Restare a casa, certo. Ma con un compagno violento è emergenza nell’emergenza. Le donne scrivono a Conte

Anna Saracino e Annamaria Becci (Pd) tra le promotrici di un progetto che vuole promuovere la diffusione del numero verde 1522 in ogni comunicazione pubblica che inviti a restare a casa, anche nella forma di app scaricabile sullo smartphone. Restare a casa infatti può essere terribile per le donne vittime di maltrattamenti e botte. "Lo Stato faccia sentire che non rinuncia alla battaglia"

Stare a casa, certo. Inevitabile. Sacrosanto. Ma quando si convive con un uomo violento come si fa? Cosa si rischia? Come agisce la prescrizione di restare chiusi dentro 4 mura il più possibile per quelle donne che già normalmente subiscono il dramma della violenza domestica? Il Governo deve occuparsene: “E’ una emergenza nella emergenza” dichiara Anna Saracino, ex assessore di Campomarino che con oltre 130 donne italiane ha firmato la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la quale si chiede di “fare ogni sforzo per dare il senso che lo Stato non si ritira dalla battaglia contro la violenza domestica, ma invece rafforza il suo presidio, promuovendo la diffusione del numero verde 1522 in ogni comunicazione pubblica che inviti a restare a casa anche nella forma di app scaricabile sullo smartphone”.

Sebbene sia troppo presto per avere un quadro esatto della situazione, l’impressione che si ricava da testimonianze in sordina e informazioni di addetti ai lavori è che la violenza in casa aumenti, complice l’insofferenza di molti uomini per una condizione che li fa sentire privati della libertà di uscire e il fastidio che sfogano sulle rispettive compagne (e spesso anche sui figli piccoli) con botte e maltrattamenti.

“La sacrosanta prescrizione di ‘stare a casa’ può portare conseguenze nei contesti familiari difficili e violenti – chiarisce Anna Saracino -. Da qui l’idea di una lettera aperta inviata al Presidente Conte e alle forze politiche coinvolte che ha trovato riscontro nella sensibilità del Ministro Bonetti ma che chiede una presa di coscienza anche da parte di altri ministri, della stessa società e della condizione della donna durante e dopo il Covid 19”.

Si tratta di un progetto Nazionale promosso dall’avvocato  Andrea Catizone e sottoscritto inizialmente da 120 donne. Tra i primi firmatari del Molise  Anna Saracino, fino a maggio scorso assessore al Comune di Campomarino, e Annamaria Becci vicesegretario del circolo Pd di Guglionesi.

Lo Stato deve far sentire la sua vicinanza alle vittime, non abbandonarle in questo momento. É necessario ristabilire il dialogo con le donne costrette in casa e in pericolo, riattivare la fiducia nelle istituzioni. E per questo abbiamo chiesto che sia promossa una comunicazione pubblica per divulgare il numero verde antiviolenza e stalking 1522”.

La lettera, indirizzata a Conte ai ministri Luciana Lamorgese, Elena Bonetti, Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri, è questa: “In seguito alla grave emergenza che ha colpito anche il nostro Paese, sono state adottate misure necessarie per salvaguardare la popolazione dal propagarsi del contagio del virus Covid-19.  Tra di esse vi è la prescrizione di evitare il più possibile gli spostamenti e rimanere presso le proprie abitazioni se non per esigenze primarie, da cui l’hashtag #iorestoacasa. La decisione risponde a legittime e indiscutibili ragioni di esigenza di Salute pubblica, che non vanno in ogni modo ostacolate. Occorre però saper vedere anche l’emergenza nell’emergenza: ossia le conseguenze che tali restrizioni possono avere nei contesti familiari segnati dalla presenza di maltrattamenti e violenze, fenomeni che nel nostro Paese sono purtroppo diffusi e sommersi. Com’è noto infatti, violenze e femminicidi avvengono prevalentemente in ambito familiare tanto da aver dato luogo ad una specifica fattispecie delittuosa – “violenza domestica” – volta ad evidenziare la specificità del legame sottostante e scatenante il reato.

Occorre evitare che il principio della tutela della vita umana, alla base delle ordinanze di restrizione, venga meno o si rovesci, al contrario, in una maggiore esposizione alla violenza per le donne e i loro figli, spesso minorenni, condannati a subire o ad assistere alla violenza.

Le Istituzioni Pubbliche devono fare ogni sforzo per dare il senso che lo Stato non si ritira dalla battaglia contro la violenza domestica, ma invece rafforza il suo presidio, promuovendo la diffusione del numero verde 1522 in ogni comunicazione pubblica che inviti a restare a casa anche nella forma di app scaricabile sullo smartphone.

Ci uniamo, dunque, alla voce della Ministra per le Pari Opportunità, Prof.ssa Elena Bonetti perché il numero abbia la più ampia diffusione e perché venga adottata ogni misura necessaria, nei luoghi di raccolta delle denunce e negli ospedali, perché si vigli in modo capillare sull’applicazione della normativa. Non dimentichiamoci delle Donne, l’emergenza nell’emergenza.