Stazioni sciistiche focolaio del covid, indaga la Procura

Anche la magistratura ha intenzione di capire se le piste da scii si sono trasformate nel focolaio di diffusione del covid-19 in tutta Europa. Per ora c’è un esposto presentato alla procura di Innbruck dal land Tirolo, ma negli ambienti giornalistici c’è chi è pronto a scommettere che le indagini si allargheranno anche alle località del Trentino Alto Adige. Dal Molise si guarda con interesse ai risvolti di questa inchiesta: il cluster di Termoli, infatti, sarebbe partito proprio in Val di Fassa, in Trentino.

Attualmente, riferisce l’Ansa, l’ipotesi su cui gli inquirenti sono al lavoro riguarda i presunti ritardi nella gestione dell’emergenza coronavirus. Altri
campanelli d’allarme – riportano gli organi di informazione locali – non sarebbero stati presi in considerazione. In questo modo, stando alle ricostruzioni della stampa tedesca e austriaca, si è sviluppato uno dei più grandi focolai in Austria e centinaia di persone si sono infettate proprio sulle piste da scii diffondendo poi il virus in quasi tutta Europa.

Mentre l’epidemia iniziava a diffondersi, gli impianti sono rimasti regolarmente aperti. Così come sono rimasti aperti i locali della zona che ospitano le serate dedicate al divertimento dei più giovani. Gli assembramenti, ora vietati, hanno favorito il contagio. Perchè non siano scattate le misure e le restrizioni per evitare il contagio toccherà alla magistratura chiarirlo.

Intanto il Tirolo è una delle zone più colpite dal covid-19: si registrano oltre mille casi e le prime due vittime.

(foto pagina Facebook Val di Fassa)