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Dante e Virgilio, al calvario (Seconda canzone)

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    di  Antonio Andriani

     

    Tetri ‘n viso, han l’anime in tormento

    ma la Grazia di Dio

    al reparto li guida, all’etterno

     

    strazio della sorte. E che tremolio,

    moltiplicate cento

    la polmonite e pugni sullo sterno.

     

    Da l’inoltrato averno,

     

    la rianimazione, l’agonia

    d’anziani intubati. La stanza, diaccia,

    non ci consegna traccia

     

    e speme. Dante tratta l’omo in corsia,

    con guardi d’armonia

    allevia la tristezza

    e dona carezze, ‘che fruscia ‘l sipario

     

    per chi va. È bellezza,

    l’ultima, sulla Croce del Calvario.

     

    Andri220320 Parafrasi = in questa seconda parte, i due poeti s’inoltrano nella sofferenza umana. Fino ad ora, la scena è solo della voce narrante. Dante e Virgilio non ancora proferiscono parole, sono sbigottiti dall’enorme quantità di dolore e sofferenza. Lo schema metrico è uguale alla precedente canzone, per contratto metrico. Le prime due strofe sono il “fronte” della poesia; la terza strofa presenta un unico verso e si chiama “chiave”; le ultime strofe, son nominate “sirma”.

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