‘Tamponi a tappeto’, Facciolla e altri 4 chiedono un Consiglio monotematico

Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli, Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo chiedono un consiglio regionale monotematico. Oggetto i tamponi, in primis al personale sanitario

5 consiglieri regionali chiedono un consiglio monotematico sull’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid19. Si tratta dei consiglieri Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli, Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo.

Oggetto del Consiglio richiesto la mozione, firmata sempre dai 5, e indirizzata al presidente della Giunta Regionale Toma a cui si chiede di farsi portavoce con il direttore della Asrem, Oreste Florenzano, affinchè l’Azienda sanitaria processi quanti più tamponi possibile, autorizzando al contempo la relativa spesa al Consiglio Regionale del Molise.

“Ci stiamo battendo ormai da settimane sulla necessità di fare tamponi a tappeto al più alto numero di sanitari impegnati quotidianamente nella lotta al coronavirus e a persone, sebbene asintomatiche, che sono entrate in contatto con soggetti positivi al virus.
Lo abbiamo detto attraverso la stampa, lo abbiamo ribadito al tavolo tecnico e ieri lo abbiamo proposto come mozione per il Consiglio regionale monotematico che abbiamo chiesto noi proprio perché venga dato un indirizzo politico alla Asrem, così come è stato fatto in tante altre regioni”.

Nel testo della mozione infatti vengono citati i casi di altre regioni italiane (quali il Veneto, l’Emilia Romagna, la Puglia, la Campania) in cui i governatori hanno dato ai direttori generali delle relative aziende sanitarie locali le indicazioni di predisporre i tamponi ‘a tappeto ’ partendo dai lavoratori della sanità, quelli delle case di riposo, i medici di medicina generale e, in un seconda fase, a tutte le persone che hanno dei sintomi ma che oggi dovrebbero ancora attendere il periodo di osservazione. La filosofia alla base è ‘più casi isoliamo, più sicurezza creiamo’.

A supporto della propria tesi vengono citati anche i casi dei comuni di Vò Euganeo o Codogno, rispetto ai quali si afferma che “stanno già attuando, e con ottimi risultati, il modello di contrasto al coronavirus sperimentato in Corea del Sud facendo tamponi e test a tutte le persone, sebbene asintomatiche, che sono entrate in contatto con soggetti positivi al virus e le hanno poste in quarantena”.

E poi si rileva quanto affermato dai vertici Asrem qualche giorno fa, ovvero che si sarebbe in grado di effettuare anche 120 tamponi al giorno.

“Sappiamo che la Asrem può fare e processare fino a 120 tamponi al giorno ma ad oggi ne vengono fatti pochissimi e solo quando ormai i sintomi della malattia sono evidenti. Questo è quello che prevede il decreto ma noi, in nome del principio di cautela e con l’obiettivo di arginare i contagi, abbiamo chiesto che vengano fatti più tamponi”.

Dunque la conclusione, con tanto di j’accuse: “É aberrante vedere come la nostra mozione sia stata firmata soltanto da cinque consiglieri che si rendono conto che questa gestione dell’emergenza non è più sufficiente oltre ad essere inadeguata, gli stessi che si battono al tavolo tecnico perché non si perda più tempo e si intervenga immediatamente perché la necessità di salvaguardare la salute dei molisani è molto più importante rispetto a qualsiasi altra valutazione di natura tecnica”.