Covid, 16 contagiati nella casa di riposo di Cercemaggiore

E' risultato positivo l'esito dei tamponi effettuati agli anziani ospiti della struttura e ai dipendenti stessi. La Regione valuta un'ordinanza per 'blindare' il paese come avvenuto a Riccia, Pozzilli, Venafro e Montenero

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Le brutte notizie di una giornata sostanzialmente tranquilla sul fronte coronavirus arrivano in serata da Cercemaggiore dove sono stati registrati 16 nuovi casi che hanno fatto schizzare a 87 il numero dei contagi da covid-19 in Molise.

Il dato è rimasto stabile per l’intera giornata di mercoledì 25 marzo. Poi la notizia confermata direttamente dal presidente della Regione Molise Donato Toma e dai vertici della Azienda sanitaria regionale: 16 casi positivi nella comunità alloggio del paese in provincia di Campobasso. La struttura era già all’attenzione delle autorità sanitarie dopo che il primo ospite, un anziano di 92 anni, era risultato positivo al covid-19.

I tamponi cui sono stati sottoposti sia i pazienti ospiti della struttura che gli operatori hanno purtroppo restituito oggi un esito negativo per 16 persone, tra anziani ospiti e dipendenti del centro.

I 16 casi di positività sono tutti relativi a persone al momento asintomatiche o paucisintomatiche e non risultano ricoveri. Tuttavia è già partita la direttiva dell’Asrem per la messa in quarantena delle famiglie e degli altri dipendenti. La situazione si complica perché gli anziani non possono essere certo lasciati soli.

Inoltre, è probabile a questo punto che nelle prossime ore possa arrivare una ordinanza del governatore che faccia anche di Cercemaggiore una delle zone rosse del Molise, ovvero quei comuni nei quali non è possibile entrare né uscire se non per improrogabili esigenze sanitarie. Come già capitato per Pozzilli e Venafro e ancora prima per Riccia e Montenero, Cercemaggiore si appresterebbe a diventare un centro blindato con l’obiettivo di frenare il più possibile il contagio.

 

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