Primo Consiglio della storia in videoconferenza. Ecco il piano dei posti letto e la relazione sull’emergenza del governatore

Dalla riorganizzazione degli ospedali e dei posti letto all'estensione dei tamponi ai sanitari e alle case di riposo fino alla distribuzione dei presidi di sicurezza: il governatore Donato Toma spiega le azioni poste in essere assieme all'Unità di crisi regionale al Consiglio regionale riunito in video conferenza per la prima volta nella storia. "Siamo nella fase più delicata", dice illustrando l'organizzazione dei posti letto. I nosocomi di Larino e Venafro saranno impiegati per i lungodegenti e "per alleggerire le altre strutture".

Si conclude poco dopo le 14 la seduta storica del Consiglio regionale, la prima che si svolge in videoconferenza e nel pieno del contagio dell’infezione da covid-19. “E’ la fase decisiva”, per usare l’espressione del presidente della Regione che svolge l’informativa in collegamento dal pc illustrando agli eletti dell’assise regionale le azioni poste in essere per affrontare l’emergenza che finora ha fatto registrare 132 casi nella nostra regione. Mentre per le vittime provocate dalla pandemia (9 in Molise) viene osservato un minuto di silenzio.

La relazione tecnica fornita ai consiglieri regionali dal governatore Donato Toma si basa sul disegno della Fase 4 indicato dall’Asrem che prevede in un momento di massima allerta per l’espansione dell’infezione da covid-19 il coinvolgimento delle strutture private. Fino a quel momento, che come ha precisato anche oggi (30 marzo) il direttore generale Oreste Florenzano non è ancora arrivato, saranno mobilitati solo gli ospedali pubblici a cominciare dal Cardarelli di Campobasso che presenta anche l’unico reparto di malattie infettive.

La delibera numero 55 pubblicata sul sito dell’Asrem individua i numeri attuali e le disposizioni per innalzare i posti letto sia in infettive che in terapia intensiva. Qualora i numeri del contagio dovessero subire un incremento notevole, tale da richiedere la partecipazione attiva dei privati, saranno resi disponibili 3 posti di terapia intensiva al Gemelli Cattolica, 10 posti di infettive sempre al Gemelli per i degenti e 4 posti di terapia intensiva al Neuromed.

“Il commissario Giustini ha fatto presente che non ha avuto i dettagli del piano – aggiunge ancora Florenzano – e glieli forniremo ma l’Asrem non è stata inadempiente e questa cosa va precisata”.

 

LA RIORGANIZZAZIONE DEI POSTI LETTO: LE 4 FASI

Nel dettaglio ecco cosa prevedono le quattro fasi previste nel piano di riorganizzazione dei posti letto stabilito dal commissario ad acta Giustini e comunicato all’Unità di crisi regionale. Oggi Toma ne dà conto al Consiglio regionale.

La prima fase prevede al Cardarelli, ospedale covid perchè “è l’unico attrezzato per le malattie tempodipendenti”, 10 posti letto in Rianimazione: 3 in isolamento e 7 in non isolamento. Nove posti letto in Malattie Infettive (3 in isolamento, 6 in non isolamento).

Nella seconda fase vengono aggiunti 3 posti letto in Rianimazione, mentre si arriva a 12 posti letto in Malattie infettive “individuando reparti che potevano essere ampliati e accogliere ulteriori posti di Rianimazione e Malattie Infettive”. Nella terza fase viene impegnato anche il blocco operatorio, prevede altri sei posti di Rianimazione e al quinto piano del Cardarelli 16 posti di Malattie Infettive.

Infine il coinvolgimento dei privati nella quarta fase, ossia “quando sono esaurite le disponibilità di tutte le strutture pubbliche”. E quindi “vengono impegnate le strutture ospedaliere spoke di Termoli e Isernia, mentre le private accreditate vengono coinvolte per l’attivazione di ulteriori posti letto covid”. In realtà, esplicita Toma, “c’è anche una determina del dg Asrem che prevedeva coinvolgimento nella quarta fase delle strutture di cura intermedie: Larino, Venafro e credo anche di Agnone”. Quindi “penso che il piano del commissario debba essere integrato”.

