Dramma ospedali, sindaci chiedono di riaprire il Vietri. Pronta l’assunzione di 20mila sanitari in Italia

I sindaci del territorio bassomolisano, e non solo loro, chiedono la riapertura del Vietri di Larino per fronteggiare l'emergenza sanitaria legata al coronavirus e alla contestuale chiusura (molti operatori sanitari sono in quarantena) del presidio ospedaliero di Termoli. Intanto nella notte il Governo ha deciso per un piano senza precedenti per rinforzare il sistema sanitario nazionale nei giorni della crisi sanitaria più nera della sua storia. Tra le altre cose, prevista anche l'assunzione di circa 20mila tra medici e paramedici

Si fa sempre più pressante la richiesta, specie da parte degli Amministratori del Basso Molise, di riaprire il presidio ospedaliero Vietri di Larino, stante l’interdizione del San Timoteo di Termoli, punto di riferimento per centinaia di persone.

Il nosocomio della cittadina adriatica è come noto chiuso e l’ingresso al Pronto soccorso vietato. Sono tanti, quasi tutti, gli operatori sanitari di quest’ultimo ad essere in quarantena. E senza personale il servizio non può essere assolutamente garantito.

san timoteo chiuso

Una situazione di vera emergenza, perlomeno potenziale, che fa di Termoli un caso unico in Italia ma che si presenta anche ad altre latitudini, con le dovute differenze.

Non a caso il Governo, la scorsa notte, ha preso provvedimenti importanti per la sanità e la giustizia italiana. Quanto alla prima, si prevede l’assunzione di 20mila tra medici, infermieri e personale sanitario. Inoltre gli specializzandi saranno inseriti immediatamente nel sistema e i pensionati verranno richiamati. Esaminata anche la emergenza legata alle strutture sanitarie (insufficienti, vedi il caso Molise) e ai pochi posti in terapia intensiva. Per tale motivo si prevedono investimenti anche per nuove strutture e per acquistare dispositivi. E si dice che le Regioni che non sfrutteranno le possibilità di far crescere il loro sistema potranno essere commissariate. È emerso chiaramente che bisogna avere a disposizione personale che prenda in carico i malati o che segua le persone in quarantena ma che permetta anche agli ospedali di lavorare in massima sicurezza. Sono troppi infatti i casi di intere unità operative bloccate (a Termoli l’ospedale tout court) a causa di pazienti colpiti dal coronavirus intercettati troppo tardi. Così camici bianchi e infermieri, che non si sono protetti contro il rischio di contagio, saranno costretti all’isolamento domiciliare e ai pazienti chi provvederà?

E proprio quando il Governo ha deciso per un piano di emergenza senza precedenti per rinforzare il Servizio sanitario nazionale, in Molise – dove si sta vivendo una situazione drammatica per la chiusura del nosocomio termolese – si levano le voci di tanti che chiedono anche l’utilizzo, in via emergenziale, della struttura ospedaliera di Larino.

Così il Sindaco di Guglionesi ha inviato un sollecito al Prefetto di Campobasso, e per conoscenza alle autorità competenti, in merito alla “Tutela della salute e messa in sicurezza della struttura ospedaliera San Timoteo di Termoli”. “In riferimento – scrive il Sindaco Mario Bellotti – alle giustificate preoccupazioni dei cittadini di Guglionesi e del Basso Molise circa le esposizioni a rischio connesse con l’emergenza coronavirus si sollecita ogni utile iniziativa istituzionale tesa a garantire la tutela della salute dei pazienti, degli operatori sanitari e di tutte le persone che quotidianamente accedono all’Ospedale San Timoteo, non escludendo l’utilizzo in via emergenziale della modernissima struttura ospedaliera di Larino, dotata anche di una camera iperbarica e posta a pochi chilometri di distanza dalla città di Termoli”.

Appelli in tal senso sul Vietri erano stati fatti in maniera ufficiale anche da parte del sindaco di Portocannone Giuseppe Caporicci e, via social, dal sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo. Una richiesta che era stata fatta nelle scorse ore anche dall’ex governatore Michele Iorio e dal partito Italia Viva Molise. A questi si aggiunge altresì l’ex assessore regionale Michele Petraroia che, con l’associazione ‘Giuseppe Tedeschi’, si fa portavoce dell’istanza. Si chiede in particolare di agire unitariamente col Governo Nazionale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Sanità ed il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, per individuare delle soluzioni rapide ed efficaci.

In serata anche il sindaco di Larino, Pino Puchetti, si è unito al coro, scrivendo una lettera al ministro Speranza, al direttore della Protezione civile Borrelli, alla prefetta Guia Federico e al presidente Toma. “Al fine di garantire la salute dei cittadini del Basso-Molise, considerato che in questo momento il Pronto Soccorso dell’ospedale San Timoteo di Termoli è stato chiuso per le note vicende legate al coronavirus, al fine, altresì, di dotare la nostra Regione di un ulteriore presidio sanitario da utilizzare per le attività ordinarie di pronto-emergenza e quindi, in modo da non trovarsi impreparati nel momento in cui l’epidemia si possa intensificare sul nostro territorio regionale, si invita a valutare la possibilità di riattivare il Pronto Soccorso dell’Ospedale Vietri.

