Il pane dell’Annunziata, il coronavirus non ferma la devozione a San Giuliano di Puglia foto

Una tradizione molto sentita in paese che assume ancora maggiore  significato in un momento così particolare che, nello stare insieme a casa, offre occasioni per riscoprire anche usanze e riti del passato. A San Giuliano di Puglia diverse famiglie hanno rinnovato le “Panettelle da’ Nunziat”. Si tratta di piccoli pani preparati con cura e devozione, recitando anche l’Ave Maria durante le varie fasi, in occasione della giornata del 25 marzo in cui si ricorda proprio l’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine che porterà in grembo Gesù per opera dello Spirito Santo.

pane annunziata san giuliano

La tradizione affonda le radici nel ‘dono’ alla gente povera e nel rito di pasta di pane anticamente fritta, poi sostituito dalle panettelle. Delle vere e proprie “opere d’arte” di amore e fede che nel pane trasmettono un messaggio profondo e significativo. Ce ne sono di vario tipo: la “cocchia” a tre (indica la Trinità o la Purezza di Maria prima, durante e dopo il parto), a quattro (la famiglia come cuore della comunità), a cinque o a sette (la coroncina che si regala ai bambini) e, ancora, quella a dodici panetti a rappresentare le dodici stelle della corona posta sul capo della Madonna.

Una devozione che si è rinnovata, nonostante le ristrettezze degli spostamenti in termini di coronavirus, ma sempre viva come gesto di amore, fraternità e riconciliazione nell’affidamento alla protezione della Vergine Maria.