Lo spettacolo di luci e riflessi di Nanda Vigo ipnotizza i visitatori del Macte fotogallery

Ancora una superba mostra al museo di arte contemporanea termolese che, da ieri e fino al 16 maggio prossimo, ospiterà la personale di Nanda Vigo

E luce fu. È stata inaugurata ieri, 29 febbraio, la nuova mostra del museo di arte contemporanea di Termoli che ha come protagonista una delle artiste italiane più importanti della sua generazione: Nanda Vigo.

Ad ospitarla un Macte inedito, illuminato dai soli neon delle opere dell’artista che, con il suo Light Project 2020, regala uno spettacolo di luce unico e suggestivo nella sala circolare del museo termolese. In tanti ieri sono accorsi per l’inaugurazione dell’eccezionale esposizione, visitabile fino al 16 maggio prossimo.

Uno spettacolo da non perdere, che celebra un’artista pioniera della sperimentazione tra arte, architettura e design e che intende ripercorrere alcuni punti salienti della sua ricerca dagli anni Settanta fino ad oggi. Tre gruppi di opere, che nella spettacolare visione d’insieme restituiscono la ‘poetica’ della Vigo in cui la luce è il fil rouge e i materiali vetro, specchio e neon ne veicolano la potenza espressiva.

Nanda vigo Macte

Si parte con i ‘Trigger of the space’, vere e proprie sculture di luce composte, ognuna, da due elementi sì distinti ma altresì inseparabili e che insieme finiscono per simboleggiare dei trampolini verso nuovi, sconosciuti, mondi. Ciò che sembra essere una superficie in cui specchiarsi in realtà non lo è. Tra queste non poteva mancare ‘Sintagma’, l’opera con cui Nanda Vigo vinse il Premio Termoli nel 1976 (che dunque fa parte della collezione permanente del museo di via Giappone) e che – posta al centro – costituisce un po’ la chiave interpretativa dell’intera esposizione.

Mostra Nanda Vigo al Macte

In fondo alla sala principale del Macte c’è poi un ulteriore gruppo di opere, sempre in vetro e specchio e illuminate di blu, dalle forme geometriche più impensabili. Ancora una volta a predominare sono i giochi di luce e riflessi che, in definitiva, alterano la visione del reale e ci restituiscono una prospettiva incerta, fatta di illusioni percettive.

Mostra Nanda Vigo al Macte

Infine, sulle pareti bianche sfalsate del museo trovano spazio le ‘progressioni di luce’, composizioni realizzate nel 1993. Quattro installazioni realizzate in vetro e neon che irradiano luci blu e rosse. Tre di queste compongono una particolare trilogia: un omaggio a tre artisti-compagni di viaggio della Vigo quali Gio Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni.

Nanda vigo Macte

Per il vernissage, a cui l’artista milanese non ha potuto partecipare, il Macte si è riempito di visitatori regalando un sabato pomeriggio dal valore artistico inestimabile. Presente anche la curatrice della mostra, la professoressa Laura Cherubini, che ha pensato l’allestimento – mutuato su misura per il museo termolese – in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo.

Ancora una volta una retrospettiva che omaggia un protagonista di assoluto rilievo della scena artistica italiana. Allo stesso tempo la mostra con le opere di Nanda Vigo – che segue quella dedicata a Giuseppe Uncini – si inserisce nel percorso di valorizzazione di chi ha reso grande il Premio Termoli. Un viaggio imperdibile dunque e nell’universo della designer milanese e nella nostra storia recente.