Tonnellate di rifiuti industriali scaricati nelle campagne del Molise: c’è l’ombra dei clan, scattano le indagini foto

Tre distinte discariche illegali e recentissime in mezzo all’erba sono state scoperte negli ultimi giorni a San Martino in Pensilis. All’opera Noe e Forestali, sospetti su camion arrivati dalla Campania e sugli approfittatori della pandemia. Un fatto gravissimo, portato all'attenzione della Procura

Tre diverse discariche di rifiuti, probabilmente scaricati di notte da camion in arrivo da zone limitrofe, sono state scoperte negli ultimi giorni in aree di campagna di San Martino in Pensilis.

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Si tratta probabilmente di rifiuti industriali, evidentemente pronti per essere smaltite in discarica e invece gettati nelle zone rurali e poco frequentate del Molise. Una operazione che porta alla mente quanto successo qualche anno fa a contrada Ramitelli, a Campomarino, e che chiaramente porta a pensare che dietro ci sia l’ombra dei clan della criminalità organizzata.

Non si spiegano altrimenti i tre ritrovamenti, in tre diverse zone, avvenuti fra mercoledì scorso e oggi, venerdì 3 aprile, sempre in territorio di San Martino.

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Nel primo caso l’enorme ammasso di rifiuti compattati, probabilmente scarti industriali, fa pensare al contenuto di almeno 8 camion carichi di immondizia scaricati a ridosso della strada statale Bifernina, non lontano da Guglionesi. Il caso è stato segnalato da un volontario Anpana delle Guardie Ecozoofile del Molise che ha allertato i carabinieri.

Purtroppo però era solo l’inizio. Ieri è stata scoperta un’altra discarica simile, circa due camion di rifiuti speciali scaricati nel bel mezzo della vecchia statale 87, nei pressi del casello ferroviario. Stamane un altro ritrovamento, in questo caso su una interpoderale a circa un chilometro dal confine con la Puglia, di un contenuto che pare simile a quello di due grossi mezzi pesanti.

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Sul posto sono intervenuti i carabinieri Forestali della Compagnia di Termoli, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Campobasso e il sindaco di San Martino, Gianni Di Matteo.

“Sembrano scarti industriali, anzi in qualche caso sembra che siano state ripulite delle discariche perché c’è del terriccio” ha commentato il primo cittadino. “Facciamo tanto per cercare di preservare l’ambiente, produrre meno rifiuti, migliorare la raccolta differenziata. E poi ci troviamo di fronte a questo. In un periodo come quello che stiamo affrontando tutto ciò è criminale”.

Di Matteo ci tiene a precisare che “il nostro territorio non è contaminato, per fortuna non parliamo di rifiuti interrati”. Attualmente le aree sono state sequestrate e sono state avviate delle indagini. È chiaro che la prima pista porta fuori regione, probabilmente a clan criminali della Campania, non nuovi a operazioni di questo tipo, come accaduto nel 2014 a Ramitelli.

La monnezza della camorra sbarra una strada. Campagne contaminate da rifiuti speciali

La camorra utilizza infatti spazi rurali senza grandi insediamenti urbani per abbandonare l’immondizia, evitando quindi di dover sottostare alla normativa sullo smaltimento dei rifiuti e senza sobbarcarsi i relativi costi, intascando invece i compensi di quelle attività industriali che hanno esigenza di liberarsi di grosse quantità di spazzatura.

Faccio un appello a chiunque abbia visto o notato qualcosa – afferma Di Matteo -. Fatevi avanti, perché dei camion che transitano di notte non passano inosservati”.

Probabile che chi ha compiuto questo gesto abbia approfittato delle strade deserte in questi giorni di pandemia, nei quali forze dell’ordine e autorità sono impegnati a combattere per evitare che si diffonda il coronavirus. Ma la criminalità organizzata non si ferma neanche davanti a questo.