Anziani di Agnone, Procura Isernia apre inchiesta. Sindaco chiede sicurezza e garanzie

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    La Procura della Repubblica di Isernia ha aperto un fascicolo sul caso di Agnone, relativo sia al cluster all’interno della casa di riposo (alla sua origine e eventuali negligenze sulle misure di sicurezza), sia al trattamento degli ospiti fino al loro trasferimento, ieri sera con la colonna mobile di ambulanze in modalità protetta, al Santissimo Rosario di Venafro.

     

    Per il sindaco Alfredo Ricci il fatto che ci sia un fascicolo di inchiesta è “confortante”. Il primo cittadino sostiene di sentirsi rassicurato dall’inchiesta avviata dal Procuratore Fucci e ha chiesto spiegazioni alla Asrem su quanto accaduto, non negando che la riapertura frettolosa dell’ospedale (decretata per ragioni tecniche, ha spiegato il direttore Florenzano) abbia creato molta agitazione in città.

    Ricci chiede garanzie per i pazienti, il personale e la comunità di Venafro, nel cui ospedale sono stati trasferiti 13 anziani della Tavola Osca di Agnone e 4 della casa di riposo di Cercemaggiore inizialmente transitati per Larino. Sono tutti asintomatici e ricoverati ognuno in una camera isolata, in un’ala del nosocomio separata dal resto della struttura anche grazie a una parete sfondata per ricavare un ingresso del tutto indipendente.

    “Il Piano di emergenza sanitaria – ha dichiarato Ricci – è stato modificato ieri mattina dal Consiglio regionale, con una mozione che rende Venafro ospedale per gli asintomatici, l’ospedale Vietri di Larino invece per i sintomatici. Sono venuto a conoscenza di ciò nel pomeriggio e ho espresso dissenso, spiegando che né Venafro, né Larino erano pronti. Nell’arco di poche ore tutto è precipitato e non ho avuto ancora comunicazioni ufficiali, per iscritto, dall’Asrem”.
    Ricci chiede sicurezza per la città. “Mi aspetto anche – ha aggiunto – che dopo l’emergenza l’attività del nostro ospedale abbia continuità”.

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