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Gli aggiornamenti

Contagio da Covid, crescita “controllata” in Molise: 64 positivi, 7 decessi finora. Sono 7 anche i guariti L’EMERGENZA – I NUMERI

La Diretta di Primonumero.it sull'emergenza coronavirus in Molise. Il bollettino dei contagiati e le novità ora per ora

64 POSITIVI, CRESCITA RALLENTATA. FONDAMENTALE ORA RESTARE A CASA

Il contagio rallenta. Ecco perchè ora è fondamentale restare a casa

I NUMERI DI OGGI DOMENICA 22 MARZO IN MOLISE

543 tamponi processati di cui 476 negativi
64 sono i tamponi positivi: 53 nella provincia di Campobasso, 4 in quella di Isernia e 7 di persone di fuori regione
• 3 i tamponi in corso di cui non si conosce ancora l’esito
• All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 22: di questi 15 sono in Malattie Infettive (tutti della provincia di Campobasso), 7 sono in Terapia Intensiva (4 della provincia di Campobasso, 1 di quella di Isernia e 2 di Bergamo)
• Sono 28 i pazienti in isolamento domiciliare perchè asintomatici (21) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici (7)
• Complessivamente ci sono 250 persone in isolamento e 156 in sorveglianza attiva
• 9 i pazienti positivi ricoverati al Neuromed, struttura privata accreditata di Pozzilli (2 della provincia di Campobasso, 2 di quella di Isernia e 5 di altre regioni)
• 7 i pazienti deceduti con Coronavirus (5 della provincia di Campobasso, 1 di quella di Isernia e 1 di altra regione).

specchietto asrem 22 marzo

 

 

Ore 18.30 – VERSO LA SANIFICAZIONE DI NEUROMED, I CONTAGI COMPLESSIVI SONO 10

https://www.primonumero.it/2020/03/nuovo-contagio-al-neuromed-lospedale-sara-sanificato-a-breve-attivo-numero-verde/1530602524/

 

DE CHIRICO (M5S) CHIEDE PIU’ TAMPONI 

Fabio De Chirico, esponente dei 5 Stelle, ritiene che la gestione che definisce ‘florenzotomiana‘ dell’epidemia sia molto carente dal punto di vista gestionale e comunicativo, e contesta alcune scelte relative alla riorganizzazione ospedaliera. “La scelta azzardata nell’individuare il Cardarelli come ospedale Covid ormai è fatta e non si può tornare indietro. Sarebbe stato meglio destinare interamente una struttura ad accogliere degenti affetti da Coronavirus, per non condizionare, o ancora peggio contagiare, le attività ordinarie. Quindi ben vengano nuove strutture periferiche e nuovo personale a migliorare le cure, ma gli ospedali sono le retrovie della filiera gestionale e prima di tutto bisogna intervenire in maniera decisa sulla prevenzione. Stiamo parlando della fase più importante, una sua perfetta gestione può davvero salvare vite umane e limitare notevolmente il ricorso alla terapia intensiva”. A tale proposito De Chirico contrasta le dichiarazioni del direttore generale Florenzano circa i test effettuati solo su persone con malattia respiratoria acuta e a contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione. “Florenzano sbaglia nel pensare che aumentare i tamponi serva a far stare tranquilli i negativi. Aumentare il numero dei tamponi serve a scovare i positivi e a bloccare i potenziali focolai. La tracciabilità dei positivi è cruciale per fermare l’epidemia. È una strategia funzionale che hanno adottato prima di tutte le altre Regioni come il Veneto e poi a seguire Emilia Romagna, Toscana, Umbria. Quindi le Regioni hanno certamente autonomia decisionale e possono potenziare identificazione e diagnosi dei casi sospetti o degli operatori sanitari. Proprio riguardo questi ultimi, io non so se il Direttore si senta in parte responsabile dei due cluster di Riccia e Bojano creati da un ‘suo’ poco responsabile medico del 118 che ha lavorato per giorni pur avendo sintomi visibili e un padre ricoverato per il virus; probabilmente se fosse stato testato 10-15 giorni fa, non avrebbe potuto lavorare”.

 

RICCIA ISTITUISCE IL COC. RESTANO 2 I CASI DI CONTAGIO NEL COMUNE

L’Amministrazione comunale di Riccia presieduta dal sindaco Testa ha provveduto ad istituire il C.O.C. (Centro Operativo Comunale), per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione in caso di calamità. L’obiettivo è gestire l’evolversi della situazione, “attraverso un costante monitoraggio, una razionale e opportuna distribuzione delle risorse umane sul territorio, una pianificata gestione delle strutture e dei mezzi disponibili per far fronte a qualsiasi necessità legata emergenza”.

