Iorio ‘chiama’ i sindaci: “Condividiamo legge per riorganizzare gli ospedali”

L'ex governatore rispolvera il Dea di secondo livello a Campobasso e nel suo piano ridisegna il ruolo delle strutture di Larino e Venafro

Ha deciso di coinvolgere i sindaci nella sua azione di pressing sul presidente Donato Toma. Michele Iorio rilancia il suo piano sugli ospedali molisani e in particolare sulla riapertura dei nosocomi chiusi, il Santissimo Rosario e il Vietri di Larino. Per questo ieri – 28 marzo – l’ex governatore ha inviato una lettera al sindaco frentano Pino Puchetti che, a sua volta, si è fatto portavoce della missiva agli altri colleghi.

La lettera contiene un disegno di legge su cui Iorio dice di aver lavorato in questi mesi, insieme ad altri colleghi, per fissare “le linee guida dell’organizzazione della rete ospedaliera e della rete dell’emergenza in Molise”.

“Una riorganizzazione – spiega il consigliere regionale – che guarda oltre il momento straordinario che stiamo vivendo a causa del Covid – 19, ma proprio questa pandemia ne ha accentuato la necessità. Un’azione che, ora più che mai, risulta improcrastinabile. Siamo in piano di rientro da 12 anni. Si sono succeduti governi nazionali di ogni colore politico. In Molise si sono alternati al governo due coalizioni. Per troppo tempo abbiamo sospeso il nostro diritto costituzionale a dotarci di un’organizzazione del sistema sanitario molisano. E’ arrivato il momento di trattare con il governo nazionale per difendere il diritto alla salute dei molisani. E per avere forza, la trattativa deve basarsi non su una petizione ma su una legge regionale”.

La proposta di legge, che Iorio vuole condividere con i sindaci, sarà presentata in Consiglio regionale dopo la condivisione con i sindaci perchè “le riforme, quelle serie, vanno condivise in primis con chi vive a diretto contatto con il territorio e conosce i bisogni dei cittadini”.

Il piano che riorganizza la rete ospedaliera in Molise, che punta a superare i tagli imposti dopo anni di indebitamento dal Tavolo tecnico interministeriale, prevede a Campobasso un presidio ospedaliero DEA di secondo livello, il Cardarelli integrato con Gemelli SpA, centro Hub regionale. E poi gli ospedali di Isernia e Termoli (centri Spoke), mentre ad Agnone un presidio di zona disagiata.

Invece a Venafro e Larino strutture funzionalmente collegate rispettivamente ai presidi ospedalieri di Isernia e Termoli e dotate di centri di primo soccorso, medicina, lungodegenza e riabilitazione ospedaliera, Casa della salute.

“E’ doveroso – sottolinea Iorio – che la Regione Molise intervenga per riappropriarsi e ripristinare i disposti costituzionali adottando con urgenza una Legge Regionale che tenga nuovamente conto delle reali esigenze sanitarie della popolazione seguendo linee guida stabilite in base alla struttura orografica del territorio e ai nuovi parametri epidemiologici, andando incontro in definitiva alle esigenze della popolazione”.

Un piano che tiene in considerazione anche la richiesta di 100 sindaci che hanno chiesto la riorganizzazione ospedaliera durante l’emergenza da Covid – 19. Tuttavia, “con rammarico osservo che la posizione del Presidente-Commissario Toma è diversa se non antitetica. Speriamo che cambi idea finchè si è in tempo”, la conclusione dell’ex presidente.

“Allora mi rivolgo ai sindaci perché tutti insieme, con loro in prima linea, possiamo riscrivere le regole della nostra sanità per il “dopo Covid” tornando così ad occuparci della nostra terra e a riappropriarci dei nostri diritti”.