Il virus cambia la criminalità: trafficanti in quarantena e topi d’appartamento al tappeto

In una provincia con una delle più alte percentuali di consumatori di sostanze stupefacenti, il Covid 19 ha provocato un importante arresto dei viaggi di rifornimento in Puglia o in Campania. Anche se, non è escluso, che la droga adesso viaggi con normali corrieri ignari - naturalmente - della consegna. Sono calati vertiginosamente i furti nelle case, aumentano i casi di diffamazione e truffe on-line

20L’emergenza coronavirus ha cambiato anche le abitudini dei criminali. Sono ancora pochi i giorni per tirare le prime somme ma in linea generale, polizia e carabinieri sono concordi nel confermare che sì, sono naturalmente calati in reati in strada ma “sono aumentati quelli on line”. La criminalità, in sostanza, si adegua sempre.

In una provincia come la nostra che conta uno dei numeri più alto di consumatori di droga (statisticamente rapportato anche al numero di abitanti) il primo colpo causato dal Covid19 riguarda proprio non tanto il piccolo spaccio locale quanto il rifornimento dei quantitativi da spartire sulla piazze in zona pugliese o campana.

Impossibile varcare il confine, i controlli sono ovunque. E andarsene a spasso per rifornirsi di coca, eroina, marija o hascisc sarebbe quantomeno azzardato. Lo hanno capito, perché di fermi, al riguardo, non ce ne sono stati. Ma le forze dell’ordine sono anche consapevoli che sicuramente un’alternativa al rifornimento di persona, “è stata individuata e messa in pratica”. Non si sbilanciano su quali siano le nuove tecniche di approvvigionamento ma va da sè che si tratta di modalità coperte da aspetti legali. Come per esempio l’invio dei “pacchi” con corrieri lecitamente riconosciuti.

Tempi duri pure per i topi d’appartamento. Con i cittadini costretti a rimanere chiusi in casa, si sono praticamente azzerati i casi di appartamenti svaligiati. Fenomeno che nell’ultimo periodo, a cadenza settimanale, aveva provocato angoscia e inquietudine per il numero di colpi perpetrati a macchia di leopardo su tutto il territorio provinciale.

Sei due reati più frequenti in provincia, hanno apparentemente subito una flessione (almeno per ora), di contro sono aumentati quelli commessi per via telematica. Come era prevedibile avvenisse.

E’ stata registrata un’impennata di truffe online. Girano email con importanti comunicazioni dell’Oms sul coronavirus e se si clicca per avere più informazioni e un hacker si impossessa dei dati del pc.

Girano audio falsi su un aumento di casi in provincia, sull’imminente devastazione, diffamazioni a carico di contagiati e familiari, tanto da costringere la Procura di Campobasso finanche ad aprire un’inchiesta.

Si sfregano le mani anche i professionisti delle truffe online.  Con siti fasulli che vendono prodotti sanitari o finte campagne di raccolta fondi a favore degli ospedali per il Covid-19.

Di numeri, ancora, non si può parlare perché le denunce fioccheranno, probabilmente, più numerose del solito a fine quarantena, quando le persone potranno uscire. Intanto, però, anche su questo aspetto, le forze dell’ordine invitano a tenere gli occhi bene aperti e a non abbassare mai la guardia.