Fiat Termoli: via allo sciopero a oltranza. “Nessuna risposta su sicurezza lavoratori e sanificazione”

Le risposte da parte della direzione di stabilimento non sono arrivate. I sindacati uniti hanno deciso di proclamare uno sciopero generale con inizio stasera, venerdì, sul turno delle ore 22 in tutti i reparti. Si andrà avanti fino a quando non saranno fornite le soluzioni alle richieste di sanificare con procedura industriale e garantita tutta la fabbrica e di dotare il personale di dispositivi di sicurezza, cioè mascherine e guanti.

Si sta proclamando in queste ore, nel tardo pomeriggio di venerdì 13 marzo, lo sciopero di tutte le sigle sindacali alla Fiat Powertrain di Termoli. Lo stabilimento infatti, per decisione dei vertici aziendali, non ha chiuso temporaneamente per le operazioni di sanificazione e non ci sono state risposte alle richieste inoltrate circa l’ottemperamento alle prescrizioni imposte dal Decreto ministeriale che stabiliscono misure di sicurezza ben precise, a cominciare dalle mascherine che scarseggiano.

“Abbiamo il vincolo morale e giuridico di garantire ai lavoratori condizioni di massima sicurezza” aveva dichiarato il premier Giuseppe Conte nella videoconferenza a Palazzo Chigi con i sindacati e le associazioni industriali. ha ringraziato per “l’atto di grande responsabilità verso la comunità nazionale tutti quelli che stanno lavorando, operai, tecnici, quadri” e garantito “uno sforzo straordinario da parte della Protezione Civile per distribuire gratuitamente a tutti i lavoratori dispositivi di protezione individuale”, cioè guanti e mascherine. Sì, ma quando? E come?

Il problema in Fiat, come nella stragrande maggioranza delle fabbriche italiane dotate di catena di montaggio, è che la distanza minima di sicurezza – almeno 1 metro – non è garantita ovunque. Le mascherine sono indispensabili, ma non ci sono.

“Ieri abbiamo trovato strisce di nastro adesivo che non si possono superare, ma in alcune postazioni necessariamente per lavorare devi invadere lo sazio altrui, quindi non abbiamo risolto granché” spiega un dipendente dello stabilimento Qualcosa è cambiato, e sarebbe assurdo il contrario, con la suddivisione degli spazi anche in bagno, a mensa. Ma non può chiaramente bastare. 

Bisogna ricorrere a una rimodulazione delle linee, come sta facendo la Sevel di Val di Sangro che ha chiuso per qualche giorno in attesa di riorganizzare gli spazi produttivi secondo le disposizioni del decreto, a tutela della salute pubblica. “Dobbiamo farlo anche alla Fiat di Termoli, e vogliamo una rapida sanificazione” sostengono i rappresentanti delle sigle sindacali, che mettono in evidenza come a Rivolta del Re, al contrario, si stia facendo una pulizia con disinfettanti di uso comune spruzzati dagli stessi lavoratori (volontari) “che non è la sanificazione”. Con l’aggravante che mascherine e guanti monouso per tutti mancano, e non si conoscono i tempi di arrivo.

Per ore si è rimasti in attesa di una risposta da parte di Fiat Termoli che alle ore 18 non era arrivata. E di conseguenza “sarà sciopero, è inevitabile” dichiara il segretario Cisl Riccardo Mascolo. La riunione del comitato esecutivo di stamattina, hanno fatto sapere i sindacati di Uil, Fim-Cisl e Ugl, era stata rinviata in attesa di riscontri dal tavolo nazionale tra governo e parti sociali. “Da parte nostra è stato richiesto di sanificare tutto lo stabilimento e in attesa di utilizzare gli ammortizzatori sociali (cioè la cassa integrazione) in questa fase”.

