Studi legali fermi, il dramma degli avvocati ‘dimenticati’: “Molti chiuderanno senza aiuti concreti”

L'avvocato Andrea Cardinali, titolare di uno studio a Montenero di Bisaccia (uno dei paesi focolaio dell'infezione), dipinge uno scenario catastrofico nella lettera inviata al presidente della Cassa Forense Nunzio Luciano: "Occorre rappresentare fino in fondo gli interessi della categoria, del tutto ignorata dai provvedimenti governativi. Abbiamo bisogno di un sostegno economico o rischiamo di scomparire".

C’è un’altra categoria di lavoratori attualmente paralizzata dall’epidemia provocata dal covid-19: quella degli avvocati. Udienze sospese nei tribunali, studi legali chiusi perchè c’è l’obbligo di restare a casa. Impossibile incontrare i clienti. “La nostra attività lavorativa è paralizzata da quattro settimane”. E da questo tunnel non si intravede via d’uscita.

“Rischiamo di scomparire, ci sono studi professionali che rischiano di chiudere”: è nerissima previsione di Andrea Cardinali, avvocato del Foro di Larino e titolare di uno studio a Montenero di Bisaccia, uno dei due comuni ‘blindati’ (assieme a Riccia) da un’ordinanza del governatore Donato Toma. Il paese bassomolisano è uno dei focolai del virus in Molise.

Cardinali descrive per filo e per segno il possibile tracollo dell’attività di molti avvocati senza provvedimenti concreti. Non nasconde la “grande apprensione del popolo delle partite iva, a cui apparteniamo anche noi avvocati”. Tuttavia, l’atteso decreto ‘Cura Italia’ annunciato dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e firmato pochi giorni fa è stato deludente: “Ci aspettavamo un aiuto concreto che invece non è arrivato”.

Il giudizio è critico pure sui provvedimenti decisi dalla Cassa Forense sulla sospensione dei contributi previdenziali. Perciò Cardinali si rivolge al presidente Nunzio Luciano che ha origini molisane. Qualcuno lo ricorderà: è stato alle Politche candidato in Parlamento ed è stato consigliere legale del presidente Donato Toma.

“Siamo di fatto nell’impossibilità – dice Cardinali – di poter svolgere adeguatamente la nostra professione, ma questa inaspettata situazione sta creando, nella maggior parte di noi avvocati, uno stato d’ansia per lo scenario che si prospetta per il nostro futuro: gli studi chiusi e le udienze sospese non ci fanno, infatti, intravedere una soluzione rapida e una celere ripresa della nostra ordinaria attività lavorativa e, quindi, della nostra economia”.

“Peccato, però, che la nostra categoria benché eserciti una nobile professione, al pari di altri titolari di partite iva,  “porta a casa un risultato” soltanto se lavora, se può svolgere le udienze, se può incontrare i clienti e i colleghi, se può risolvere le problematiche della gente, e solo se lavora può onorare tutti i mesi le ingenti spese legate alla professione e a quelle di vita quotidiana anche in questo momento di emergenza”.

Per questo sospendere fino a settembre i pagamenti contributivi previdenziali è “troppo poco”. “La Cassa Forense – insiste il legale – avrebbe il dovere di assistere concretamente i propri iscritti”. E di dare “una risposta tangibile oggi e non domani”. Domani, infatti, potrebbe essere troppo tardi: a settembre non tutti coloro che esercitano la professione legale potrebbero essere in grado di sostenere la spesa e pagare, seppur a rate, i contributi previdenziali.

“Purtroppo – scrive ancora Cardinali nella sua lunga lettera – credo che in assenza di aiuti concreti molti studi legali, soprattutto in realtà piccole come la nostra regione, saranno costretti a chiudere e molti colleghi dovranno cancellarsi dall’Albo professionale”.

Anche perché gli avvocati sono lavoratori ‘normali’: spesso sono monoreddito, hanno famiglia  a carico, mutui e affitti da pagare.

Quindi l’appello che Cardinali fa a Luciano utilizzando parole durissime: “La invito a rappresentare fino in fondo gli interessi della categoria, del tutto ignorata dai provvedimenti governativi, sostenendoci anche economicamente”.

Questa la soluzione suggerita: “Una variazione di Bilancio per il 2020 al fine di utilizzare l’avanzo di bilancio per gli aiuti che sono necessari ed urgenti”.

Provvedimenti straordinari ad esempio sono stati presi pure per altre categorie: il presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro con una determina d’urgenza ha stanziato 100 milioni di euro da destinarsi all’assistenza dei liberi professionisti (ingegneri ed architetti). Oppure, ricorda l’avvocato, l’Enpam per i liberi professionisti ha istituito un sussidio sostitutivo del reddito.

“Allora perché non possiamo adottare anche noi questa strada? Siamo stati lasciati soli, dimenticati dal Governo e – insiste Cardinali – non tutelati dalla Cassa Forense a cui ognuno di noi versa da anni i contributi ed allora mi chiedo: quando verremo sostenuti, quando verremo rappresentati,  quando ci sarà qualcuno da noi eletto che farà qualcosa per ridare a tutta la categoria una speranza per il futuro?”.

Dunque, conclude amaramente la missiva, “non è il tempo di tacere:  abbiamo bisogno di essere rappresentati, abbiamo bisogno che qualcuno difenda i nostri diritti, abbiamo bisogno di essere sostenuti, affinché una intera categoria non scompaia. La nostra bella e difficile professione rischia di non vedere un futuro se chi ci rappresenta non sarà  in grado di fare oggi scelte coraggiose per domani”.