Un messaggio di incoraggiamento alla popolazione arriva dal sindaco, che esorta i suoi concittadini ad andare avanti e tenere duro, informandoli che “la situazione attuale nel nostro Comune resta sostanzialmente invariata: abbiamo due persone risultate positive, alle quali rinnoviamo costantemente il nostro conforto e il nostro incoraggiamento, affinché possano superare al meglio questo difficile momento. Allo stesso modo esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle persone che sono ancora in quarantena, al personale civile e militare che lavora incessantemente per noi, ai commercianti, ai farmacisti, ai volontari e a voi tutti riccesi che state dimostrando la vostra forza e la vostra determinazione”.

Il Comune di Riccia ha provveduto ad inviare una nota all’Assessorato al Lavoro della Regione Molise e al Presidente Toma, chiedendo l’attivazione, nel più breve tempo possibile, di tutte le misure necessarie e urgenti al fine di garantire il sostegno al reddito dei lavoratori sul territorio del Comune di Riccia.

 

I MEDICI CHE NON HANNO SINTOMI ANCHE SE HANNO AVUTO CONTATTI A RISCHIO E CON PERSONE POSITIVE LAVORANO. TOMA: LO DICE LA LEGGE

Donato Toma richiama la legge: “Medici asintomatici devono lavorare anche senza tampone”

 

Ore 14 – AGGIORNAMENTO SU POSITIVI E TAMPONI

A metà giornata i casi positivi al Coronavirus in Molise – come ha avuto modo di spiegare il DG Asrem Oreste Florenzano – sono fermi a 64, 3 in più rispetto alla serata di ieri. In totale sono stati effettuati 532 tamponi e di questi 445 hanno dato esito negativo mentre si è in attesa del risultato di 23 test.

All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 15 nel reparto di Malattie Infettive mentre rispetto a ieri è salito a 7 il numero di pazienti in Terapia Intensiva. Salito di una unità anche il numero di pazienti positivi ricoverati al Neuromed di Pozzilli: ora sono 9.

Ed è sempre il Direttore generale della Asrem Oreste Florenzano a chiarire perché la procedura di sottoporre i cittadini a tamponi a tappeto non può essere adottata. “So che c’è una discussione di questa eventualità particolarmente vivace – chiarisce il Dg dell’azienda sanitaria – ma potrebbe essere utile solo per rispondere a una domanda di tipo psicologico visto che il tampone non è uno strumento di prevenzione nè è utile a mettere in campo una terapia farmacologica. Le direttive nazionali prevedono che venga fatto su persone con sintomi specifici e che hanno avuto contatti a rischio. Non è una soluzione al problema, come si legge anche nel decreto legge numero 14 del 2020, dove peraltro – ribadisce Florenzano – per quanto riguarda gli operatori sanitari ci sono regole di quarantena e isolamento diverse rispetto a quelle che valgono per gli altri cittadini.

 

ANCORA 3 CONTAGIATI, ORA SONO 64. IN RIANIMAZIONE 7 PAZIENTI

Sono purtroppo aumentati ancora i contagiati da coronavirus in Molise. Rispetto al dato fornito dall’Asrem ieri sera 21 marzo, che riportava quota 61 casi positivi, stamane il numero è variato in 64. Quindi tre nuovi casi emersi dai tamponi processati nelle ultime ore.

UN NUOVO CASO AL NEUROMED POZZILLI

Fra questi tre nuovi casi un altro all’Istituto Neuromed di Pozzilli, dove ora i contagiati sarebbero di nuovo 9. Va ricordato che purtroppo uno dei positivi emersi a Pozzilli ha perso la vita nella giornata di ieri. Altri pazienti ma anche operatori sanitari e dipendenti della struttura di eccellenza di Pozzilli sono stati sottoposti a tampone, i cui risultati si conosceranno nelle prossime ore.

Aumenta anche il numero delle persone in Rianimazione per Covid-19 che ieri sera erano 6 e adesso sono 7. Di questi pazienti, 4 arrivano dalla provincia di Campobasso (quindi uno in più nelle ultime ore), 1 dalla provincia pentra e due sono pazienti di Bergamo accolti dalla Regione in solidarietà con la Regione Lombardia che è particolarmente in affanno.

Resta invece stabile a quota 15 il numero di ricoverati in Malattie Infettive.

 

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