Il risultato è lo sciopero, dopo la conferma di quanto deciso ieri e lo stato di mobilitazione nella fabbrica più importante del Molise, che dà lavoro a circa 3mila persone. Anche la Fiom Abruzzo e Molise aveva proclama lo stato di agitazione di tutti i lavoratori metalmeccanici delle due regioni. “La scelta operata dal decreto della Presidenza del Consiglio del 11 marzo, con il blocco di molte attività eccetto quelle essenziali, lascia il libero arbitrio alla aziende produttrici produttive sulle chiusure per gestire l’emergenza da coronavirus. Una scelta inconcepibile dichiara il sindacato che mette a rischio decine di migliaia di lavoratori e i propri familiari nelle nostre regioni”.

“Alcune aziende responsabilmente gestiscono la situazione fermando le attività – osserva Fiom – Altre, prese dalla confusione, adottano misure nella speranza che possano salvare le attività e la salute dei Lavoratori, altre ancora lasciano al caso la gestione della sicurezza e continuano a lavorare come se nulla fosse. Infine, ci sono tantissime aziende non sindacalizzate dalle quali nessuno avrà mai nessun riscontro”.

“In questo contesto, dove il Governo allarga la cassa integrazione a tutti ma dimentica di impedire i licenziamenti, si chiede alle istituzioni tutte, Governo, Regione Abruzzo, Regione Molise di agire per la tutela della salute di quei lavoratori che non possono fermarsi per la delicatezza dell’attività svolta, attraverso rigorosissimi controlli e disposizioni di sicurezza e per tutti gli altri di dare l’indicazione di fermarsi per ragioni di emergenza pubblica”.

Non sembra esserci un’alternativa allo sciopero, a meno di risposte tempestive e finora rinviate. “Qualora le condizioni di sicurezza non fossero previste o attuabili Insieme ai nostri Rappresentanti Sindacali dichiareremo lo sciopero a tutela della salute dei Lavoratori”: su questo i sindacati sono tutti d’accordo. Lo sciopero a Termolicomincerà dal turno delle ore 22 di stasera, in tutti i reparti, e andrà avanti “fino a quando non ci saranno soluzioni e risposte”.

Tanto più che in Sevel la chiusura è stata protratta fino a lunedì prossimo compreso e a Melfi, per fare un altro esempio, addirittura fino al 20. La Pilkington, lo stabilimento più grande del vastese, è fermo per sanificazione almeno fino a domenica. La sensazione diffusa a Termoli è che si voglia privilegiare il lavoro a scapito della sicurezza.

Fiat, gli operai e il giorno del rilancio

Intanto, nonostante lo sciopero proclamato, l’azienda ha fatto sapere quali reparti lavoreranno regolarmente e quali osserveranno degli stop, in seguito alle disposizioni sulla sicurezza.

Nell’unità Lavorazione 8V-16V, l’attività lavorativa resterà ferma per tutta la settimana, ad eccezione della UTE Albero Distribuzione 8V e servizi collegati, Manutenzione 16V, che lavoreranno dalle ore 6 di lunedì 16 marzo e fino alle ore 22 di venerdì 20 marzo seguendo la normale turnazione e della UTE Basamento 16V e servizi collegati che lavorerà dalle 6 di martedì 17 marzo fino alle 6 di giovedì 19 marzo. Restano scontate le attività di riavvio impianti.

Per quanto riguarda i montaggi Fire: 8v fermo dalle 6 di lunedì 16 marzo a venerdì alle 14 ad eccezione dei premontaggi che lavoreranno regolarmente sui 3 turni. Montaggio 16v: chiuso da lunedì 16 marzo alle 6 fino a sabato 21 marzo alle 6.

Nell’Unità Lavorazione 8V-16V, l’attività lavorativa della UTE Albero Motore 16V e Testa Cilindri Superiore 16V si fermerà alle ore 6 di sabato 14 marzo, mentre l’attività lavorativa della UTE Basamento 16V, Manutenzione Lavorazione 16V e servizi collegati si fermerà alle 22 di sabato 14 marzo.

Per i cambi la prossima settimana la lavorazione ed il montaggio del cambio M-40 si fermeranno tutta la settimana dal giorno 16 al 20 marzo 2020. Il cambio C520 lavorerà regolarmente.

Per il V6 la lavorazione ed il montaggio si fermeranno tutta la settimana dal giorno 16 al 20 marzo 2020. Il T4 lavorerà regolarmente.