Il centrosinistra accusa: “Roberti antidemocratico, episodio grave”. E rilancia: “Sulla stazione non si vuole fare chiarezza”

Il consigliere nonché ex sindaco Angelo Sbrocca, con gli altri esponenti del centrosinistra, torna sull’episodio “molto grave” della mancanza di discussione sulla stazione in Consiglio Comunale. “Atteggiamento scorretto e in violazione delle norme”. Il motivo, a detta di Pd e VotaXTe, è quello di non volersi esprimere chiaramente sullo spostamento della stazione. “A voce si dice una cosa, ma gli atti ne dicono un’altra e sono quelli che contano”. Nell’occasione viene anche espressa piena solidarietà al giornalista Giovanni De Fanis (e a Primonumero) “oggetto di una barbarie mediatica solo perché ha espresso un’opinione non gradita”

Non è andato affatto giù agli esponenti del centrosinistra termolese quanto accaduto nello scorso Consiglio Comunale del 27 febbraio relativamente alla questione della stazione ferroviaria. “Un episodio molto grave, l’atteggiamento della maggioranza è antidemocratico”.

Si sono espressi così oggi 2 marzo in conferenza stampa i consiglieri di opposizione Angelo Sbrocca, Manuela Vigilante, Oscar Scurti e la commissaria del Pd Maricetta Chimisso, alquanto ‘inalberati’ per i recenti fatti politici che ancora una volta reputano inammissibili. “Non ci è stato consentito di parlare, di discutere e poi votare la nostra proposta”. L’oggetto è oltremodo dirimente per la città (e per il suo futuro) e ha a che fare con lo spostamento (o meno) della stazione da piazza Garibaldi, dal centro cittadino. Rispedita al mittente la ‘giustificazione’ addotta alla pregiudiziale posta dal consigliere Sabella, quella che – votata dalla maggioranza compatta – ha impedito di fatto che il Consiglio ne discutesse.

Perché?, si chiedono dal centrosinistra, e perché non inserire quell’ordine del giorno (oggetto di una richiesta di consiglio monotematico datata 10 dicembre e che è stata del tutto disattesa) nel Consiglio del 30 dicembre in cui invece è stata portata la proposta di delibera del dirigente di settore – datata 11 dicembre e dunque successiva – che chiedeva l’approvazione di uno schema di protocollo d’intesa con Rfi? Quella proposta fu poi votata e approvata coi voti della sola maggioranza. L’argomento d’altronde era lo stesso, ma la precisazione fornita dalla consigliera Vigilante è d’obbligo. “Hanno detto che l’argomento era stato già trattato, ma questa è una forzatura del regolamento perché per ‘argomento’ si intende un deliberato, non già un tema”. Motivazione, insomma, reputata del tutto infondata. Sotto accusa anche l’operato del Presidente del Consiglio Marone perché i tempi perentori per la convocazione di un Consiglio dalla richiesta sono di 20 giorni, “sono passati più di due mesi invece”.

Sbrocca e Vigilante

Per Sbrocca e gli altri la supposizione è che l’Amministrazione Roberti non voglia esprimersi sul tema –invero molto sentito dalla comunità – che ci sia tanta confusione fatta ‘ad arte’. Si imputa alla maggioranza mancanza di chiarezza, creata artatamente. Perché “a voce si dice una cosa, ma gli atti ne dicono un’altra”. L’ex primo cittadino ricorda a proposito come sulla carta ci sia eccome lo spostamento della stazione di Termoli. “Era settembre 2019, non 5 anni fa, quando Roberti e il sindaco di Campomarino in conferenza di servizi a Roma proposero la stazione unica a Pantano Basso. Ipotesi che poi trovò il pieno appoggio della Regione, come si evince dalla Delibera di Giunta che prescriveva ad Rfi proprio questa ipotesi. “Qual è il problema a deliberare che non si vuole lo spostamento? Perché non lo si fa se ‘a chiacchiere’ si dice di non volerlo?”

E ancora: “Dicono che non c’è l’ipotesi della localizzazione della stazione ferroviaria ma del solo scalo merci”. La risposta è beffarda: “Quale scalo merci? Termoli non ha uno scalo merci”. Sulla questione ‘costi’, quella oppugnata dalla maggioranza in specie riguardo all’ipotesi dell’abbassamento della linea ferrata, la risposta è accompagnata da una risatina. “Non hanno fatto uno studio di fattibilità, non si conosce l’entità del costo. E poi lo spostamento dei binari merci avrebbe un costo di gran lunga maggiore”. Sbrocca non ne fa una questione di risorse, “quelle se c’è la volontà politica si trovano”.

E qui si inserisce la critica squisitamente politica rivolta al Governo cittadino, accusato di mancanza di visione e di programmi. “Cosa hanno programmato finora? È passato quasi un anno e nulla è stato fatto. Nelle commissioni consiliari o si fanno le pulci ai progetti fatti da noi o si discute di spostamento dei posaceneri”. Un’accusa rivolta a Roberti e ai suoi di certo non nuova ma che viene nuovamente scagliata con decisione.

La verità secondo il centrosinistra è che “non si ha il coraggio di dire alla città che si vuole la stazione fuori dal centro” e che, così  Sbrocca, “quando si vuole far qualcosa meno se ne parla meglio è”. Per la commissaria dem Chimisso viene a mancare la prerogativa di tutelare gli interessi del territorio nel quale si è stati eletti. “Mi rivolgo anche ai commercianti del centro che si sono sollevati per la chiusura al traffico di Corso Umberto. Perchè tacciono? Questa decisione segnerebbe il declino irreversibile per il Basso Molise tutto, con un impatto economico devastante”.

Rincara la dose il consigliere Scurti ricordando come questa sia “la seconda volta che viene negato alla minoranza il diritto di parola su temi che non si vogliono affrontare”. Il riferimento è alla recente mancata discussione del Consiglio in merito al conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Proprio con la ‘libertà di parola’ si è aperta la conferenza, ricordando quanto accaduto a Giovanni De Fanis a seguito dell’ultimo Consiglio. “Piena solidarietà al giornalista (e alla testata Primonumero), oggetto di una barbarie mediatica solo perché ha espresso un’opinione non condivisa”. (Qui il suo articolo di commento)

Infine e più in generale, gli esponenti del centrosinistra hanno posto l’accento sulle sorti di Termoli e del Basso Molise. “Questo territorio non può restare emarginato” e Sbrocca ha amaramente rammentato la mancanza di investimenti infrastrutturali da 50 anni a questa parte. Bene ha fatto Isernia a chiedere 40 milioni per l’Auditorium, i costi per l’elettrificazione della tratta Campobasso-Venafro si sono trovati, e da noi?, questo in sintesi lo Sbrocca-pensiero. “Manca la volontà politica in questo territorio che invero produce la maggior parte del Pil regionale”. All’attuale Sindaco si chiede proprio questo: di far valere le ragioni del territorio e di avere un’idea programmatica di città che finora – dicono i dem – non si è vista.