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Sindacati pronti a scioperare: “Fermate le fabbriche fino al 22 o ci fermiamo”

In un documento unitario firmato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm, i sindacati nazionali chiedono che le fabbriche italiane si fermino fino a domenica 22 marzo per applicare le misure sanitarie di contrasto alla diffusione del Covid-19, l’ormai famigerato nuovo coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’Italia.

Nel documento firmato dalle segreterie nazionali si chiede “una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino al 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro”.

Proprio ieri la Fca aveva annunciato la chiusura temporanea degli stabilimenti di Cassino, Melfi, Pomigliano e Val di Sangro per sanificare i locali, mentre a Termoli è stato deciso per l’interruzione di qualche turno di lavoro senza fermare la produzione.

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I sindacati chiedono inoltre di “concordare fermate produttive coperte, innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali dove previsti dalla normativa”. Nel caso in cui le richieste non verranno accettate i sindacati sono pronti a proclamare lo sciopero.

Tuttavia quella dell’astensione dal lavoro appare una probabilità che si potrebbe evitare sia perché gli stessi sindacati si dicono pronti a concordare eventuali periodo di fermata sia perché il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha convocato per domani mattina alle 11 una videoconferenza da Palazzo Chigi con le associazioni industriali e i sindacati alla presenza dei ministri Catalfo, Gualtieri e Speranza, per discutere dell’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio e in particolare i protocolli di sicurezza nelle fabbriche a tutela della salute dei lavoratori.

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