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In Molise chiusi tutti i negozi, tranne alimentari e farmacie. Fabbriche e trasporti in funzione – L’ELENCO

L'annuncio del premier Giuseppe Conte questa sera in diretta: Italia come zona unica entra nella seconda fase delle restrizioni per contenere il contagio della pandemia. In tutte le regioni italiane da ora chiusi anche bar, ristoranti, abbigliamento, parrucchieri e centri estetici. Restano aperte le fabbriche (anche la Fiat) ma con limitazioni, e attivo il trasporto pubblico. Conte ha anche annunciato la nomina di un super commissario: si tratta di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia.

Cambia ulteriormente la vita degli italiani, e i molisani non fanno eccezione perché “Siamo un unico Paese” e ora l’esigenza, l’unica esigenza in campo, è contenere il contagio, evitare in ogni modo contatti e assembramenti. Dopo le restrizioni del decreto #iorestoacasa, una nuova decisione ufficializzata dal premier Giuseppe Conte al termine dell’ennesima giornata pressante e dell’ennesimo bollettino di guerra.

La nuova stretta nel contrasto al coronavirus significa tutto chiuso, tranne i negozi che vendono beni di prima necessità. Giuseppe Conte parla in diretta Facebook in un discorso che ha un sapore drammatico. Ringrazia gli italiani. “Stiamo dando prova di grande rigore e io sono convinto che domani ci prenderanno come esempio preventivo di un Paese che grazie al proprio senso di comunità è riuscito a vincere la sua battaglia contro questa pandemia”. Ma ora occorre stringere ulteriormente la cinghia, chiudere ancora per “al primo posto c’è la salute degli italiani”. E quindi da subito saranno chiusi tutti i negozi tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari.

decreto 11 marzo 2020 – leggi

Il decreto entra in vigore giovedì 12 marzo e ha efficacia fino al 25 marzo

“Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante – dichiara Conte, sottolineando che l’Italia rimarrà sempre una zona unica – e ora disponiamo la chiusura di tutte le attività commerciali e di vendita al dettaglio,  ad eccezione dei negozi di vendita di generi alimentari, di beni di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie”.

“Non è necessario fare nessuna corsa per acquistare il cibo nei supermercati” precisa ancora il premier. “Chiudiamo negozi, bar, pub ristoranti, lasciando la possibilità di fare consegne a domicilio”.

Chiusi anche i parrucchieri, i centri estetici, i servizi di mensa. Restano aperte le fabbriche, ma con limitazioni e a condizione “che assumano protocolli di sicurezza adeguati per proteggere i propri lavoratori al fine di evitare il contagio”, resta garantito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali come i trasporti, i servizi bancari, postali e assicurativi.

CHIUSI

Sono chiuse le attività commerciali al dettaglio, tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi, fast food, i mercati su strada. Chiusi i servizi di mensa che non garantiscono la distanza interpersonale di un metro. Chiusi negozi di abbigliamento, calzature, oggettistica. Chiusi i centri estetici e i parrucchieri.

FABBRICHE

Le fabbriche restano aperte ma sono chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione. Le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio.

Si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili.

APERTI

Le attività commerciali di vendita di generi alimentari e di prima necessità, le farmacie, le parafarmacie, le edicole, i tabaccai. Tutti devono far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto di norme igienico sanitarie molto precise. Restano aperti i ristoranti nelle aree di servizio stradali e autostradali e nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e negli ospedali. I servizi bancari, finanziari, assicurativi. Le pompe di benzina, gli idraulici, i meccanici e gli artigiani in generale aperti. Resta aperta l’attività del settore agricolo, zootecnico e di trasformazione agroalimentare.

TRASPORTI

Resta attivo il funzionamento dei mezzi di trasporto pubblico, che potranno adattare il numero di corse per garantire solo i servizi minimi essenziali.

Il premier ha spiegato che “la regola madre rimane la stessa: dobbiamo limitare gli spostamenti”, limitandoli a “motivi di necessità, emergenza, o per fare la spesa”. L’effetto di questo “grande sforzo”, ha aggiunto, “lo potremo vedere tra un paio di settimane. Non bisogna pensare che già domani, nei prossimi giorni, potremo misurare l’impatto di queste misure. Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo in fretta da questa emergenza: il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Siamo parte di una medesima comunità: ognuno si giova dei proprie e degli altrui sacrifici. Siamo una comunità di individui. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci tutti poi. Tutti insieme ce la faremo”.