L’opposizione non partecipa e la maggioranza continua a convocare commissioni “cruciali”

"Per avere un senso le commissioni devono vedere la partecipazione di maggioranza e opposizione: che validità può avere la discussione di temi quali l’elenco delle opere pubbliche se si svolge in assenza dei consiglieri di opposizione?" La Sinistra termolese accusa la maggioranza Roberti. "Viene il legittimo sospetto che sia proprio l’assenza delle opposizioni a far ritenere opportuna la convocazione"

Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra torna a tuonare contro l’atteggiamento della maggioranza del sindaco Roberti per via delle commissioni.

“Scriviamo per stigmatizzare i comportamenti a nostro avviso politicamente scorretti che la maggioranza al Comune di Termoli sta mettendo in atto.

Di fatto la gravità della situazione sanitaria impone di evitare tutte le occasioni non indispensabili di contatto tra persone, e i consiglieri di minoranza già da molti giorni avevano chiesto lo stop alla convocazione delle commissioni consiliari: anche i temi più stringenti, come quelli relativi al bilancio comunale, non fanno registrare alcuna urgenza, poiché il termine per l’approvazione del bilancio stesso è stato prorogato al 30 aprile.

Lo stop richiesto non c’è stato, non solo… Apprendiamo, infatti, che la commissione lavori pubblici ha iniziato ieri la trattazione di un argomento cruciale, quale l’elenco delle opere pubbliche da approvare per i prossimi due anni, oltre all’anno corrente, tra le quali figurano interventi fondamentali per la città come il completamento dei lavori per il depuratore o la riqualificazione della ex caserma dei carabinieri.

Tra l’altro queste convocazioni ci paiono anche irrituali, in quanto l’argomento all’ordine del giorno di martedì non riguardava opere pubbliche, ed è stato dunque cambiato in diretta, mentre la successiva convocazione per mercoledì mattina non rispetta i tempi necessari di preavviso.

Irregolarità non gravi, si dirà, in fondo; il problema è che le commissioni costituiscono un basilare e irrinunciabile snodo di democrazia, in quanto luogo di collaborazione costruttiva da parte di tutti i consiglieri, che indipendentemente dal loro essere amministrazione attiva od opposizione possono prendere visione dei documenti, chiedere chiarimenti, dare un contributo reale per il bene della città, far mettere a verbale dichiarazioni, informare successivamente i cittadini (ai quali, è bene ricordarlo) le commissioni sono aperte.

Per questo le polemiche sul loro costo nel bilancio cittadino sono spesso sterili: non devono essere convocate se non sono necessarie, ma non possono essere considerate solo soldi buttati via.

Resta però il fatto che per avere un senso devono vedere la partecipazione di maggioranza e opposizione: che validità può avere la discussione di temi quali l’elenco delle opere pubbliche se si svolge in assenza dei consiglieri di opposizione? Il principio alla base della esistenza stessa delle commissioni è proprio quello della composizione mista.

In tempi come questi, poi, quando veniamo giustamente martellati dal messaggio “State a casa”, e si poteva tranquillamente differire queste riunioni? Viene il legittimo sospetto che sia proprio l’assenza delle opposizioni a far ritenere opportuna la convocazione… la domanda “a chi giovano queste commissioni?” viene spontanea. Non alla città, dato che i tempi per discuterne non sono stretti; non al normale confronto democratico, che viene meno; non alla salute, perché non si sa mai…

Magari un po’ più di rispetto per la minoranza, che ha dichiarato di non essere disposta a diventare un rischio per se stessa e soprattutto per gli altri, avrebbe costituito comportamento più elegante; e avrebbe dimostrato che la campagna elettorale è finita, e che sia pure secondo i ruoli istituzionali (chi amministra avendo i numeri per farlo e chi manifesta posizioni contrarie) abbiamo capito tutti e 24 di trovarci qui a lavorare unicamente per dare a Termoli un futuro migliore, e di doverlo fare lavorando insieme.

Si chiama democrazia.