Escalation di contagi nel capoluogo, marito e moglie positivi a Ripalimosani

Il sindaco Roberto Gravina spiega che "l’Asrem e la Regione Molise assicurano che si tratta di soggetti già sottoposti nei giorni precedenti a restrizioni domiciliari. Stando così le cose è evidente che la catena epidemiologica è sotto controllo da parte delle autorità sanitarie regionali". E garantisce aiuti alle fasce meno abbienti della popolazione.

Nove casi nelle ultime 24 ore. Aumentano i positivi al Covid-19 nella città di Campobasso, seppure si tratti di persone già attenzionate per essere state a contatto con pazienti già risultati positivi qualche giorno fa. La cosa più importante è che non si tratta di nuovi cluster.

E lo conferma anche il sindaco Roberto Gravina: “Abbiamo appreso di 9 nuovi casi di positività riconducibili al nostro territorio cittadino dopo gli ultimi tamponi processati. L’Asrem e la Regione Molise assicurano che si tratta di soggetti già sottoposti nei giorni precedenti a restrizioni domiciliari. Stando così le cose è evidente che la catena epidemiologica è sotto controllo da parte delle autorità sanitarie regionali. Come avevamo detto in modo chiaro già nella serata di venerdì, con un numero di 90 persone in città poste sotto stretta osservazione domiciliare perché entrate in contatto con persone già positive, era prevedibile che per alcune di loro potesse giungere una diagnosi come quella che è stata riscontrata”.

 

Anche a Ripalimosani sono stati accertati i primi due casi: marito e moglie sono risultati positivi al covid-19. Erano in quarantena da circa 15 giorni (dal 13 marzo) dopo essere rientrati da fuori regione e dopo aver manifestato sintomi sospetti.

Nelle scorse ore i due che hanno all’incirca 60 anni sono stati sottoposti al tampone che ha dato esito positivo. “Le due persone risultate positive al coronavirus stanno bene – ha dichiarato a Primonumero il sindaco di Ripalimosani Marco Giampaolo –. Vorrei tranquillizzare la popolazione perché abbiamo attivato il Coc, centro operativo comunale, e tutte le procedure. Le due persone erano in quarantena e in via di guarigione. Quindi è tutto sotto controllo, la popolazione non deve allarmarsi”.

roberto Gravina sindaco Campobasso

Si avvia a conclusione la terza settimana di attuazione delle misure per il contenimento del contagio da Covid-19 a Campobasso, come nella restante parte del territorio nazionale. “In un territorio regionale come il nostro – prosegue Roberto Gravina – dove le comunità cittadine hanno una vita tracciabile in modo più agevole che altrove per quel che concerne le frequentazioni sociali, i numeri che questo fine settimana ci sta consegnando vanno analizzati partendo dal presupposto delle relazioni che sviluppano, se si è capaci e preparati a monitorare per tempo tali fenomeni, la tendenza gradualmente ci porterà verso una decrescita. In attesa che ciò accada, come Amministrazione Comunale siamo chiamati giustamente a fronteggiare anche le condizioni di difficoltà economiche di base delle fasce più deboli della popolazione”.

 

Entrando nel dettaglio, “i Servizi Sociali del Comune di Campobasso, seppure si siano adottati provvedimenti per il lavoro agile, continuano a funzionare con regolarità. Continua l’assistenza domiciliare anziani, l’Home Care Premium, ma anche quella per le persone disabili. Per questi ultimi, per chi ha voluto aderire, si sta svolgendo servizio in teleassistenza, prevedendo programmi dedicati, così come sta avvenendo per gli ospiti del Centro Socio Educativo Unito gestito dalla Cooperativa Sirio”.

 

“In questo periodo stiamo provvedendo alla consegna di beni di prima necessità come alimenti e farmaci – tiene a dire il primo cittadino –. Alle persone abbienti e autosufficienti ma impossibilitate ad uscire di casa o a cui è fortemente sconsigliato perché soggetti particolarmente a rischio, stiamo provvedendo, per il tramite dell’URP del Comune, grazie alla collaborazione delle associazioni di volontariato. Sono circa 70 le richieste di aiuto pervenute dai cittadini di Campobasso e a cui si è data risposta”.

 

C’è chi purtroppo ha finito i soldi, è proprio il caso di dirlo senza giri di parole: “Per le famiglie che, invece, soffrono carenza di disponibilità economiche temporanee, legate essenzialmente al distanziamento sociale imposto dalle misure di contenimento del contagio, è in fase di ampliamento il servizio di consegna pacchi alimentari e farmaci che, al momento, viene eseguito con il supporto di alcune associazioni di volontariato e di quartiere. Sono circa una trentina i nuclei familiari serviti oggi in questo modo”.