Coronavirus, medici in trincea: “State a casa, il Molise è fragile”. Appello per tenda filtro al Cardarelli

Lettera accorata degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle Province di Campobasso e Isernia: “Il contagio incontrollato porta al collasso degli ospedali, tutti devono rispettare le misure restrittive. No a pressappochismo e disinformazione di cui pullulano i social”. E poi l’appello alle istituzioni: “Subito la tenda campale per il pre-triage al Cardarelli come già fatto al Gemelli-Cattolica e a Isernia”.

Quando gli appelli li fanno i medici, gli esperti, i virologi, chi insomma lavora sul campo e fa sacrifici tutti i giorni per l’intera collettività, c’è da leggere, ascoltare e mettere in pratica. Tema unico di questi giorni: il Covid-19 e la sua diffusione in tutta Italia. Il Molise non è esente dall’emergenza, pur avendo ancora numeri esigui. Ma bisogna prepararsi a un quadro peggiore: niente allarmismi, ormai è il realismo e la vita quotidiana a richiedere informazioni vere. E sottolineiamo vere.

In tale direzione va la lettera che gli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri del Molise hanno sentito il dovere di inviare alle redazioni e quindi alla popolazione per mettere in guardia e condannare “il pressapochismo e la disinformazione che spesso si trovano sui social. Nessuno può permettersi di minimizzare o disattendere irrazionalmente le necessarie misure di contenimento predisposte dalle istituzioni”. Parole chiare, nette, non equivocabili: bisogna stare a sentire chi ne capisce più di noi.

Il Molise deve preoccuparsi più che mai, visto che “anche le Regioni più ricche e organizzate hanno grandi difficoltà a limitare il contagio. Il pericolo maggiore è certamente la sua diffusione al Sud, più carente e disorganizzato. Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ha esternato, nei giorni scorsi, la sua grande preoccupazione per le Regioni del Sud, in primis per il Molise, definendolo il territorio più fragile d’Italia”.

C’è un invito preciso rivolto alle autorità: “Approntare senza indugio anche all’ospedale ‘Cardarelli’, come già fatto per il Gemelli Molise (la Cattolica, ndr) e per l’ospedale di Isernia, la tenda campale per il pre-triage, che la Protezione civile ha già debitamente preparato ed è pronta per essere installata”.

Bisogna attenersi scrupolosamente a quanto stabilito dagli esperti. Appunto, gli esperti, i ‘professoroni’ li ha definiti qualche ignorantone baciato dalla fortuna, spesso bistrattati dal ‘popolo bue’ per aver espresso nel recente passato posizioni nette e dure sull’importanza dei vaccini. In questo campo non esistono mezze misure: la Salute deve essere sempre al primo posto. Altro che ‘rimedi della nonna’.

E allora, l’Ordine diretto dalla dottoressa Carolina De Vincenzo si rivolge direttamente ai corregionali: “Consapevoli dell’incombente pericolo, raccomandiamo la strettissima osservanza delle misure restrittive: restare preferibilmente in casa, specie gli anziani e uscire solo per necessità di lavoro, esigenze di approvvigionamento o per emergenze; evitare sempre i luoghi affollati, limitare gli incontri sociali non indispensabili, mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro, usare con regolarità presidi di disinfezione, non frequentare studi medici e Pronto Soccorso, non viaggiare se non per indifferibili e comprovate esigenze e osservare scrupolosamente il divieto di rientro dalle cosiddette ‘zone rosse’, informandone in ogni caso tempestivamente le autorità regionali”.

Anche perché c’è una certezza conclamata, come verificato in Cina, dove il virus sta retrocedendo in maniera vistosa: “L’evoluzione del contagio dipenderà dal nostro comportamento: quanto più esso sarà responsabile, prudente, rispettoso delle prescrizioni delle autorità e delle indicazioni della comunità scientifica, tanto più avremo possibilità di contenerne e superarne gli effetti, consapevoli che tutti dovremo pagare un prezzo per tale calamità. Nostro primario obiettivo è la tutela della Salute, nostro preciso dovere è proteggere gli individui più fragili: il virus è, difatti, altamente diffusivo, ma meno della metà dei contagiati mostra i sintomi della malattia e le complicanze sono di solito appannaggio degli individui più anziani o con preesistenti patologie”.

E torna prepotente il tema delle strutture sanitarie molisane, giunte ai minimi termini dopo anni di commissariamenti, tagli e affini: “Conoscendo le carenze strutturali e di personale sanitario del nostro territorio, l’unica vera arma possibile è la rigida prevenzione, attuata responsabilmente da tutti noi”. In mancanza di buon senso, cioè di fronte alla sottovalutazione volontaria da parte dei cittadini, “è doveroso che intervengano ulteriori provvedimenti di limitazione della circolazione delle persone e del contatto tra loro”.

Poi la preziosa, fondamentale, rigorosa ed encomiabile opera che quotidianamente svolgono gli operatori sanitari, che “lavorano in prima linea con abnegazione se non con vero e proprio eroismo, spesso non adeguatamente protetti, a volte vittime essi stessi del contagio. Invitiamo pertanto i molisani ad aver piena fiducia nei nostri medici e odontoiatri: specialisti, ospedalieri, medici di medicina generale, pediatri, medici del 118 e della continuità assistenziale, che lavorano per la nostra salute, con grande professionalità e impegno. E un doveroso ringraziamento va anche a tutti gli infermieri e operatori sanitari”.

L’importanza della sanità pubblica è tornata prepotentemente alla ribalta nazionale: “Confidiamo che la grave emergenza sia l’occasione per la classe politica di comprendere come sia indispensabile finanziare adeguatamente il Servizio sanitario pubblico e implementarne le reti specialistiche in ambito nazionale. Nell’epidemia in corso si è rilevata estremamente efficace la rete nazionale per le Malattie infettive: proiettandoci in un possibile futuro di analoghi eventi, la decisione di non mantenere in Regione un reparto di Malattie Infettive appare sconcertante”.

Il comune impegno deve essere finalizzato al “contenimento e al rallentamento del contagio, unico mezzo per salvare il sistema sanitario dal collasso. Ognuno deve fare la propria parte, con senso civico di responsabilità, seguendo i principi deontologici che ispirano la nostra professione. Grazie a tutti per quello che avete fatto, che fate e che farete; grazie per aver sopportato difficoltà, sacrifici e rischi. Grazie ai colleghi che hanno contratto il virus o che sono in isolamento domiciliare. Non è il momento delle polemiche, servono responsabilità e concretezza e i medici e gli odontoiatri molisani, ancora una volta, ne daranno prova alla loro Comunità”.     

FdS