Ritiro pensioni, forze dell’ordine pronte a presidiare uffici delle Poste

Da domani, 26 marzo, sarà possibile riscuotere la pensione così come deciso dal Governo. Aperti, e soltanto la mattina, gli sportelli Centrale e via Toscana: ci saranno controlli. Il sindaco Gravina fa il punto in serata: “Nel capoluogo 19 positivi di cui 8 ricoverati al Cardarelli (2 in terapia intensiva) e 1 al Neuromed. Dieci persone sono in isolamento domiciliare. Proprio oggi ne sono state dimesse due”.

Da domani, 26 marzo, sarà possibile in tutta Italia riscuotere la pensione: il Governo, in accordo con Poste Italiane, ha infatti deciso di anticipare i pagamenti e scaglionarli in più giorni. Toccherà alle lettere A e B, e ci riferiamo al cognome delle persone. A Campobasso ci si organizza affinché le cose vadano al meglio: le forze dell’ordine e la polizia locale presidieranno gli sportelli di via Pietrunto e di via Toscana, unici aperti in città e solo la mattina. Tutti gli altri sono già chiusi, aperti solo i postamat.

Il sindaco Roberto Gravina: “La preghiera che rivolgiamo a tutti è di non recarsi in modo massiccio agli sportelli di via Toscana e via Pietrunto. E soprattutto rispettate le distanze di sicurezza altrimenti arriveranno le denunce, saranno presenti sia le forze dell’ordine che la polizia locale”.

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Le ultime 24 ore sono state abbastanza incoraggianti sul fronte ‘positivi’ al Covid 19. Infatti, come conferma anche il primo cittadino, “i casi sono gli stessi di ieri, cioè 19 totali. Otto sono le persone ricoverate al Cardarelli di cui due in terapia intensiva e sei in infettive. La restante parte (10) a domicilio. Tra l’altro qualche ora fa due sono state dimesse. Una persona è invece ricoverata al Neuromed. Ci sono poi 76 in isolamento, numero che risente sia delle persone collegate ai recenti casi di positività che di quelle collegate ai primi riscontri che sono uscite dall’isolamento non avendo avuto sintomi”.

 

Gravina si rivolge anche alle persone con particolare disabilità e ai loro familiari: “Ci sono alcune persone con disabilità che manifestano l’esigenza di uscire dall’ambito domestico. Il problema si pone, giustamente, ma l’uscita è consentita purché siano munite di autocertificazione e di attestazione che certifica la disabilità. Naturalmente, devono attenersi come tutti alle prescrizioni vigenti, con mascherine e possibilmente distanziandosi dalle persone”.

 

Infine, un messaggio di vicinanza “alle persone che non hanno potuto neanche salutare i propri cari scomparsi purtroppo”. Mentre “per chi che ha perso il reddito per alcune condizioni di lavoro preesistenti, è possibile rivolgersi al servizio sociale del Comune”.