Chiusi parchi e aree gioco, attività motoria solo vicino casa. Ora vale per tutti

Nuove disposizioni governative per frenare il potenziale contagio da Coronavirus. Misure più stringenti che varranno fino al 25 marzo. Per ora

Alla fine ci ha pensato il Governo, sebbene molte Amministrazioni già avevano deciso in tal senso. Da ieri e fino al 25 marzo sarà “vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”.

Qualche sindaco molisano già l’aveva disposto con apposita ordinanza, ma da ieri sera è intervenuto il nuovo Decreto del Ministero della Salute del Governo Conte e dunque la disposizione è valida in tutta Italia. Una nuova stretta, che non finisce con la chiusura dei parchi e dei giardini pubblici.

Una questione che sta tenendo banco da giorni è quella dello jogging all’aperto o simili. Ebbene, il Decreto oltre a non consentire di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto, interviene anche sulla questione dell’attività motoria. In realtà il Ministro della Salute aveva chiesto una misura più stringente, ma il premier – probabilmente per contemperare le diverse esigenze in campo – ha deciso che “resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purchè comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. Quindi sì allo jogging, ma solo vicino casa e comunque da soli.

A Campobasso, ad esempio, cancelli sbarrati nel polmone verde al centro della città: il giardino ottocentesco di villa de Capoa. Sbarrato il Parco della Memoria di via XXIV Maggio. Saranno interdetti il parco San Giovanni, quello di viale Manzoni e di via Ungaretti. Le aree verdi non delimitate dal cancello saranno rigorosamente controllate dagli agenti della Polizia Municipale.

Campobasso villa de capoa chiusa vigili urbani coronavirus

Ancora, il Decreto chiude gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante. L’unica eccezione sono le aree di servizio delle autostrade, che però “possono vendere prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali”. Restano aperti anche i bar che si trovano dentro gli ospedali e negli aeroporti ma “con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Infine, il Governo ha deciso per il divieto, nei giorni festivi e prefestivi “nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni”, di spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, le cosiddette ‘seconde case’.