Donne producono mascherine fatte in casa. “Simbolo di una comunità coesa”

La solidarietà che si mette in moto in tempi di emergenza è straordinaria. La storia che vi proponiamo proviene da San Martino in Pensilis dove è successo esattamente ciò, come si evince dal post facebook pubblicato sulla pagina di San Martino Libera.

“Una delle poche cose positive di questa emergenza è che forse sta risvegliando nella nostra comunità sentimenti che parevano sopiti.

Ci siano attivati molto in questi giorni per venire incontro alle tante esigenze dei cittadini cercando, per quanto  possibile, di aiutarli a superare le molteplici difficoltà causate dalle restrizioni imposte dallo stato di emergenza.

Tutto questo è stato possibile grazie al prezioso sostegno di persone eccezionali che si sono messe, da subito e gratuitamente, a disposizione per il bene della nostra comunità.

Tra loro, oltre ai ragazzi volontari, ci sono le donne straordinarie che in questi giorni stanno lavorando incessantemente per realizzare le mascherine fatte in casa utilizzando TNT (tessuto non tessuto, ndr) o fatte con un doppio strato di cotone con taschino all’interno in cui è possibile inserire un ulteriore fazzolettino di cotone o garza o con garza sterile cucita direttamente all’interno, tutte lavabili e riutilizzabili. Le stiamo distribuendo alla popolazione. La capacità produttiva naturalmente è limitata anche a causa della mancanza di materiali, per questo motivo le prime sono state consegnate alle persone che avevano familiari particolarmente esposti e vulnerabili.

Ci piace pensare che queste donne siano il simbolo del nostro riscatto, il simbolo di una comunità coesa che affronta le difficoltà tenendosi reciprocamente per mano.

A loro va un ringraziamento speciale e il primo abbraccio affettuoso appena sarà possibile farlo. Grazie da parte di tutta la Comunità di San Martino in Pensilis. Pinuccia Di Caro, Capetola Ena, Capetola Caterina, Capetola Mariella, Figliola Maria, Pia Parente, Giovanna Sassano”.