Combattere la diffusione del virus, arrivano gli esperti: nominato comitato scientifico

All’Unità di crisi già costituita dai primi giorni dell’epidemia da coronavirus in Molise, si affianca da ieri anche il Comitato scientifico per l’emergenza epidemiologica da covid-19. Lo ha istituito tramite apposito decreto il presidente della giunta regionale Donato Toma.

Fanno parte del Comitato tre stimati medici che operano in Molise. Nel ruolo di coordinatore è stato scelto il professor Giancarlo Ripabelli (foto), campobassano classe 1966, professore di Medicina e Scienze della Salute dell’Università del Molise. Lo affiancano il dottor Felice di Donato, nato a Napoli nel 1957, ma da tempo attivo a Campobasso e specializzato in malattie infettive e il dottor Nicandro Buccieri, medico isernino classe 1963, dirigente della struttura privata convenzionata ‘Igea medica’ del capoluogo pentro.

Si tratta di tre professionisti di lungo corso e quindi dotati dell’esperienza necessaria per fornire all’unità di crisi e in generale alla azienda sanitaria regionale informazioni e indicazioni utili nel contrasto all’emergenza epidemiologica.

Nel documento firmato ieri dal governatore Toma si legge che “considerata l’evoluzione dell’emergenza epidemiologica da covid-19, si rende opportuno la costituzione di un comitato scientifico che possa coadiuvare l’unità di crisi regionale e la presidenza della Giunta regionale nella gestione della fase emergenziale”.

Sempre dal decreto si apprende che “per la partecipazione alle riunioni del comitato scientifico per l’emergenza non è dovuto alcun compenso né emolumento o indennità di qualsiasi titolo”. Il comitato svolge la “funzione di consulenza sull’adozione di opportune misure di prevenzione necessarie a fronteggiare la diffusione delle patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

Nelle scorse ore il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano ha commentato con favore l’istituzione del’organismo scientifico e ha riferito che “nel primo confronto avuto il comitato ha confermato la nostra impostazione. Noi siamo aperti a contributi di questo tipo perché riteniamo di non essere portatori di verità assoluta”.