Emergenza covid, il Pd presenta documento con 70 proposte per economia e sanità

Porta la firma del capogruppo dem Micaela Fanelli il dossier offerto oggi, 30 marzo, nel Consiglio regionale monotematico sull’emergenza Covid

Contiene oltre 70 proposte il documento offerto oggi, 30 marzo, nel Consiglio regionale monotematico sull’emergenza Covid dal capogruppo del Pd Micaela Fanelli. In una nota inviata alle redazioni giornalistiche, dopo aver ringraziato “tutto il personale sanitario, le forze dell’ordine, ai sindaci, ai volontari, alle persone che stanno combattendo la loro più grande battaglia”, la consigliera regionale dem illustra i principali punti del ‘suo’ piano.

“A un mese di distanza dalla prima interpellanza urgente, sono tornata a sottolineare il ritardo e lo scoordinamento di gestione: il conflitto generato con la struttura commissariale è dannoso! A questi ritardi, si aggiunge l’assenza di un vero Piano Strategico ed operativo per l’Emergenza Sanitaria chiaro, puntuale, efficace che pensi anche all’ordinario”.

Per Fanelli è “tardiva nomina di esperti delle emergenze”, dice riferendosi al comitato scientifico istituto un paio di giorni fa dalla Regione.

Critiche vengono espresse anche sulle scelte relative alla rete dell’emergenza: “Si aspetta ancora un vero potenziamento del dipartimento di prevenzione, la netta separazione dei percorsi per la minimizzazione dei rischi e l’organizzazione della rete di prevenzione territoriale. Su questo, il Gruppo Pd ha presentato da tempo le proprie proposte in una mozione: tamponi a tutto il personale sanitario e distanziamento sociale.

Toma oggi ha ammesso che su questo avevamo ragione. Resta agli atti anche la nostra proposta di ridefinizione del rapporto pubblico\privato, dando forte priorità alle strutture pubbliche”.

Il Pd chiede chiarezza anche sul personale sanitario e parasanitario: “Perché i ritardi sui bandi? Perché gli errori sulle partita IVA? Quando prenderanno servizio nei reparti? Avranno un minimo di formazione per la loro sicurezza? Avranno a disposizione mascherine, respiratori, e altri dispositivi di protezione personale?”.

Sull’accoglienza e isolamento dei casi positivi, dimessi e per chi non può comunque tornare a casa e deve stare in isolamento, la capogruppo dem ricorda di aver proposto “da tempo di individuate strutture dedicate: di partire dalle RSA realizzate con finanziamento regionale e ancora chiuse in attesa di accreditamento per l’ordinario.  E test per gli immuni, acquisto di kit per la ricerca di anticorpi, per farli tornare subito al lavoro, in tutta sicurezza. Va migliorato tutto ciò che può essere cura domiciliare con procedure ad hoc”.

Sul distanziamento sociale, Toma ha anticipato la richiesta a Conte per proseguire con le restrizioni. “Pensiamo che sia necessario”, il suo giudizio.

A suo avviso, inoltre, è necessario un Piano Strategico Regionale per l’Emergenza Economica, Sociale e del Lavoro, con “misure economiche e sociali atte ad aiutare cittadini ed imprese molisane in questa fase emergenziale e nella fase post-emergenziale”.

 

Nel documento, anche le proposte su emergenza della povertà e delle famiglie (raccordo tra misure nazionali e regionali con individuazione di criteri trasparenti e con procedure semplificate); emergenza lavoro (potenziare strutture Assessorato al Lavoro per evadere velocemente le richieste di cassa integrazione, anticipazioni bancarie, contributi per lo smart working per Pmi e partite iva); delle imprese (liquidità immediata e a fondo perduto vincolando tutte le risorse regionali disponibili in bilancio); emergenza finanziaria degli enti pubblici e tassazione (eliminare le aliquote, sospendere le multe); welfare dell’emergenza sociale (attivazione numero verde per anziani, disabili, persone bisognose, sperimentazione di aiuti al cargiver, sostegno psicologico); Formazione e cultura (tra le altre proposte, Tavolo Regione e Ufficio scolastico, sostegno alla formazione a distanza, rete delle istituzioni culturali on line).

Infine, gli scenari. Per la Fanelli occorre un nuovo Patto sociale: “Sud che oggi aiuta il Nord in termini finanziari (attraverso 10 miliardi di fondi europei che si stanno riprogrammando) e Nord che aiuterà col suo sistema sanitario, ma anche con investimenti nell’impresa del Meridione che speriamo potrà riprendere prima. Grande attenzione alle mafie che in queste situazioni si espandono. Perché la mafia punta a prendersi le aziende in crisi: è l’altro contagio da evitare”.

E ancora, per la consigliera regionale la fine dell’emergenza legata al coronavirus deve segnare la “fine della frammentazione e della disomogeneità istituzionale; della sanità così come l’abbiamo conosciuta. Morto il decreto Balduzzi. I criteri che oggi ci salvano (in particolare, la bassa densità demografica) ci hanno condannato in passato, fino alla pandemia che ci costringe a ripensare tutto! Perché senza la prevalenza e la certezza della sanità pubblica il sistema non funziona”. Ed è anche “la fine della Protezione civile frammentata”.

Ultima proposta: il “potenziamento di medicina territoriale, integrazione socio-sanitario, telemedicina e teleassistenza. Ricette che conoscevamo e che ora il virus forse ci indurrà a realizzare”.