222 da 48 ore: i numeri della speranza. Restiamo a casa, resistiamo per non bruciare i risultati

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    Certo, il commissario all’Emergenza Arcuri ha ragione. Non è il tempo dell’ottimismo insensato, la transizione sarà lunga. Ma per il Molise oggi è una giornata memorabile sul fronte dei numeri: sono appena scoccate le prime 48 ore dall’inizio della epidemia senza nemmeno un contagio. I positivi calano in tutta Italia (oggi sono “solo” 880 in più e 106 in meno in terapia intensiva), ed è una notizia rassicurante per un Paese allo stremo, che brama l’inizio di una nuova fase, consapevole – ed è inevitabile che sia così – che non si potrà tornare a uscire per settimane e che il lockdown perdurerà ancora. Ma sono numeri che realizzano un punto di inizio, che infondo quella speranza di cui la comunità è affamata.

     

    Speranza che le cifre alimentano a maggior ragione nel nostro territorio, dove i contagi sono fermi da 2 giorni sui 222. Tanti infatti i tamponi positivi su un totale di 1746 test molecolari eseguiti, gli ultimi 200 circa in maniera assolutamente mirata, cioè tra persone con una maggiore possibilità di aver contratto il virus perché esposte a contatti diretti e in parte sintomatiche.

     

    E invece i risultati del laboratorio del Cardarelli hanno quasi il sapore di un miracolo. Nessun aumento. Dopo l’impennata dei giorni scorsi e la drammatica domenica delle Palme, che peraltro ha registrato 2 decessi a distanza ravvicinata (13 finora i morti con Covid 19) quel 222 segna un risultato anche per quanto riguarda le misure di contenimento ed evidentemente il comportamento dei cittadini che stanno seguendo con disciplina (le solite eccezioni non mancano) le regole per il evitare di contagiare se stessi e gli altri.

     

    Non è il tempo di festeggiare e anzi, con questi numeri quello che ora appare fondamentale è tenere la barra dritta, come si dice, cioè resistere. Adottare, ora più che mai, comportamenti coscienziosi e responsabili per evitare che si debba tornare nuovamente in una fase critica per la gestione della emergenza. Seguire quelle misure di prevenzione che fin dall’inizio sono state indicate come essenziali per limitare la diffusione di un virus che sta mettendo Ko il mondo. Lavarsi spesso le mani (lo ricordiamo), disinfettare superfici e oggetti di utilizzo quotidiano soprattutto se condivisi, mantenere la distanza di almeno un metro da chiunque, evitare assembramenti ma anche semplice manifestazioni fisiche, cominciare dagli abbracci. E quando proprio è indispensabile uscire per fare la spesa o acquistare le medicine indossare, ormai il più possibile, le mascherine. Anche quelle chirurgiche, definite altruiste perché servono a proteggere più gli altri che se stessi, vanno benissimo. Ma la regola principale è restare a casa. Ancora per tutto il tempo che sarà necessario, perché la ripartenza può cominciare solo da qua.

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