee in base ai criteri stabiliti dal Governo e dall’Anci. Nello specifico, le domande risultate idonee beneficiarie sono state n. 175 (76,75%) di cui 131 con priorità assoluta e 44 con priorità subordinata. Tali domande sono state tutte evase e i nuclei familiari hanno potuto beneficiare dei buoni di solidarietà alimentare.

Invece 19 domande (8,33%) sono inoltre risultate idonee ma non hanno potuto beneficiare dei fondi in quanto terminati.

“Tuttavia – esplicita il sindaco – l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno riconoscere i buoni spesa anche a questi nuclei familiari, in quanto anch’essi si trovano in condizioni di difficoltà”. Dunque, “l’Amministrazione comunale è riuscita con orgoglio a fornire, in modo utile e tempestivo, aiuti di solidarietà alimentare a tutti i nuclei familiari risultati beneficiari, dando modo così a tutti coloro che si trovano in difficoltà di far fronte all’emergenza”.