Riapertura del Vietri, i sindaci pressano il Ministro. “Ci sono già apparecchiature per la Rianimazione”

Il sindaco Pino Puchetti, insieme a tutti gli altri del Basso Molise, scrive al Capo della Protezione Civile Borrelli e al Ministro alla Salute Speranza per sollecitare procedure rapide per la riapertura del Vietri, ospedale dotato di camera iperbarica, emodialisi e apparecchiature per la terapia intensiva. "Basta un test per renderle funzionali"

Si torna alla carica in Basso Molise per la riapertura dell’ospedale Vietri di Larino, probabilmente dopo quello che è sembrato un dietrofront del Governatore Toma che aveva parlato di ospedali da campo come soluzione di più facile realizzazione.

Il sindaco della cittadina frentana Giuseppe Puchetti, assieme a tutti i suoi ‘colleghi’ del Basso Molise, in una nota inviata alla Protezione Civile Nazionale e al Ministro della Salute Roberto Speranza, sollecita la riapertura del presidio ospedaliero. Una richiesta urgente, stante la chiusura (dovrebbe riaprire domani 18 marzo, ndr) dell’ospedale termolese rimasto dal 2016 l’unico di riferimento per la popolazione della zona.

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Nella lettera, datata 16 marzo – e indirizzata per conoscenza anche al Prefetto di Campobasso, al Presidente della Regione Toma e al Commissario ad acta alla Sanità Angelo Giustini – si sollecita, appunto, quella che qualche giorno fa era riapparsa nel dibattito istituzionale (oltre che pubblico) come possibilità concreta per uscire dall’impasse, specie in ottica futura. Perché l’emergenza coronavirus potrebbe aggravarsi e il sistema sanitario molisano non essere in grado di fronteggiarla.

Unità di crisi dice sì alla riapertura degli ospedali di Larino e Venafro

Così recita la missiva, inviata anche all’Amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, neo commissario per l’emergenza sanitaria che sta flagellando il Paese: “In data 12 marzo il tavolo permanente dell’Unità di crisi regionale, per il coordinamento e monitoraggio delle misure volte a fronteggiare l’emergenza da infezione da Covid-19, ha dato l’assenso alla riapertura dell’ospedale di Larino.

Tenuto conto che da troppi giorni il Basso Molise, con oltre 100mila abitanti, è senza una struttura ospedaliera in quanto l’ospedale San Timoteo di Termoli è stato chiuso per essere sanificato, considerata la necessità di dotare la nostra regione di un ulteriore presidio ospedaliero in modo da essere pronto al momento in cui l’epidemia si dovesse intensificare, vi invitiamo a predisporre le procedure celeri per la riapertura dell’ospedale Vietri e in particolare la riattivazione del Pronto soccorso”.

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Quindi i sindaci evidenziano come la struttura di Larino sia tra le più moderne della regione tutta, e che è stata chiusa come ospedale per acuti nel 2016 ma che sono ancora presenti e attivi servizi importanti quali la camera iperbarica (“unica tra le regioni confinanti con il Molise”), e l’emodialisi. Insomma servizi necessari per la cura del paziente acuto. Nella struttura sono presenti inoltre “apparecchiature per la terapia intensiva, mai usate, che necessitano solo di essere testate per essere rese funzionali”. In allegato alla lettera c’è la documentazione fotografica della strumentazione esistente e nuova di zecca.

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Anche il dottor Gianfranco Totaro, dell’ospedale di Termoli, fa sentire la sua voce. “Questa emergenza sanitaria dimostra che le chiusure di ospedali, di reparti, la mancata assunzione e ricambio di personale medico e di operatori sanitari sono state scelte politiche e sono state scelte politiche sbagliate. Decadono tutti gli assiomi che avevano anteposto alla salute delle persone le fredde regole della finanza e dei bilanci messe in atto negli ultimi decenni.

La salute non ha prezzo e non bisognava aspettare un catastrofe mondiale per capirlo, perchè è vero esattamente il contrario: senza la sanità e la salute è l’economia che va a fondo.

Ai tempi del coronavirus stiamo assistendo a fenomeni inediti per la sanità basso molisana, oltre a quello del caso di specie: drastica contrazione delle richieste di interventi  e degli accessi impropri al pronto soccorso (di Vasto), interventi celeri con l’elisoccorso come quello di Petacciato che non si sono mai visti, promesse di assunzioni senza limiti di necessità, riapertura di ospedali chiusi come Larino e Venafro. Sembra di vivere un sogno dove tutte le richieste di sanità da anni portate avanti si concretizzano in un solo attimo.

Il piano di rientro, poi: un semplice ricordo svanito come d’incanto con l’emergenza sanitaria del coronavirus. Frutti insperati di questa emergenza sanitaria. Ora tutti i molisani si aspettano che queste cose vengano fatte: assunzione di medici e personale sanitario, mantenimento e potenziamento di reparti, riapertura di ospedali chiusi”.