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La grande serrata: ai commercianti chiesto il sacrificio più grande. “Avevamo già chiuso, ora ci aspettiamo aiuti concreti” foto

Reportage da Campobasso e Termoli - L'elenco completo dei negozi chiusi e aperti

Da oggi 12 marzo i negozi – con le eccezioni di quelli che vendono beni di prima necessità – sono chiusi per decreto. Ma in Molise, da Termoli a Campobasso, le saracinesche erano state abbassate già: una scelta “obbligata dal momento” spiegano i commercianti, gran parte dei quali ha affisso un cartello sulla vetrina spiegando alla clientela le ragioni dello stop.

“Impossibile proseguire con l’attività” hanno raccontato i titolari dei negozi ascoltati ben prima che il premier Conte inserisse anche le loro categorie nel lungo elenco di negozi chiusi per ragioni di sicurezza nazionale. “Ma ora – aggiungono – ci aspettiamo misure concrete di sostegno, aiuti pratici e immediati, altrimenti non potremo riaprire mai”.

Negozi chiusi per coronavirus Guglionesi Termoli

Una richiesta omogenea, proiettata sul problema mutui, ferie ai dipendenti, tasse. “Siamo quelli che stanno pagando il prezzo più alto perché in questa situazione la nostra merce non è considerata un bene essenziale. Ed è anche giusto – aggiunge qualcuno – ma almeno lo Stato ci venga incontro consentendoci di resistere fino a quando sarà necessario per poi ripartire”.

Dai centri estetici ai parrucchieri, dalla moda all’oggettistica, dalle profumerie alle gioiellerie: tutti fermi di fronte all’emergenza coronavirus. Se ne discute anche sui social: a Termoli gli imprenditori del dettaglio hanno creato una pagina facebook dove le notizie di chiusura anticipata rispetto alla norma entrata in vigore si sono susseguite per tre giorni.

Il Corso nazionale di Termoli è spettrale, restituisce l’idea di un luogo dove il tempo è sospeso: pochissimi passanti, con la mascherina calata su naso e bocca, che camminano veloci senza fermarsi a guardare. Attorno è tutto chiuso, e da oggi sono chiusi anche i bar della strada del passeggio.

A Campobasso sono pochissime le auto in circolazione. Traffico inesistente anche sulle principali vie, dal centro città alla strada che collega ai centri commerciali. Una città quasi deserta, rintanata in casa. Dopo la chiusura di cinema, pub e discoteche in una sorta di effetto domino determinato dall’aumento dei contagi da covid-19 hanno dovuto fermare le attività palestre, musei, piscine, teatri. Infine le restrizioni a bar, pizzerie e ristoranti: aperti fino alle 18. E poi, ancora, da oggi: tutto chiuso ad eccezione di supermercati, alimentari, farmacie e pochi altri.

Coronavirus serrata negozi chiusure

Ora tocca ai negozi. L’ulteriore stretta è arrivata ieri, con il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anticipata dalle scelte di alcune grandi catene: Calzedonia, H&M, O Bag, The Bridge, Disegual, Zuiky, Hey Day solo per fare qualche esempio. Hanno abbassato le serrande dei punti vendita di Campobasso. Certo, una decisione presa a tutela della salute dei clienti e dei dipendenti, ma anche perché in questi giorni, con la drastica riduzione della clientela, diventa dispendioso pure tenere il negozio aperto, pagare la luce e l’elettricità. 

E così le vie dello shopping, già ‘tramortite’ dalla crisi economica, sono diventate deserte e silenziose. In corso Vittorio Emanuele otto negozi su dieci hanno sospeso l’attività. “Dopo questa sciagura, qui in Molise i commercianti saranno una figura estinta”, si commenta dal negozio Benvegnù.

Coronavirus serrata negozi chiusure

Discorso simile in via Mazzini. E’ praticamente fermo il cuore pulsante del commercio campobassano, quello che ogni giorno mobilita centinaia di auto, migliaia di persone, acquisti, compravendite, rapporti economici e sociali. Per accorgersene basta partire da via XXIV Maggio, dove sono presenti decine di negozi e operatori della ristorazione: poche autovetture intorno a mezzogiorno, quando invece di solito la vivacità e il dinamismo regnano sovrani fra traffico, clacson che risuonano, voci che si ascoltano qua e là. Nulla di tutto questo: semi-silenzio, rotto dai motori dei mezzi o addirittura dalle ali dei piccioni.

