Fossalto conferisce la cittadinanza a Ocalan. Ira della Turchia, scoppia il caso: “Inaccettabile”

Il piccolo Comune della provincia di Campobasso, che lo scorso 4 marzo ha conferito la cittadinanza onoraria al leader del Partito dei lavoratori in lotta per la costituzione di uno Stato autonomo curdo, bersaglio degli attacchi del Governo guidato da Erdogan. L'amministrazione si difende: "E' un riconoscimento al suo impegno". Levata di scudi dalla politica italiana contro Ankara.

“L’Italia fermi i riconoscimenti a Ocalan”. L’ira della Turchia scoppia mentre l’attenzione dell’opinione pubblica è concentrata sull’emergenza coronavirus. Bersaglio degli strali del ministro degli Esteri il Comune di Fossalto, centro abitato da 1251 persone e che si trova a pochi chilometri da Campobasso. L’amministrazione guidata da Saverio di Nonno ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria al capo del Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan, un movimento politico riconosciuto nel 2018 dalla Corte di Giustizia Europea.

Obiettivo della lotta di Ocalan, arrestato 20 anni fa, la formazione di uno Stato autonomo curdo in opposizione al regime di Ankara. Il leader del Pkk è dunque diventato un simbolo di libertà e resistenza.

Valori rimarcati anche nel testo approvato il 4 marzo dall’assise civica vengono riportate le motivazioni del riconoscimento. Ocalan ha fatto “propri i valori nonviolenti che personalità come Mahatma Gandhi, Martin Luther King Jr e Nelson Mandela hanno donato all’umanità. Perché attraverso la richiesta di una commissione di verità e riconciliazione è il fautore di una politica di distensione, dialogo e convivenza tra il Popolo Turco e il Popolo Curdo all’interno di una stessa nazione. Per aver più volte sollecitato il proprio popolo alla fratellanza, la democrazia, la pace e la dignità umana e al rinnegamento della battaglia politica attraverso mezzi violenti”.

La reazione della Turchia ha fatto sobbalzare dalla sedia il primo cittadino di Fossalto, che mai avrebbe immaginato che si sarebbero accesi i riflettori della politica internazionale sul suo piccolo Comune. “Il nostro è stato un riconoscimento ai meriti e all’impegno di Ocalan – ha commentato Saverio Di Nonno a Repubblica – mai ci saremmo aspettati una reazione del genere”.

Questa mattina – 6 marzo – il Governo guidato dal dittatore Erdogan ha diramato un comunicato stampa riportato dall’Ansa: “Esprimiamo ancora una volta che ci aspettiamo la cooperazione delle autorità italiane nella lotta all’organizzazione terroristica contro questa iniziativa, che è l’ultimo esempio di decisioni simili di alcune amministrazioni locali in Italia, e contro tentativi simili che possano avvenire in futuro”.

Immancabili le reazioni degli esponenti della politica italiana. Per il parlamentare molisano Antonio Federico è “un’ingerenza, quella del Governo di Ankara, assolutamente inaccettabile e che tenta di mettere in discussione l’assetto democratico e istituzionale del nostro Paese”.

Secondo il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, “la nota del ministero turco è irricevibile. In primis perché nel nostro paese i comuni sono liberi di votare senza imposizioni del governo. Il regime turco è abituato a arrestare i sindaci dell’opposizione e a bombardare le città ribelli. In Italia il fascismo lo abbiamo sconfitto nel 1945. Questa nota del ministero mostra quale sia la mentalità del fascista Erdogan. Ocalan non è un terrorista ma il leader del popolo curdo che subisce la repressione del nazionalismo turco. 10-100-1000 comuni che riconoscono la cittadinanza onoraria a Ocalan come 30 anni fa a Mandela. Per la pace e la democrazia invitiamo il regime turco a liberare Ocalan e tutti i prigionieri politici”.

Fossalto non è l’unico comune ad aver conferito la cittadinanza onoraria al leader curdo. Prima ancora lo hanno fatto Napoli e Palermo, in Molise è stato precursore da questo punto di vista il Comune di Castelbottaccio. Invece il riconoscimento non è stato mai conferito dall’amministrazione di Campobasso, anche se nella scorsa legislatura guidata da Antonio Battista della proposta si parlò in commissione. Poi non se ne fece niente. Invece lo scorso ottobre la città capoluogo ha ospitato una manifestazione contro Erdogan.