Si rammenta che in tale struttura ospedaliera, tra le più moderne della Regione, chiusa come ospedale per acuti nel 2016, dovrebbe ancora essere presente la strumentazione per la rianimazione che necessità solo di essere testata per essere resa funzionale. In merito al personale necessario all’espletamento delle attività, potrebbe essere reclutato con il piano straordinario assunzionale da poche ore approvato dal governo centrale. Azioni in tale direzione avrebbero sicuramente un impatto rilevante sulla capacità delle istituzioni di fronteggiare l’emergenza”.

 

Sul fronte delle precauzioni, cui tutti noi siamo chiamati per evitare il diffondersi del contagio, si innestano le decisioni degli Amministratori che, come da Decreto del Presidente Conte, hanno deciso di rinviare molte manifestazioni a data da destinarsi. Così il sindaco di San Martino in P., Giovanni Di Matteo: “In accordo con il parroco, Don Nicola, viste le disposizioni governative e della CEI, al fine di tutelare l’incolumità pubblica si è deciso di rinviare tutte le celebrazioni legate alla festività di San Giuseppe a data da destinarsi”.

Ribadisce il concetto Giuliana Senese, consigliera pentastellata a Guglionesi. “Per decreto ministeriale per combattere il virus covid-19 sono sospese tutte le manifestazioni che concentrano persone nello stesso spazio. Il decreto è valido per tutto il territorio nazionale, incluso il Molise e Guglionesi. Invito pertanto tutti noi cittadini ad essere responsabili. Chi ha responsabilità politica ci ha dato una strada, ora tocca alla nostra responsabilità civile cercare di far contenere la progressione del virus covid-19.

Per essere più esplicita – prosegue la dottoressa Senese – le feste di laurea e simili rimandiamole ad un secondo tempo. L’irresponsabilità di alcuni potrebbe ripercuotersi su noi tutti. Allora seguiamo le regole, modifichiamo temporaneamente qualche nostra abitudine”. Feste nei locali, manifestazioni ed eventi in spazi chiusi o in quelli in cui non può essere garantita la distanza interpersonale di un metro sono dunque annullati.

 

Intanto in una nota congiunta i sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono al Presidente della Regione di attivare un tavolo di concertazione regionale specifico, relativo alle principali scelte strategiche da operarsi per il rilancio dello sviluppo e dell’occupazione in Molise anche alla luce della vicenda contingente relativa all’allarme Coronavirus che rischia di produrre già nel presente – ma soprattutto in prospettiva – situazioni di sofferenza e danni molto rilevanti all’economia regionale per settori produttivi e strategici come, ad esempio, il turismo, l’artigianato, il commercio e l’agroalimentare.

“A nostro giudizio – scrivono – la declinazione delle diverse proposte avanzate dalle parti sociali e dalla conferenza delle Regioni a livello di Governo Centrale, necessita anche la costituzione di un tavolo istituzionale permanente (una sorta di Task Force), per provare a condividere e declinare le diverse istanze in ambito regionale con un percorso immediato e costruttivo sia sui temi di carattere generale, riguardanti l’economia ed il mondo dell’impresa, sia su questioni contingenti che saranno determinate dall’emergenza Coronavirus in virtù dei Decreti Legislativi già in essere e di quelli che saranno emanati nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Tanti saranno i temi da affrontare: la cassa integrazione in deroga per  i lavoratori dipendenti che non possono accedere agli ammortizzatori ordinari soprattutto per le imprese manifatturiere e di servizi; valutazione della richiesta di deroga per  tutte le imprese che hanno già esaurito la copertura massima degli strumenti ordinari (Cigo, Fis e fondi di solidarietà bilaterali) prevista dalla legge e problematiche relative a tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, determinato, i lavoratori somministrati, i lavoratori intermittenti, gli apprendisti e i lavoratori agricoli avventizi.

Cgil, Cisl e Uil si associano all’abbraccio dell’intero Paese da inviare agli operatori delle Strutture Sanitarie evidenziando che il disagio che stanno vivendo in queste ore deve essere affrontato in maniera decisa sicuramente nella fase emergenziale ma anche con provvedimenti futuri che rendano solido, anche in ambito regionale, uno tra i fiori all’occhiello del nostro welfare sociale.

andrà tutto bene guglionesi

Sono in tanti ad incoraggiare ottimismo per quella che è una situazione senza precedenti – almeno rispetto agli anni recenti – e che ha sconvolto la vita di tutti. Sulla scorta dell’esempio di Piacenza, la provincia emiliano-romagnola più colpita dall’epidemia, anche il Molise comincia a seguire l’hashtag #tuttoandràbene. Sono comparsi ad esempio a Guglionesi, in una attività commerciale del centro storico e in alcuni punti della vicina strada, i foglietti con la scritta tutto andrà bene accanto a un cuoricino. Sono un invito a non mollare in questo momento in cui l’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova il territorio.