Casa di riposo ‘blindata’ a Cercemaggiore: positivi 3 operatori e 13 anziani

“La situazione è quasi sotto controllo, abbiamo provveduto a isolare le persone risultate positive al covid-19“. E per il momento gli anziani che hanno contratto il virus “non presentano sintomi talmente gravi da richiedere il ricovero all’ospedale di Campobasso”. Il sindaco di Cercemaggiore Gino Mascia ha fatto il punto della situazione il giorno dopo il boom di casi registrato in paese. Ieri sera – 25 marzo – sedici persone tra gli anziani ospiti e gli operatori della comunità alloggio sono risultate positive al covid- 19 all’esito degli accertamenti sanitari svolti dopo che un 92enne aveva contratto il virus.

“La situazione possiamo dire che è stabile sia per gli operatori che per i pazienti della comunità alloggio. Posso dire che non giungono notizie particolarmente preoccupanti o gravi: stanno tutti abbastanza bene, un po’ di tosse e sintomi vari ma gestibili senza ricoveri”.

Al momento gli operatori sanitari sono in numero molto ridotto all’interno della struttura: “Gli operatori sanitari risultati positivi sono chiaramente in isolamento nelle proprie abitazioni, mentre i pazienti restano in isolamento nella struttura. Sono assistiti da altre persone che devono fare qualche sacrificio in più, turni più lunghi, purtroppo per sopperire all’assenza degli altri. Il numero complessivo parla di 16 positivi, di cui 3 operatori sanitari e 13 pazienti”.

Dunque “per il momento restano nella struttura in attesa di ulteriori indicazioni dell’Azienda sanitaria regionale”. Anche perchè nella struttura sono rimasti solo due operatori che “stanno lavorando da 48 ore consecutive” e c’è bisogno di ulteriore personale che potrebbe essere inviato dalla Regione.

Il focolaio potrebbe ad ogni modo essere limitato alla comunità alloggio: dal 3 marzo non è più possibile entrare per le visite.

Infine a breve il paese potrebbe presto essere ‘blindato’ da un’ordinanza del presidente della Regione per vietare l’ingresso e l’uscita di altre persone e limitare dunque il contagio.