Nel piano del commissario, al Gemelli Cattolica sono previsti 3 posti letto di terapia intensiva post operatoria e l’attivazione del reparto covid, oltre a 10 posti per la degenza ordinaria. Il Neuromed invece ha messo a disposizione 4 posti letto di terapia intensiva. “Villa Esther, Gea Medica di Isernia e Villa Maria di Campobasso hanno messo a disposizione posti letto no covid”, le dichiarazioni di Toma.

Nel dettaglio a Villa Esther sono previsti 11 posti letto di riabilitazione, 16 in Medicina, 10 posti in Chirurgia Generale. Alla Gea Medica 35 posti letto di Riabilitazione, mentre a Villa Maria 30 posti di Medicina e disponibilità della sala operatoria.

“E’ prevista un’attivazione progressiva, partendo dalla prima fase per arrivare alla quarta”, dice ancora il governatore che poi spiega pure la scelta del Cardarelli come ospedale covid. “E’ l’unico terminale hub per le malattie tempodipendenti”, chiarisce.

Invece, esplicita ancora rispondendo alle domande di Fontana e Manzo (M5S), i nosocomi di Larino e Venafro “saranno utilizzati per alleggerire le altre strutture” e quindi per le lungodegenze. 

toma videoconferenza

 

TAMPONI ANCHE NELLE CASE DI RIPOSO. TOMA: “SE SERVE, AVREMO IL SUPPORTO DELL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO”

Dopo l’informativa del presidente, gli interventi dei consiglieri regionali che sollecitano su varie problematiche come l’ampliamento dei test molecolari per accertare l’infezione del covid-19 anche alle case di riposo. Il capogruppo del Pd Micaela Fanelli chiede, ad esempio, una particolare attenzione per tali strutture e per gli anziani, i più esposti al contagio. Lo dimostrano i 18 casi registrati nella comunità alloggio di Cercemaggiore.

L’estensione dei test viene richiesta anche da Vittorino Facciolla.

“Abbiamo ampliato i tamponi che vengono effettuati agli operatori sanitari che devono lavorare sani”, le parole di Toma. “Amplieremo i tamponi anche nelle case di riposo”.

Sulle modalità di analisi che attualmente vengono svolte nel Laboratorio del Cardarelli, il vertice di palazzo Vitale in Consiglio regionale scandisce: “Possiamo arrivare a processare 120 tamponi al giorno”. “In caso di maggiori necessità potremmo avvalerci dell’Istituto zooprofilattico che è in grado di processare i tamponi, come sta avvenendo in Abruzzo”.

 

tenda termoli tamponi coronavirus

TOMA: NESSUN RICOVERO DI PAZIENTI COVID A TERMOLI E ISERNIA

Una puntualizzazione sugli ospedali di Isernia e Termoli, quest’ultimo rimasto chiuso circa quindici giorni dopo che alcuni sanitari sono risultati positivi al covid. Prima di riaprirlo è stato dunque necessario la sanificazione. “La direzione sanitaria – le parole del presidnete – non ha deciso di ricoverare lì i pazienti covid, ma ha disposto che le equipe infermieristica territoriale sono incaricate ad effettuare i prelievi per accertare il covid-19 in ambito extra ospedaliero presso le sedi individuate. Il personale di Isernia e Termoli viene formato”. Quindi “sono state inviduate squadre effettuano tamponi che vengono processati a Campobasso, ma non ci sono ricoveri covid né a Isernia né a Termoli”

 

IL GOVERNATORE: “INSUFFICIENTE LA DOTAZIONE DI TUTE”

Poi fa il punto pure sui presidi di protezione individuale. “Ad oggi ci sono state consegnate dalla Protezione civile nazionale 64.544 mascherine FFP2, 1980 mascherine FFP3, 83mila filtrabatteri, 88.300 mascherine chirurgiche. Inoltre è prevista la consegna di due ulteriori ventilatori se dobbiamo allestire ulteriori posti in terapia intensiva”.