Proseguendo verso la zona più commerciale della città, ovvero verso gli ipermercati, la situazione non cambia affatto. Colle delle Api fa registrare il suo minimo storico in fatto di concentrazione di vetture e persone, la ‘via dei centri commerciali’ si percorre tranquillamente e si arriva a destinazione nel giro di pochissimi minuti. E lo scenario diventa addirittura surreale nei parcheggi, mezzi vuoti: facilissimo trovarne uno in prossimità dell’entrata nell’ora di punta. Un fatto eccezionale.

Una volta entrati nella ‘galleria’, ci si rende conto che è cambiato quasi tutto: una distesa di serrande abbassate. Nei centri commerciali restano aperti soltanto il supermercato e la parafarmacia. Tutto il resto chiuso fino a nuovo ordine, come annunciato ieri sera dal premier Conte.

Una decisione inevitabile, considerando che gli introiti erano ormai ridotti all’osso, come confermano da H&M: “In una giornata abbiamo avuto soltanto una quarantina di clienti – spiegano –. Eravamo dieci a lavorare qui e ora eravamo rimasti in due, quindi si chiude anche noi”.

Anche molti ristoratori si sono fermati, soprattutto chi è aperto solo a cena: la chiusura delle attività alle 18 ha tagliato loro le gambe.   “Non riusciamo ad aprire serenamente con tutte le restrizioni che ci sono” e “a lavorare con tutta la passione che normalmente ci mettiamo”, scrive Michele Di Lisio, titolare di Cora de Zia, uno dei primi a spegnere le cucine be prima che scattasse la nuova ordinanza nazionale.

Negozi chiusi per coronavirus Guglionesi Termoli

Già tre giorni fa aveva annunciato la chiusura anche la Piana dei Lupi: “La nostra sofferta decisione, nonostante siamo in grado di rispettare il decreto del 8 marzo 2020, è maturata in merito ad una questione morale, per garantire a voi amici e clienti ed ai nostri insostituibili collaboratori, la sicurezza di evitare oltremodo il diffondersi del contagio”.

Qualche titolare ha pensato di ‘reinventarsi’ col servizio d’asporto, ma anche in questo caso i risultati non sono stati buoni: “La gente sta a casa e ha più tempo per cucinare”, sintetizza Massimiliano Di Giglio di Pasky 2.0. “Noi abbiamo rassicurato i clienti, pubblicizzato che il ragazzo arriverà con i guanti e la mascherina, acquistato la macchina per sigillare il prodotto che non può essere contaminato. Ma alla base c’è la paura, pure a fare entrare le persone. Purtroppo, al di là delle restrizioni, è da 20 giorni che i clienti non si vedono, ossia da quando sono emersi i primi contagi a Codogno. Poi sono state chiuse le scuole…”.

Massimiliano di Giglio Campobasso

“Se il dipendente di un’attività può andare in cassa integrazione – il ragionamento di Massimiliano – io che sono il titolare dell’attività come faccio a far fronte alle spese? Noi non abbiamo nulla che ci tuteli. A Campobasso la situazione era già disastrosa, ora è proprio una catastrofe”. 

Scene, si diceva, surreali, in cui si sta però notando uno spiccato senso di responsabilità da parte della maggior parte della popolazione. Quel “io resto a casa”, chi può, lo sta adottando. E continuerà a farlo fino a quando non si vedrà la luce in fondo a un tunnel inaspettato e inquietante.

 

Di seguito l’elenco fornito dal Governo di tutte le attività che possono rimanere aperte:

 

Allegato 1
Commercio al dettaglio

Ipermercati
Supermercati
Discount di alimentari
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
Farmacie
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Allegato 2
Servizi per la persona

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
Attività delle lavanderie industriali
Altre lavanderie, tintorie
Servizi di pompe funebri e attività connesse