Don Sergio Carafa: “Questo non è un castigo di Dio, è il tempo in cui possiamo capire finalmente come vivere meglio”

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Come sacerdote, ciò che più mi manca sono gli incontri con la gente, i gruppi di catechesi, la messa domenicale col popolo…

Questa mancanza mi spinge a scrivere quello che in altri tempi avrei detto a voce ai parrocchiani, ai giovani, ai catechisti,alla gente domenica a messa…

Credo che tutti, credenti e non credenti,non pigiamo più, neanche di notte,il tasto off sulle domande che ci arrovellano dentro, al massimo andiamo in stand by per qualche ora,ma poi il pensiero torna sempre lì..

Che senso ha tutto questo? Sarà un castigo divino ? Perché Dio non interviene? Come si può morire così? Perché il dolore?

I più pragmatici, che fingono di eludere questi interrogativi, attendono comunque l’ora x della conferenza stampa della protezione civile, con la speranza di sentir pronunciare numeri più bassi del giorno prima…

In altri momenti  pensiamo ai nostri parenti o amici più esposti che sono al nord, o alle nostre famiglie sacrificate in casa…e ai mille problemi che si presentano nel vivere questa “resistenza”…Ricordiamoci però che i nostri problemi non sono proprio nulla rispetto a chi respira aria di morte nel suo paese, in ospedale, per strada, perciò bando alle lamentazioni e continuiamo ad osservare le norme che possono evitare un aumento di contagi nella nostra amata terra.

Mai come ora abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia sicurezza e conforto… di una guida.

Per i cattolici, la parola del Papa è di grande aiuto, quella feriale, come quella pronunciata qualche giorno fa in una deserta piazza San Pietro.

Parola che, a ben vedere, offre chiavi di lettura sul nostro mondo, ben condivisibili anche da chi dice di non credere, o tantomeno di esser cattolico.

 

A questa parola voglio guardare e voglio invitare a guardare, perché , mai come ora,  spuntano voci e opinioni di profeti, visionari e maestri che pretendono di avere la verità in tasca e a causa loro molti vengono confusi!!!

Ma perché gli diamo retta? Perché tutti, credenti e non, cattolici e non, abbiamo incise nel DNA dell’anima, quelle domande di senso sulla vita, che nel frastuono quotidiano mettiamo a  tacere, ma che ora, di fronte a questo dramma, urlano tutta la loro urgenza!

Tanto vale allora, sia che vai in chiesa, sia che non ci vai, sia che sei uno che ha sempre pregato sia che sei uno che pensa sia tutta una fregatura… dico, tanto vale dare ascolto a questo vecchio vestito di bianco e provare a riflettere su quanto ci ha detto!

Ed ecco alcune frasi che fanno davvero pensare..:

“Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.”

Il comune destino dell’ essere umano, del ricco come del povero, del vip come dello sconosciuto, del bianco come del nero… la livella di Totò!

E si, “uno solo è il Padre vostro e voi siete tutti fratelli” , di evangelica memoria, non è una pia esortazione, ma una tremenda verità…

La mia vita, la tua, le mie scelte, le tue, e quelle di tutti gli uomini, sono sempre e comunque legate, interconnesse come ingranaggi di un unico organismo vivente.

Per cui quando l’uomo ha la pretesa di usare la sua libertà modo assoluto, e valica i limiti della natura creata e della vita , ci possono essere conseguenza nefaste …

In un documento del Concilio Vaticano II (anni 60!!!) è scritto: ” La Sacra Scrittura, con cui è d’accordo l’esperienza di secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure è un gran bene per l’uomo, porta con sé una grande tentazione: infatti, sconvolto l’ordine dei valori, e mescolando il bene col male, gli individui e i gruppi guardano solo alle cose proprie, non a quelle degli altri; e così il mondo cessa di essere il campo di una genuina fraternità, mentre l’aumento della potenza umana minaccia di distruggere ormai lo stesso genere umano”

L’aumento della potenza umana minaccia di distruggere lo stesso genere umano!!