E ancora: dal Dipartimento nazionale di Protezione civile sono arrivati “cinque termoscanner, 300 tamponi provette”. Troppo pochi, “non ci facciamo niente”, rimarca pure Toma. Per questo, “l’Asrem ha acquistato con fondi proprio oltre 2mila tamponi”. Consegnati inoltre 35.500 guanti, 200 tute, 900 occhiali.

Non è sufficiente la dotazione, specialmente delle tute, che sono fondamentali per operare con chi soggetti contagiati”, le parole del presidente confermando una problematica che nei giorni scorsi era stata solleva anche dal personale sanitario. “Stiamo facendo pressioni per avere ulteriori dotazioni”.
Toma illustra anche le due modalità di distribuzione in base alle priorità stabilite dall’Unità di crisi regionale: in primis “al personale dipendente dell’azienda sanitaria regionale (e quindi agli ospedali) e ai medici di famiglia, poi alle strutture Neuromed e Gemelli, alla Protezione civile, alle forze dell’ordine di Campobasso, alla Penitenziaria di Larino. Infine i dispositivi sono stati distribuiti alle forze dell’ordine di Isernia, al personale del trasporto pubblico locale, agli enti territoriali e alle Prefetture. Successivamente agli operatori del commercio, degli alimentari e della grande distribuzione organizzata”.

 

FARMACI ANTI COVID SPERIMENTATI AL CARDARELLI

Il governatore informa i consiglieri anche sulla sperimentazione dei farmaci contro il virus al Cardarelli: “Stiamo sperimentando il farmaco per l’artrite reumatoide all’ospedale di Campobasso, così come altri tipi di farmaci”.

Tra questi c’è sicuramente il Roactemra, farmaco per l’artrite reumatoide che potrebbe rappresentare un valido aiuto per la cura rapida del coronavirus e  già usato in via sperimentale in Cina. 

Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi con questa modalità anche nei prossimi giorni: sul tavolo c’è l’approvazione del bilancio, uno dei momenti clou per l’amministrazione di via Genova. Sullo sfondo le richieste all’Unione Europea rilanciate dalle Regioni di fronte alla drammatica crisi economica determinata dalla pandemia.

Anche il governatore Toma ha firmato il documento che  la delegazione italiana PPE in seno al Comitato europeo delle Regioni ha posto all’attenzione del presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas, e del presidente del Gruppo PPE-EPP,Olgierd Geblewicz.

Pareggio di bilancio solo per le spese correnti, liberando quelle per investimenti;  bond europei per la ripresa (European Recovery bond) senza condizionalità; politica fiscale utilizzata in funzione anticongiunturale, anche a costo di aumentare il deficit pubblico; abolizione del modello di sorveglianza sui bilanci fondato su parametri inaffidabili e dannosi; consolidamento e rafforzamento delle scelte operate in materia di aiuti di Stato per sostenere la ripresa: queste, in sintesi, le misure essenziali per rilanciare l’Unione europea.

“L’Unione europea è a un bivio: scegliere la strada dell’arroccamento e dell’egoismo, o intraprendere un nuovo cammino che superi il rigorismo che, in questi anni, ha aumentato il divario socio-economico tra gli Stati membri”, dichiara il presidente.

“Dopo anni di politiche rigide e oppressive – aggiunge – è arrivato il momento di lavorare per un un’Europa solidale, capace di ricostruire un futuro di coesione e  crescita e di rilanciarne la competitività internazionale. Occorre un cambiamento radicale – conclude Toma –  ora, subito e senza indugi”.

(foto pagina Fb Consiglio regionale)