La Terapia Intensiva del Molise: posti letto, nuovi medici e donazioni: la battaglia contro il coronavirus e il Piano per vincerla

Gli ospedali pubblici molisani dispongono normalmente di 19 posti letto in Terapia intensiva ma al Cardarelli ne sono stati predisposti altri due e il San Timoteo è prossimo a riaprire. "Altri 8 sono pronti" conferma il dg Florenzano, mentre parte la ricerca di 20 anestesisti e 6 infettivologi e le donazioni di respiratori si moltiplicano

Diciannove posti letto in Rianimazione in condizioni normali. Questa la dotazione dei tre ospedali pubblici molisani. Ma non siamo più in condizioni normali, non lo è l’Italia, né il mondo. La pandemia di Covid-19 sta modificando giorno per giorno l’organizzazione delle aziende sanitaria. E in Molise, qualora le condizioni dovessero peggiorare, quel numero di posti letto è destinato a crescere. Dieci posti letto in più solo al Cardarelli sarebbero già pronti se il picco tanto temuto arriverà.

I giorni cruciali, ormai è chiaro a tutti, sono questi. Il periodo di incubazione entro il quale chi è rientrato dal Nord potrebbe aver sviluppato la malattia è nei suoi giorni più temuti. La domanda che molti si pongono è se il Molise è pronto ad affrontare l’emergenza.

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Attualmente la dotazione di posti letto in Terapia Intensiva in Molise è così strutturata: 8 al Cardarelli (ospedale Hub), 6 al Veneziale, 5 al San Timoteo. “Ma il Piano operativo è in continuo aggiornamento e se non lo si trova on line è perché abbiamo badato più alla sostanza che alla forma” spiega il direttore generale dell’Asrem, Oreste Florenzano.

Cosa significa in continuo aggiornamento? “Che al Cardarelli – riferisce il numero uno Asrem – agli 8 posti letto ne sono stati aggiunti già altri 2, portando la dotazione a 10. Abbiamo inoltre predisposto un altro reparto nel caso in cui fosse necessario per arrivare a 18 posti letto”.

Il Piano operativo dell’Asrem, stilato qualche giorno fa, ha previsto cinque diversi livelli di emergenza in base al numero di ricoverati in Malattie Infettive e a quelli in Rianimazione. Al momento, considerando i cinque ricoverati in Terapia Intensiva, il Molise è a livello 2. Ma basterebbe solo un altro ricovero in Terapia Intensiva (com’era fino al decesso dell’82enne di Termoli) per passare a livello 3.

Come detto, sono cinque i livelli previsti e l’ultimo di questo è definito ‘Maxiemergenza’ ed è previsto nel caso in cui si superino i 10 malati Covid-19 tenuti in vita da un respiratore. In quel caso i pazienti affetti da altre patologie gravi e bisognosi dell’assistenza in Rianimazione potrebbero essere ricoverati in altri ospedali della regione, i cosiddetti Spoke.

Diverso il discorso per il numero di ricoverati in Malattie infettive. Occorre che il numero di ricoveri superi quota 9 affinché il Piano Asrem determini il ricovero anche in un ulteriore reparto dedicato. Oltre quota 20 invece ne servirebbe un altro ancora.

Asrem dg Oreste Florenzano

Scenari per fortuna ancora lontani e speriamo restino tali. “Ma molti si chiedono come mai la Campania predispone un altro ospedale per il Covid-19 e noi no. Forse ci si dimentica che la Campania ha 6 milioni di abitanti e il Molise 300mila” sottolinea Florenzano.

Altri posti quindi potrebbero essere adattati, altri ancora vengono chiesti già oggi alla sanità privata, sia Gemelli-Cattolica che Neuromed, che già oggi dispone di 22 posti letto in Rianimazione e che vengono periodicamente messi a disposizione dell’Asrem, secondo quanto previsto da convenzioni esistenti. Al momento inoltre l’azienda sanitaria del Molise continua a ricevere il sostegno delle regioni limitrofe (Vasto e non solo in Abruzzo, San Giovanni Rotondo in Puglia) per accogliere pazienti in condizioni gravi. È chiaro che se anche questi territori dovessero andare in affanno, tendere la mano al Molise per loro sarebbe più complicato.

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A proposito di ospedali, si contano ormai le ore per la riapertura del San Timoteo di Termoli che dovrebbe avvenire mercoledì 18 marzo. Per quanto riguarda Larino e Venafro, l’entusiasmo di qualche giorno fa è forse un po’ scemato. “Sono ospedali aperti che vanno implementati. Abbiamo chiesto l’implementazione delle apparecchiature al Ministero – aggiunge il dg Asrem – ma oggi il Molise non è una regione in emergenza e quindi le priorità sono altre”.

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Un altro grosso problema è invece quello annoso della carenza di personale. In queste ore si attende la firma del contratto di due medici ‘jolly’, cioè capaci di assolvere anche compiti che vanno oltre la prima specializzazione. Nel frattempo è di sabato scorso l’Avviso pubblico per il reclutamento di 20 medici anestesisti rianimatori e 6 infettivologi. La speranza è che l’Avviso non vada deserto come purtroppo è accaduto molto spesso negli ultimi anni, dato che il Molise offre poche garanzie di carriera e continuità lavorativa.

La grossa novità è che sfruttando il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la procedura per il reclutamento è molto più snella e quindi potrebbe avere tempi rapidi. I candidati devono presentare domanda e dopo verifica dei requisiti richiesti potranno essere assunti immediatamente a tempo determinato per sei mesi, in sostanza per l’emergenza Coronavirus.

Oltretutto l’Asrem ha avviato i contatti per reperire altro personale, guardando sia agli specializzandi che ai pensionati. Si sta facendo una valutazione su coloro i quali hanno già lasciato il lavoro ma essendo in buone condizioni si rendano disponibili a dare una mano in questa situazione di emergenza. Nessuna notizia positiva invece sul versante accademico. L’Università del Molise non ha a disposizione specializzando pronti a essere immessi nel mondo del lavoro, mentre gli atenei di fuori regione hanno dato priorità ai rispettivi territori.

C’è invece il decisivo e commovente contributo di imprenditori e persone comuni a supporto dell’Asrem contro la carenza di strumentazioni. Si moltiplicano infatti le donazioni, sia on line che dirette, per l’acquisto di respiratori a favore dei reparti di Rianimazione del Molise.

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Come già annunciato nei giorni scorsi, Sorgenia ha scelto di aderire alla raccolta fondi #ioAmoilSanTimoteo. Per velocizzare le procedure, in considerazione del fatto che la piattaforma utilizzata per la raccolta fondi non accetta bonifici, la Sorgenia accrediterà direttamente all’Iban dell’Asrem la somma di 12.500 euro per l’acquisto in favore dell’ospedale San Timoteo di Termoli di un respiratore/ventilatore.

Ma c’è chi è andato oltre. L’azienda molisana Triworks Group, che produce apparecchiature mediche sofisticate a Campochiaro e le esporta in tutto il mondo, ha già acquistato tre ventilatori polmonari in arrivo da Dubai e ha preso accordi con l’ospedale di Termoli per donarli appena saranno recapitati in Molise.

Oltretutto il titolare dell’azienda ha deciso che quando la pandemia sarà passata, inizierà a produrre ventilatori polmonari da mettere a disposizione degli ospedali gratuitamente.