Debito da 86 milioni in sanità, la maggioranza incalza: “Toma faccia chiarezza”

Otto esponenti del centrodestra hanno sottoscritto la proposta di Andrea Di Lucente, consigliere regionale dei Popolari per l'Italia: "Inciderà molto sulle casse della Regione". Il debito sarebbe legato al mancato pagamento dei contributi previdenziali delle Asl nel post sisma del 2002.

“Abbiamo scoperto che in sanità si è accumulato un ulteriore debito da 86 milioni di euro”. L’annuncio shock del presidente Donato Toma risale allo scorso 28 gennaio e prima che sulla ‘testa’ – o meglio sulle tasche – dei molisani arrivi una nuova batosta la maggioranza di centrodestra agisce di contropiede. Chiede chiarezza al governatore sottoscrivendo la richiesta di una seduta monotematica del Consiglio regionale proposta da Andrea Di Lucente, uno dei big dell’assise nonchè esponente dei Popolari.

Il debito da 86 milioni pare sia legato al mancato pagamento dei contributi previdenziali delle Asl nel post sisma del 2002.

Nei mesi scorsi, infatti, la Cassazione si è pronunciata sul ricorso dell’Asl Centro Molise (ormai in liquidazione) nei confronti dell’Inps che richiede il pagamento in un’unica soluzione dei contributi sospesi a seguito del terremoto del 2002. Contributi che, secondo i magistrati, dovevano essere sospesi solo ai datori di lavoro privati e ricadenti nei centri individuati dalle ordinanze di protezione civile.

“Allora, invece, si allargarono le maglie a dismisura. Vennero sollevate forti perplessità che però furono ignorate. Adesso il Molise si ritrova con un macigno da circa 86 milioni di euro senza poter più nemmeno intervenire – spiega il consigliere Di Lucente -. Vogliamo capire cosa è successo. I consiglieri di maggioranza e tutti i molisani hanno diritto di conoscere da dove arriva questa nuova mazzata per i molisani. Per questo motivo abbiamo necessità che il presidente Toma spieghi al consiglio cosa è successo nel corso degli anni e come intende intervenire adesso. E abbiamo necessità che lo faccia prima di discutere del bilancio di previsione per il prossimo triennio. E’ un debito pesante che inciderà molto sulle casse della Regione e sulla nostra capacità di investimento, già troppo esigua”.

La richiesta di consiglio monotematico avanzata da Di Lucente è stata firmata dai altri otto consiglieri di maggioranza. “Non dai 5 Stelle – prosegue l’esponente dei Popolari per l’Italia – che pure hanno sempre detto di voler fare chiarezza su quello che succede in Regione. Ora perché si tirano indietro? Perché lo fa Patrizia Manzo, che in una trasmissione televisiva di due settimane fa aveva parlato di questo debito, aveva detto di voler chiedere spiegazioni. Che avremmo dovuto discuterne assolutamente in consiglio. E aveva accettato di voler firmare insieme a me l’atto. Ora ha cambiato idea. Invece di dire ai cittadini come stanno le cose scappa. Perché? Perché non vogliono che andiamo a fondo del problema? E’ perché deve seguire i diktat del suo capo politico?

Sarà l’ennesima dimostrazione che tra i 5 Stelle e il presidente Iorio c’è un patto di non belligeranza se non, addirittura, un accordo? Le coincidenze iniziano ad essere troppe per non formare un indizio solido”.