Proteste nel carcere di Isernia, Procura apre un’inchiesta

Per fortuna non si sono registrati feriti, ma solo danni alla struttura in cui si trova il carcere di Ponte San Leonardo dove ieri sera (9 marzo) è scoppiata una rivolta al termine ad una giornata di caos in molti istituti italiani. Anche nel capoluogo pentro sono state ore di tensione: l’istituto penitenziario è stato circondato dalle forze dell’ordine per evitare problemi alla pubblica sicurezza, mentre all’interno si cercavano di placare le proteste dei detenuti che hanno dato fuoco ad alcuni materassi.

Alla fine della sommossa, sedata attorno a mezzanotte, la Procura di Isernia ha deciso di vederci chiaro aprendo un’inchiesta. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono danneggiamento e tentata evasione, come riferito questa mattina il procuratore capo, Carlo Fucci, che ha convocato la stampa seguendo tutte le nuove norme di sicurezza per evitare il contagio da coronavirus. La conferenza dunque si è svolta nel porticato della Procura e i giornalisti erano a distanza di almeno un metro.

Alla conferenza stampa erano presenti anche il questore Roberto Pellicone, il comandante provinciale dei Carabinieri, Tenente Colonello Gennaro Ventriglia, e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Vito Simeone.

“La sinergia e la capacità di mediazione hanno scongiurato il peggio – ha dichiarato il procuratore – nel bilancio non ci sono feriti, tuttavia i danni alla struttura, in via di quantificazione, sono ingenti”.

I 60 detenuti che avevano provocato la rivolta avevano chiesto colloqui via sky con i familiari (dopo la sospensione dovuta al rischio contagio da coronavirus) e le mascherine per le Polizia Penitenziaria.

“In merito – ha detto Fucci – abbiamo dato assicurazioni perché sono misure adottate a livello centrale”.