Comitato scientifico al lavoro, Di Donato: “Fatto un buon lavoro e non è facile: con questa malattia le ossa te le fai sul campo”

Il medico, specializzato in malattie infettive e membro del neo organismo nominato dalla giunta regionale, non critica l’operato compiuto finora da Asrem e Regione: “Non è semplice amministrare quando davanti hai un problema sconosciuto rispetto al quale non c’è storia né uno straccio di report. Le azioni condotte sono idonee e opportune ora lavoriamo per il futuro”

Anche il Molise ha il suo Comitato scientifico Covid19. Lo scopo è assicurare indicazioni a supporto del comitato tecnico e della Regione Molise in relazione alle scelte e alle azioni che dovranno essere adottate dal presidente e da tutta la giunta per il superamento dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus.

Presiede il neo organismo scientifico il docente Unimol, epidemiologo, Giancarlo Ripabelli; con lui gli esperti Domenico Buccieri e Felice Di Donato.

Proprio Di Donato, medico specializzato in malattie infettive, ha precisato che il comitato si è già riunito a poche ore dalla nomina “proprio per fare sin da subito il punto della situazione. Continueremo tutti i giorni le nostre videoconferenze per dare, alla luce dell’evoluzione del contagio, tutto il nostro supporto al comitato tecnico e alla giunta regionale con consigli e suggerimenti dal punto di vista sanitario”.

Non nega che sia una situazione di grande emergenza. Di Donato, schietto e diretto come nel suo stile, ammette però che c’è anche tanta voglia di contribuire “per portare questa nave in un porto sicuro. Lo faremo utilizzando la massima cautela – ha spiegato – e provando a dare consigli che possano essere efficienti ed efficaci per tutta la comunità molisana”.

Non critica l’operato condotto finora da Asrem e Regione. Anzi. Confessa che operare in una tale situazione “nuova sotto molteplici aspetti e quindi sconosciuta in ogni sua sfumatura, non è affatto semplice”.

Non ci sono falle dunque a suo giudizio nelle scelte strategiche operate dalla Regione in collaborazione con l’Asrem perché “La situazione è in ogni caso in evoluzione: i dati nell’arco delle 24 ore non sono mai uguali per contagi, ricoveri e assistenza. Io ho osservato una rete che si è sviluppata e che è pronta ad un’eventuale emergenza sperando ovviamente che questa non avvenga. Ma ribadisco che tutto quanto compiuto finora è stato idoneo e opportuno. Così come vorrei concludere dicendo che non è facile amministrare in questa fase perché non esistono report del passato che possano fornire un aiuto; non ci sono studi, questa è una malattia nuova e ci si fa le ossa sul campo, ogni giorno, cercando di esser pronti a quelle che sono le evenienze”.