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Decoro urbano e immobili fatiscenti: ecco l’ordinanza che obbliga i proprietari a riqualificare la città

Chi viola le disposizioni incappa nelle multe. Pronto il provvedimento che, alla luce di un nuovo quadro normativo in materia di sicurezza urbana, consentirà di contrastare e reprimere fenomeni degenerativi del prestigio e della convivenza urbana e sociale

L’amministrazione Gravina dice “basta” al degrado. E lo fa chiamando ognuno (cittadini e amministrazione stessa) al rispetto delle reciproche responsabilità.

Nel centro storico ma non solo, sono sotto gli occhi di tutti situazioni di degrado e abbandono del patrimonio immobiliare privato che rovinano l’immagine del capoluogo ma anche la percezione della sicurezza urbana.

Il sindaco ha quindi scelto di correre ai ripari, firmando l’ordinanza che obbligherà i proprietari dei locali commerciali a recuperarli dallo stato di fatiscenza in cui versano tra abbandono e rifiuti generando un naturale scadimento nella percezione della qualità e dell’immagine del centro abitato.

Basta passeggiare lungo il centro storico, o allungare il passo verso via Cardarelli, via Mazzini e finanche Corso Vittorio Emanuele per osservare incuria e degrado dilagante.

“Avete visto che in città ci sono molti locali commerciali sfitti e abbandonati – ha spiegato il primo cittadino in conferenza stampa – Questa situazione incide sul decoro perché molte strutture sono diventate ricettacolo di immondizia e piccole discariche . L’ordinanza prenderà vigore a 60 giorni dalla pubblicazione – spiega scendendo nel dettaglio – Un tempo utile per consentire ai proprietari di mettersi in regola. Entro questi periodo dovranno dimostrare di aver attivato le procedure per adempiere agli obblighi previsti. Se ci dimostrano di aver affidato i lavori di recupero rispettando quindi l’ordinanza, non andranno incontro ad alcuna sanzione. Ci lasciano tranquilli anche le eventuali verifiche che metteremo in campo perché per esempio a differenza delle eiezioni canine per le quali siamo obbligati a contestare sul fatto, in questo caso trattandosi di immobili e dunque di situazioni ferme, organizzeremo ilo personale di polizia locale con giornate deputate al controllo dei luoghi”.

Cosa dovranno fare i proprietari delle strutture in questione? Rifacimento delle facciate degli edifici o delle parti deteriorate di essi e dei relativi balconi; provvedere alla sostituzione degli infissi danneggiati prospicienti la pubblica via o luoghi di transito e sosta di pedoni e mezzi, nonché all’eliminazione staffe, tasselli, che per le loro caratteristiche intrinseche, sporgenza, ed altezza possano arrecare pericolo alla pubblica incolumità; provvedere alla cancellazione delle scritte sui muri esterni visibili dalla pubblica via; tenere ordinate e pulite le aree private visibili dagli gli spazi pubblici;  garantire un’adeguata e sicura chiusura degli immobili inutilizzati, pulire le saracinesche e le soglie, togliere i rifiuti che si sono accumulati o che sono stati gettati attraverso gli interstizi dei serramenti all’interno dell’immobile e pulire gli spazi rientranti rispetto alla proiezione lineare della facciata prospiciente la pubblica via; coprire le vetrine dei locali inutilizzati, attraverso modalità e materiali, tali da rispettare il decoro estetico delle vie e comunque di tenere pulite le vetrine stesse, conservandole libere (sia all’esterno che all’interno) da affissioni di manifesti, volantini, fogli di giornali e simili, di annunci ed avvisi vari, anche se fatti da terzi con o senza fine di lucro, fatta eccezione per le eventuali comunicazioni di trasferimento dell’attività in altro luogo o dell’offerta in vendita o locazione dell’immobile o del fondo, che dovranno essere regolarmente autorizzati;  rimuovere le insegne degli esercizi per cessata attività, con ripristino dello stato preesistente entro 90 giorni dalla cessazione dell’attività.

Un’azione ritenuta necessaria da tutta l’Amministrazione comunale che è impegnata nel progetto di valorizzazione della città.