Le angosce dei bambini diventano favole ‘scacciapaura’. “Un aiuto concreto alle famiglie” foto

C’è sempre il rovescio della medaglia, come in ogni cosa. Anche in questo momento difficile legato all’emergenza sanitaria in atto i primi segnali in tal senso stanno arrivando, giorno dopo giorno. Noi di Primonumero, a cadenza quotidiana, vi proporremo una di queste iniziative di resilienza. Sono anche queste le storie da raccontare, quelle che davvero costituiscono un ‘antivirus’, appunto. Antidoti, intrisi di positività e – in molti casi – di creatività che ci aiuteranno a superare questo terribile incubo

‘Nerina e Giallina’, ‘Tartarughino e la sua lentezza’, ‘Non tutti i mali vengon per nuocere’, e ancora ‘La Pastella’ o ‘Flora e Gelsomino’. Sono questi i titoli delle favole nate trasformando le paure dei bambini, condendole con il tocco magico della fantasia.

È questa l’idea originale di due donne di San Martino in Pensilis, Tina Santoro e Pierangela Ugliola, che hanno da poco creato una pagina facebook che si chiama ‘Le diverse forme della paura’. Le due amiche – Tina laureata in Beni Culturali e Pierangela pedagogista – hanno pensato di dare in questo modo “un aiuto concreto a chi vive difficoltà in famiglia e non riesce ad aiutare i propri bambini a superare le paure”.

tina santoro e pierangela san martino

“Sono tante le paure e quelle dei bambini assumono forme strane, assurde ed a volte buffe. Inviatecele, le trasformeremo in racconti rassicuranti”. Ci sono infatti le paure ‘universali’ e ‘atemporali’, come quelle del buio o degli insetti, ma anche quelle legate alla inattesa pandemia e dunque al particolare momento storico che stiamo vivendo.

Le due donne, 31 e 45 anni, non sono nuove a creazioni letterarie, per l’infanzia o di altro tipo. Spesso partecipano a concorsi letterari e di recente hanno visto la propria opera pubblicata in un’antologia di racconti dal titolo ‘Ninna nanna: ti racconto una favola’. Era gennaio quando ci fu la presentazione in paese con tanto di laboratorio di scrittura creativa.

L’ultima trovata di Tina e Pierangela, la pagina facebook, è un ottimo alleato (“scacciapaura”) delle famiglie nell’accompagnare i propri piccoli a superare paure e angosce. Funziona così: i genitori segnalano anonimamente il caso e, in base agli elementi riscontrati, Tina e Pierangela lo rielaborano in una vera e propria storia a misura di bambino.

Così Nerina e Giallina pone l’accento sull’accettazione dei propri limiti, la storia di Tartarughino (e la sua lentezza) parla dei diversi tempi dell’apprendimento, che in questa fase di didattica a distanza potrebbero acuirsi. “Ci sono bambini che non riescono a stare al passo degli altri compagni, ma il messaggio che abbiamo voluto veicolare è che questi bambini non sono da meno”. La favola è anzi un monito ad accettarsi anche perché, come Tartarughino insegna, quelli che sono considerati deficit possono in alcuni casi rivelarsi punti di forza.

E poi c’è La pastella, nata dal disegno fatto da una bambina a seguito di un incubo che non era in grado di comunicare con le parole. Evidente il riferimento inconscio al virus che sta terrorizzando il mondo intero. “La notte seguente sognò nuovamente la pastella che la rincorreva, ma non ebbe più paura. Prese il suo “aspirapastella”, lo accese, lo puntò verso quel terribile essere gelatinoso che venne aspirato e disciolto al suo interno grazie al veleno in esso contenuto.

la diverse forme della paura favole

Allegra (la protagonista, ndr) fu felice perché si sentiva utile per tutta l’umanità. La pastella non poteva più infettare nessuno. Fu debellata per sempre. Al suo risveglio sentì un buon sentimento di serenità e decise che da grande avrebbe voluto fare la scienziata per inventare cose utili e salvare vite umane”.

la diverse forme della paura favole

Ce n’è anche per gli adulti con la storia di Flora e Gelsomino che racconta la difficoltà per i commercianti legata alla chiusura delle proprie attività. La favola è un invito a vedere il rovescio della medaglia di questa imposizione e di valutare le possibilità che ne derivano. Stare più tempo con la propria famiglia, rallentare i nostri ritmi, dedicarci alla cucina, per esempio.

Parola di Flora e Gelsomino: “Dobbiamo farci forza! E poi, mica è una chiusura definitiva! É solo per un po’ di tempo! Riapriremo e saremo tutti più felici e contenti! Ora pensiamo alle cose che possiamo fare e che prima non potevamo fare per mancanza di tempo! (..) Quando riapriremo i nostri adorati negozi ci renderemo conto che questo periodo ci sarà servito per riscoprire le cose che non facciamo mai, ma soprattutto avremo avuto l’occasione di dedicarci alle persone che amiamo dedicando loro più tempo senza fretta!”.

 

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