La paura, le denunce. C’è chi va a fare la spesa 4 volte al giorno. Ma con la morte non si scherza

I controlli delle forze dell'ordine e i casi registrati di Covid-19 sembrano sortire effetto: sempre meno gente in giro a Termoli e dintorni, ma c'è ancora chi pensa di essere furbo. Ma non sono da escludere reazioni sbagliate alle costrizioni dell'isolamento

Il messaggio forte e chiaro comincia a essere compreso, d’altronde è molto semplice: per sconfiggere il coronavirus bisogna stare a casa. C’è ancora qualcuno che pensa di essere più furbo degli altri e va a fare la spesa anche 3-4 volte al giorno. Un rischio insulso che potrebbe essere spiegato più come reazione psicologica all’obbligo di non uscire, che non a una banale orticaria alle regole. Ma più in generale c’è sempre meno movimento. “Di giorno qualcuno circola, ma dalle 18 in poi è un deserto. La gente sta rispettando le regole” dicono gli uomini in divisa.

Ma dopo le ultime restrizioni imposte dal Governo, si vede sempre meno gente in giro a Termoli e dintorni. Lo testimoniano le forze dell’ordine locali, impegnate ormai da quasi un mese in controlli che sono diventati via via più articolati.

Perché prima quello di indossare i guanti era un invito, poi è diventato un obbligo. I bar potevano stare aperti fino alle 18, poi aperti solo quelli dei distributori, poi chiusi anche quelli. Insomma stare dietro a tutti i Dpcm di Conte è compito arduo anche per chi è deputato a far rispettare le regole.

Nei giorni scorsi quattro persone sono state denunciate dalla Polizia Locale di Termoli. Due perché se ne stavano tranquillamente a consumare in un bar, pur se i Decreti consentono di uscire solo per comprovate necessità. Altre due sono state beccate a scendere da un autobus al terminal di via Martiri della Resistenza. Erano a Termoli non si sa bene per qualche motivo. Per loro denuncia ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale.

Prostituta beccata in strada finge di cercare asparagi: denunciata

Aveva fatto scalpore la denuncia della Polizia di una prostituta che attendeva clienti per strada e davanti alla richiesta di autocertificazione si era giustificata dicendo che stava cercando asparagi. E ancora, nei primi giorni di stretta anti Covid-19, la Finanza aveva beccato sei stranieri in una sola auto.

Ma da allora qualcosa sta cambiando, specie negli ultimi 5-6 giorni. “Abbiamo notato che da quando gira per le strade di Termoli l’auto col megafono che dice chiaramente di non uscire da casa, le cose stanno migliorando” fanno sapere dalla Polizia Municipale. Una sorta di avvertimento. Non si scherza con questo virus, non si sta giocando. Stare a casa è un obbligo.

Termoli quarantena coronavirus

Per la Polizia Locale sono giorni di massimo impegno, anche di sera, aggiungendo alle 6 ore giornaliere, altre 3 ore dalle 20,30 alle 23,30. Per loro controllo costante del territorio, a piedi o in pattuglia, sempre in stretta collaborazione con carabinieri, polizia, Guardia di Finanza.

Alle forze dell’ordine non sfuggono anche i furbetti della spesa. Persone che pur di prendere un po’ d’aria fresca si recano al supermercato più volte al giorno. Una volta acquistano il pane, poi il latte, poi tornano per un pacco di pasta o un po’ di affettati. E i commercianti, poveri loro, sono costretti a vederseli passare davanti di continuo. Comportamenti che riflettono forse problematiche psicologiche da non sottovalutare e da annoverare fra i possibili danni indiretti di questa segregazione forzata.

Messaggio recepito anche dagli sportivi ai tempi del coronavirus. Aveva fatto molto discutere infatti il proliferare di corridori o sportivi in genere sul lungomare nord all’indomani del ‘Lockdown’ italiano. Anche lì il Governo è dovuto intervenire per chiarire, spiegare, mettere un freno. E da una settimana circa, forse anche grazie al maltempo di questa settimana, il lungomare si è svuotato.

Tutti a casa, anche i ragazzini che si riunivano in bici in gruppetti di 3 o 4. Una ramanzina, una sfuriata in casa, e anche loro si vedono costretti a trovare modi di trascorrere il tempo in casa. E dire che fino a un mese fa ci si lamentava dei giovani sempre coi cellulari in mano o davanti alla Playstation.

Di sera il traffico è praticamente azzerato. Le persone stanno rispettando il decreto, hanno capito che non si scherza con la morte” affermano le forze dell’ordine. Forse proprio qualche decesso avvenuto a Termoli, o in Molise più in generale, ha suonato la sveglia. Il Covid-19 non è un morbo lontano, ma qualcosa che può uccidere anche qui.

Termoli dopo il Decreto Coronavirus

Ma non è certo il momento di abbassare la guardia, anzi. Più si resiste, più il tempo che ci rimane da trascorrere barricati dentro le nostre confortevoli quattro mura si assottiglierà. Ma ci vorrà ancora del tempo.

Quanto ancora non si sa, ormai ognuno si sente in diritto di sparare una data. Il professore Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ritiene possibile che la fine dell’emergenza arrivi con l’estate. “Spero che ne saremo fuori anche prima, ma dire che dobbiamo parlare di giugno non è tanto irrealistico”.

Il che non vuol dire stare in casa per altri due mesi abbondanti. Tutto dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia nel nostro paese. Ma continuare a rispettare le regole non è un gioco a chi ha più resistenza. È un obbligo, per tornare quanto prima a una vita diversa da com’eravamo abituati, ma comunque con un barlume di normalità.