Pub e chiese deserti, assalto ai bar per il ‘rito delle paste’: la domenica in città alle prese col coronavirus

Sabato sera insolito nella città capoluogo: deserte le strade della movida. E questa mattina - 8 marzo - pure le chiese erano svuotate. Molti però non hanno rinunciato al caffè e all'aperitivo e in alcuni locali non è stata rispettata la distanza di sicurezza. Intanto il sindaco di Campobasso Gravina esplicita: "Sospese fino al 3 aprile le manifestazioni e le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. I gestori dei locali in cui non si rispetta la distanza di sicurezza rischiano la sospensione dell'attività".

Corso Vittorio Emanuele e via Ferrari, i luoghi in cui si concentra la movida campobassana, deserti. Pub e centri commerciali svuotati. Pochissimi fedeli in chiesa. E’ stato un fine settimana particolare nel capoluogo, dove l’impatto dei nuovi provvedimenti per arginare il contagio del coronavirus si è fatto sentire.

Eventi annullati, ristoratori obbligati a ridurre il numero dei coperti, clienti costretti a stare a distanza di almeno un metro nei bar ma anche nei supermercati.

E così il sabato sera a Campobasso, forse per la pioggia, forse (ce lo auguriamo) per una presa di coscienza rispetto all’emergenza coronavirus, le strade della movida erano tutte deserte. Gli assembramenti in via Ferrari o lungo le stradine del centro storico un lontano ricordo. Molti sono rimasti a casa attaccati alla tv per ascoltare le nuove direttive del governo che rafforzano gli interventi di precauzione e si appellano alla coscienza civile di ogni cittadino italiano.

Ieri sera, sulla base delle direttive del sindaco di Campobasso, i vigili urbani hanno effettuato controlli nei locali pubblici per accertare il rispetto del decreto del Consiglio dei Ministri. Nessuna sanzione è stata comminata. Un piccolo segnale positivo sul rispetto delle nuove misure per fronteggiare il covid-19.

Pub coronavirus Campobasso

Questa mattina – 8 marzo – quando sono stati resi noti i contenuti del nuovo decreto firmato dal presidente Conte molte persone (gli anziani soprattutto) hanno preferito evitare di uscire di casa. Le chiese erano quasi deserte: durante le funzioni religiose, molti sacerdoti hanno chiesto ai fedeli di rispettare la distanza di sicurezza. In molti casi, c’era una sola persona seduta per banco. 

E poi la domenica a Campobasso è soprattutto il “rito delle paste fresche” nei bar più gettonati. E questa mattina quella folla, spesso disciplinata finanche dai numeretti utili a fare le file, non c’era in nessun locale. Molti hanno ordinato a domicilio. Chi non ha rinunciato al caffè da consumare al bancone lo ha fatto mantenendo la distanza necessaria e provando a scherzarci sopra per sdrammatizzare una situazione che ora dopo ora alimenta paure e incertezze.

Ma non tutti hanno rispettato le regole: più difficile mantenere la distanza di sicurezza per gli avventori che sorseggiavano il caffè o l’aperitivo al tavolo.

Bar Campobasso coronavirus

Intanto, dopo la pubblicazione ufficiale del nuovo decreto dell’8 marzo firmato dal presidente Conte e relativo alle misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del coronavirus, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ha inteso fornire degli aggiornamenti sui contenuti del Decreto che sarà applicato a partire già da oggi.

“Rispetto al precedente Decreto del 4 marzo, questo dell’8 marzo riprende gran parte delle direttive già emanate e che noi come Amministrazione comunale abbiamo avuto modo di rimarcare in questi giorni, per renderle però più stringenti e specifiche, soprattutto in alcuni settori – ha dichiarato il sindaco -. Innanzitutto, va specificato che tutte le misure inserite avranno durata da oggi fino al 3 aprile. Per ora, solo per le scuole di ogni ordine e grado e per le Università resta come periodo di chiusura quello fino al 15 marzo.

Sono quindi sospesi (fino al 3 aprile) le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, compresi quindi quelli cinematografici e quelli teatrali, sia in luoghi pubblici che privati”.

Il nuovo decreto specifica in modo chiaro che sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

“Le attività di ristorazione e bar hanno l’obbligo, a carico del gestore – ha aggiunto Gravina -, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione, anche per loro in caso di violazione, della sospensione dell’attività. Gli esercizi commerciali e la media e grande distribuzione devono garantire l’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, anche in questo caso nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori.”

Importanti anche le misure riferite all’ambito sanitario.

“Ricordo che è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale d’attesa dei dipartimenti emergenza e accettazione e dei pronto soccorsi – ha ribadito Gravina –. Così come l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani autosufficienti e non, è limitata ai soli casi che verranno indicati dalla direzione sanitaria della struttura, tenuta ad adottare misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.

Infine l’appello ai cittadini a “recarsi presso gli uffici comunali solo se strettamente necessario, rispettando in quei casi le indicazioni e le modalità di apertura al pubblico riguardo alle distanze di sicurezza da mantenere”.