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Campobasso aderisca all’appello dei 98 Sindaci del Molise e chieda aiuto al Presidente del Consiglio

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    Egr. Sindaco,

    al cospetto dell’aggravarsi progressivo dell’emergenza sanitaria che mette a repentaglio la sicurezza e la salute di ogni cittadino, insieme ad un sentito apprezzamento per l’impegno amministrativo che conduce con grande diligenza nella complessità di una situazione estremamente difficile, Le chiediamo di aderire all’appello dei n. 98 Sindaci del Molise che non hanno avuto alcuna remora a sollecitare un aiuto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro degli Interni, alla Protezione Civile Nazionale, al Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri e ad altre Autorità Nazionali.

    La tenda davanti al Cardarelli per il triage è stata spazzata via dalla neve, il rischio che come è accaduto all’ospedale San Timoteo di Termoli, all’Irccs di Pozzilli, alla Casa di Riposo di Cercemaggiore e in tante strutture sanitarie del Nord, possa determinarsi una situazione di contagio nell’unica struttura ospedaliera regionale dedicata al Covid 19 è molto alto, il numero delle persone che necessitano di cure aumenta di giorno in giorno e incombe la probabilità che in assenza di un Piano di emergenza efficace ci si ritrovi con strumenti inadeguati al cospetto della pandemia.

    In simili casi è umano chiedere aiuto, così come hanno fatto altre città ed altre regioni italiane, dove sono arrivati sostegni esterni dalla Protezione Civile Nazionale, dall’Esercito, da organizzazioni nazionali o internazionali, da associazioni di varia natura e da imprese.

    Campobasso è il terzo capoluogo regionale, insieme a Roma e Torino, amministrato da un Sindaco espressione del Movimento politico che ha proposto Giuseppe Conte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e stante le oggettive criticità di un sistema sanitario regionale che i commissari ad acta Angelo Giustini e Ida Grossi stentano ad orientare per via di procedure ordinarie che mal si conciliano con l’emergenza e con un Direttore Generale ASREM insediatosi da 40 giorni, insieme alle sagge raccomandazioni sulla profilassi personale e sul restare a casa bisogna far presente a Roma che per frenare i contagi occorrono dispositivi di protezione individuale adeguati, tamponi, apparecchiature sanitarie specialistiche, posti letto, personale medico e un Piano simile a quello praticato con successo in Veneto.

    Se ha un attimo veda per qualche minuto l’edizione nazionale di Buongiorno Regione di questa mattina per constatare come in un paese di 2 mila abitanti vicino Roma in presenza di contagiati in una casa di riposo abbiamo visto in azione l’Esercito, fatti 146 tamponi e spostate decine di persone in più strutture sanitarie del Lazio, nel mentre dal Molise nell’edizione nazionale si è fatto cenno alla neve di Capracotta e in quella regionale in presenza di 16 casi positivi a Cercemaggiore non si è ben compreso cosa sarà fatto.

    È indubbio che con le Province ridotte al rango di enti sovracomunali privi di potere, subito dopo il Presidente della Regione, il Sindaco di Campobasso è il rappresentante istituzionale con maggiori responsabilità in queste settimane drammatiche, a maggior ragione perché ha un proficuo ed utile rapporto di vicinanza politica col Presidente del Consiglio dei Ministri e gran parte del Governo Nazionale.

    Per questo è necessario sostenere l’appello dei 98 Sindaci del Molise, e chiedere la nomina di un commissario nazionale per la gestione dell’emergenza sanitaria da individuare tra un virologo, infettivologo o epidemiologo degli Istituti Sanitari Nazionale che si raccordi con queste competenze col Presidente della Regione nella sua veste di responsabile di Protezione Civile. Campobasso non può rischiare di veder crollare il percorso con cui si deve fronteggiare l’emergenza al primo vento come accaduto per la tenda del triage davanti al Cardarelli, bisogna individuare un ospedale hub da dedicare solo al Covid 19 con due strutture spoke come Larino e Venafro, chiamando in causa attivamente tutti i laboratori diagnostici, le strutture ospedaliere pubbliche e private, l’Ordine dei Medici e dei Biologi, la Facoltà di Medicina dell’Università del Molise e non escludendo richieste di aiuto a riferimenti nazionali o internazionali per avere mezzi, materiali, personale e apparecchiature.

    Chi più del Sindaco della città capoluogo di regione oggi può rappresentare al Governo che il cittadino di Cercemaggiore ha gli stessi diritti ad essere tutelato come il cittadino di quel comune laziale, che per attrezzare un ospedale dedicato al Covid 19 bisogna preparare e formare il personale, e che è rischiosissimo tenere nella stessa struttura in piena epidemia i pazienti normali ed i pazienti colpiti da coronavirus.

    Prima che la situazione si accentui ulteriormente chieda aiuto con la stessa concretezza con cui sta amministrando in queste ore di apprensione. Meglio avere chi salva vite umane a Campobasso e in Molise per un eccesso di zelo e non averne bisogno, che assistere alle scene drammatiche di quello che si è visto in più città colpite dal contagio.

    Se 98 Sindaci si sono appellati al di là di appartenenze, orientamenti o posizione politiche, al Governo Nazionale ci sarà un motivo. Lo faccia anche lei!

     

    Associazione Giuseppe Tedeschi

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