Addio al padre degli editori molisani: è morto il grande Enzo Nocera

Ha pubblicato circa 500 giornali e libri, una carriera lunga 55 anni. In un’intervista che ci rilasciò tre anni fa confessava: “La mia creatura più riuscita è l’Almanacco del Molise”. S’inventò Molise Sport e fu il primo collaboratore molisano della Rai. Il saluto commosso del figlio: “Ciao papà. Ieri sera, mentre mi raccontavi la guerra a Bojano e Macchiagodena, mi avevi promesso che l’avremmo scritta assieme. Sono fiero di te e di tutto quello che hai fatto per questa terra. Abbracciami mamma”.

Se n’è andato il papà degli editori molisani: ieri, 15 aprile, ha chiuso gli occhi per l’ultima volta Enzo Nocera. Una carriera lunga 55 anni, 500 tra libri e giornali stampati nel corso della sua ricchissima, feconda vita. Aveva 88 anni e una mente lucida e pronta a mettersi al lavoro anche negli ultimi giorni. L’Almanacco del Molise rimane la sua perla assoluta.

Commovente il ricordo del figlio Fabrizio, ricercatore e scrittore, nonché dipendente dell’Istituto Nazionale di Statistica: “Ciao papà. Ieri sera, mentre mi raccontavi la guerra a Bojano e Macchiagodena, mi avevi promesso che l’avremmo scritta assieme. Sono fiero di te e di tutto quello che hai fatto per questa terra. Abbracciami mamma”.

Una personalità dalle mille sfumature. Appassionato dell’arte intesa nella sua accezione più nobile, fin da ragazzo ebbe idee scintillanti. E nel 1965 fondò la ‘Nocera Editori Srl’, con la pubblicazione del libro ‘Il Sottobosco’. Si mise spesso contro l’ordine costituito e in questo aneddoto che ci regalò nell’intervista di tre anni fa rivelò quanto accadde.

“Avevo delle mie poesie e stampai un libro sul quale scrissero anche i vari Norberto Lombardi, Walter Genua, Lino Mastropaolo. Pensate che fu sequestrato in tutta Italia perché compariva la parola “sesso”. Ci fu un processo, ma fui assolto. L’ho ristampato perché non si trovava più una copia. Allora si parlò di “oltraggio al pudore” di “pornografia”, solo per aver scritto la parola sesso. La denuncia fu fatta da uno pseudo-giornalista, un certo Tartaglia, portando come tesi il fatto che la figlia, che studiava al Magistrale, avesse letto questa parola ‘scabrosa’. In quell’occasione, però, i professori si schierarono con gli studenti: contro di loro fu affisso da parte di un militante del Msi un manifesto con frasi oscene. Questa era l’aria che tirava…”.

Enzo e Fabrizio Nocera

Segreti, ‘dietro le quinte’, confessioni che regalano squarci di storia molisana. Nocera ne ha attraversati di decenni… Negli anni settanta s’inventò Rossoblù Molise Sport, con Liberato De Filippis direttore, subito dopo nacque Molise Sport. Ebbe un bel riscontro, uscì per un decennio, quello d’oro del Campobasso Calcio. Fece iscrivere all’albo tanti giornalisti, mentre lui non lo fece mai: “Sono rimasto editore” confessava. E poi l’esperienza con la Rai, che in pochi conoscono, è stata molto importante, visto che fu il primo collaboratore molisano della tv pubblica, come esterno, a servizio. Condusse TuttoMolise fino al 1977. Uno dei suoi ultimi lavori è stato il libro di Ramona de Santis ‘Campobasso nelle cronache del ventennio 1920-1940’.

Tanto orgoglio per quanto fatto ma anche un pizzico di rammarico, che ci manifestò durante l’intensa intervista del gennaio 2017: “Oggi tutti sono tuttologi. In particolare, sono molto amareggiato perché dopo tutti gli sforzi fatti, non c’è quasi più nessuno che cita nelle biografie l’Almanacco del Molise, che è stato completamente saccheggiato. Comunque, copie non se ne trovano più. L’Almanacco del Molise è la mia creatura più riuscita. Ne sono uscite 35 edizioni, una delle più longeve per continuità. È la pubblicazione più importante, ha fatto conoscere il Molise ai molisani”.

Questo il messaggio di cordoglio della Fondazione Molise Cultura: “Ci ha lasciato Enzo Nocera, memoria di questa Terra, che ha amato e conosciuto come pochi, coraggioso editore, rimasto a difendere i suoi lavori anche quando sembrava impossibile farlo, animato da passione e spirito civile come pochi. Il Molise perde una delle sue voci più limpide e piange nel suo ricordo. Ciao Enzo”.