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Prima vittima di coronavirus a Campobasso: morta donna di 84 anni. Il messaggio del sindaco

Era stata ricoverata tre giorni fa nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli la donna di 84 anni che abitava a Campobasso, ma era originaria di Riccia, contagiata dal covid-19. Questa mattina – 19 marzo – dopo tre giorni di ricovero il cuore della donna ha smesso di battere. E’ la prima vittima provocata dal coronavirus nel capoluogo molisano, dove sono risultate positive al tampone altre quattro persone: lo studente trentenne di Medicina, il 37enne rientrato da Bologna, il medico della postazione del 118 di Riccia e il padre.

La donna presentava un quadro clinico compromesso a causa di altre patologie: era una malata oncologica. E il coronavirus è stato dunque letale. Gli anziani infatti sono i soggetti più vulnerabili all’infezione.

Si tratta complessivamente della seconda vittima per coronavirus in Molise. La prima si deve considerare l’uomo di 82 anni di Termoli, Salvatore Cannarsa, deceduto due giorni fa sempre nel reparto di Terapia intensiva del nosocomio campobassano, ospedale covid-19. L’anziano di Sesto Campano invece, lo ottantanovenne morto all’Istituto Spallanzani con infezione da covid, secondo il referto autoptico dello stesso istituto romano è deceduto per infarto e patologie varie pregresse rispetto al virus contratto.

 

Il sindaco della città, Roberto Gravina, si è detto vicino ai familiari della signora deceduta e ha voluto mandare un messaggio.

“Nella settimana, più intensa dal punto di vista del riscontro dei casi di positività da Coronavirus registrati sul territorio regionale dall’inizio dell’emergenza, oggi a Campobasso si è avuta la prima vittima del Covid-19. Non ce l’ha fatta la signora di 84 anni ricoverata da qualche giorno presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso”. Il sindaco di Campobasso ha voluto esprimere il cordoglio e la vicinanza ai familiari dell’anziana signora e ne ha approfittato per ribadire quanto sia importante adesso non crearsi più alibi e rispettare le misure del Governo.

“Nell’esprimere a nome di tutta la città vicinanza e sostegno ai familiari della signora deceduta questa mattina, voglio rimarcare come la nostra comunità viene toccata da un lutto che arriva a ricordarci, con tutta la sua drammaticità, quanto sia pericoloso credere ancora che il virus sia qualcosa di lontano dalla nostra realtà quotidiana. Non è più il momento, e a dire il vero non lo è mai stato, di studiare modi per aggirare delle misure che oltretutto andrebbero interpretate mettendo in primo piano il bene collettivo. Sappiamo tutti cosa è indispensabile fare adesso, nessuno può dire di non sapere quale rischio corriamo e facciamo correre all’intera comunità a cui apparteniamo compiendo azioni che, oltre a non essere necessarie in un momento simile, risultano ingiustificabili se solo ci guardiamo intorno.

Sono giorni cruciali per la nostra regione – ha aggiunto Gravina – e in un territorio così circoscritto l’incidenza dei rapporti e delle frequentazioni che si hanno fuori da ciò che il decreto del Governo consente, può innescare dinamiche di trasmissione che renderebbero difficile il lavoro per il nostro sistema sanitario e per i suoi operatori. Oltre ai divieti già in essere e che vanno rispettati, senza se e senza ma, e ai controlli che le forze dell’ordine attuano quotidianamente, c’è bisogno di uno scatto di responsabilità ancora più grande da parte di tutti. Si esce di casa solo per necessità improrogabili come andare a lavoro e fare la spesa, evitando di farla ogni giorno o addirittura più volte a giorno.

Se rispettiamo alla lettera le misure dettate dal Governo per il contenimento del virus, la situazione generale potrà essere controllata da tutti gli operatori senza ulteriori complicazioni. Servirà ancora tempo per capire che scenario ci troveremo ad affrontare, ma è necessario, come continuo a ripetere da giorni, proprio in questa settimana per tanti versi decisiva, non vanificare il lavoro e il sacrificio di tanti che stanno combattendo in prima linea per sconfiggere questo virus, con comportamenti egoistici e controproducenti per l’intera collettività.

Ragioniamo e agiamo da comunità e ne usciremo fuori insieme”.