Ma noooo!! Forse si può riferire alla bomba atomica ma che c’entra ora???

… Che questo stramaledetto virus sia stato creato in laboratorio intenzionalmente o per errore o sia dovuto a un salto di specie, sta di fatto che la mano dell’uomo da troppo tempo opera in modo assoluto, senza rispetto dei limiti e delle leggi di natura.

Per approfondire rimando a uno studio del wwf Teramo:

https://lagramigna.blogspot.com/2020/03/pandemie-leffetto-boomerang-della.html?m=1

 

Se non abbiamo capito, le parole del Papa ci spiegano meglio, come farebbe una maestra col suo scolaro…

 

“In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.

Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato.

Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

 

Ecco la triste verità del nostro mondo. È malato!

È malato! È MALATO!…sentite? Sono le urla dei milioni di ragazzi di tutto il mondo che da un po’ avevano preso l’abitudine  di scioperare per il clima!!! Mi sa che i grandi della terra avrebbero e dovrebbero dargli più ascolto!

Non possiamo continuare a vivere sani in un mondo malato! Dobbiamo guarire il mondo perché potremmo ammalarci ancora!

Ci auguriamo che questa immane tragedia porti i potenti a rivedere l’economia della casa comune: l’impatto ambientale, la produzione di armi, la povertà dei paesi del sud…la finanza che brucia miliardi e la povertà che cresce… e tanto altro ancora !!!

 

Prosegue papa Francesco :

Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta.

Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è.

È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri..

 

Con dispiacere per tutti coloro che vedono realizzarsi in terra l’ultimo libro della Bibbia, (che tutto è tranne che un’ apocalisse in senso hollywoodiano), il papa ha detto che questo non è il tempo del Suo giudizio ma del nostro!!!

Non è un castigo di Dio! Non è il “quarto” segreto di Fatima tenuto nascosto dalla chiesa!

Ma il tempo in cui noi possiamo capire finalmente come vivere meglio quest’ unica esistenza che Dio ci ha dato, e reimpostare le nostre scelte, perché non producano effetti disastrosi per gli altri e per il mondo nel quale viviamo!

Con queste premesse, che ci liberano dalle false immagini su Dio, possiamo anche lasciarci interrogare sulla nostra fede:

 

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?».

L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza.  Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio.

Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai…

… Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà..

 

Aver fede non significa credere che Dio esista, o peggio credere che abbia predeterminato il nostro destino, ma, nella fede cristiana, credere che , poiché Dio mi ha creato e mi ama da morire, volgerà al bene anche le cose brutte,  farà di tutto per rimettere a posto i cocci rotti da me!

Insomma , Egli, che è Padre, saprà sempre trarre il bene dal male! Avere questa fiducia nella sua Provvidenza è fede cristiana!

E questa fede mi ricorda che sono e devo restare uomo, non posso comportarmi da Dio!!!!

Perciò abbandoniamo il nostro affanno di onnipotenza, viviamo coi piedi per terra, accettando i limiti umani, e gettando nelle mani di quel Cristo in croce tutte le contrarietà della vita!

… Una visione più umile della vita forse sarà anche più umana!

 

In fine mi vengono in mente le parole del poeta, che mi fan porre un’ultima domanda:

.. se il mondo vivesse un po’ di più il Vangelo di Cristo, se gli uomini vivessero un po’ più da fratelli, che forse le cose non potrebbero andar un po’ meglio?…

 

Natale, Quasimodo

 

ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli

il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino

che morirà poi in croce fra due ladri?

 

A questo pianto affidiamo le lacrime di quanti piangono i loro cari, e il pianto di pentimento di ogni uomo che saprà riconoscere i suoi errori e, con l’aiuto di Dio, saper trarre dal male, il bene.

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